L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 dicembre 2020

Ci offrono servizi per avere i nostri dati per cavarci soldi

INNOVAZIONE
Terremoto per chat e Gmail. Cosa succede a Wapp, Instagram e Facebook?

di Carlo Terzano



Tutte le novità che ci attendono su Gmail e non solo

Con la fine dell’anno e l’inizio di quello nuovo gli utenti di alcune delle app più diffuse, tra cui il servizio di posta offerto da Google, ovvero Gmail, ma anche Chat e Meet, e poi WhatsApp, Messenger e Instagram per quanto riguarda il gruppo Facebook, dovranno sottoscrivere con le rispettive aziende nuovi contratti sui termini di utilizzo dei vari software. Contratti che, come sappiamo bene, non sono negoziabili ma si risolvono, per l’utente, nell’accettazione delle imposizioni calate dall’alto dalle Big statunitensi. Cambieranno infatti parecchie cose. Ma andiamo con ordine.

LE NOVITÀ IN CASA GMAIL

Sono due le novità in casa Google. La prima riguarda il nostro consenso all’utilizzo delle cosiddette “funzionalità intelligenti”. La mail che tutti gli utenti Google stanno ricevendo in questi giorni recita: “Per darti un maggiore controllo sulle tue informazioni e supportare i requisiti di conformità, stiamo per presentare due nuove impostazioni per Gmail, Chat e Meet”. In pratica Google chiede di farla entrare a sbirciare nella nostra routine quando usiamo i suoi software (“…consente di scegliere se i tuoi dati di Gmail, Chat e Meet possono essere utilizzati per fornire funzionalità intelligenti all’interno di questi servizi…”) per permettere alla propria intelligenza artificiale di affiancarci con le “funzionalità intelligenti”.

COSA SONO LE FUNZIONALITÀ INTELLIGENTI

Le funzionalità intelligenti sono: “Filtro automatico/categorizzazione automatica (Principale/Social/Promozioni) delle email; Scrittura intelligente e Risposta rapida nelle email; Schede riepilogative sopra le email (monitoraggio delle spedizioni, viaggi e non solo; Estrazione dei dettagli di eventi per creare voci di calendario. Ma non è tutto, perché sempre tra i nuovi servizi offerti: Promemoria dell’assistente per le fatture in scadenza; Maps che mostra prenotazioni dei ristoranti; Google Viaggi che raggruppa i tuoi itinerari; Google Pay che mostra le tue carte fedeltà”.

E LA PRIVACY?

Nel caso scegliate di attivarle, la privacy (vecchio tallone d’Achille per Google) ovviamente arretra, perché l’IA di Google, sempre più simile a un segretario particolare, metterà un ulteriore piede in casa vostra. E non solo: ficcanaserà anche nella vostra agenda per ricordarvi gli appuntamenti e nelle vostre mail per imparare le risposte rapide e la scrittura intelligente. Che è una gran comodità, ma pure parecchio inquietante. Del resto un simile software, se acquistato, vi costerebbe migliaia di euro, mentre i nuovi servizi sono totalmente gratuiti, quindi una volta che avrete dato a Google il permesso di entrarvi in casa dovrete chiedervi cosa se ne farà dei vostri dati, perché è plausibile che li sfrutti con finalità commerciali, dato che non è certo una no profit.

GMAIL E DRIVE A PAGAMENTO?

L’altra novità sul fronte Gmail riguarda invece i contenuti salvati in cloud. Recita un’altra missiva di Google: “Se il tuo utilizzo rimane superiore alla quota disponibile per due anni o più e non hai liberato o acquistato ulteriore spazio di archiviazione per rientrare nei limiti, tutti i tuoi contenuti potrebbero essere rimossi da Gmail, Drive e Foto. Prima che ciò avvenga: Ti informeremo via email e tramite notifiche all’interno dei prodotti Google. Ti contatteremo almeno tre mesi prima che i contenuti diventino passibili di eliminazione. Ti daremo la possibilità di evitare l’eliminazione (tramite l’acquisto di spazio di archiviazione aggiuntivo o la rimozione di file). Ti daremo la possibilità di scaricare i tuoi contenuti dai nostri servizi. Scopri di più su come scaricare i tuoi dati di Google”. Insomma, se l’azienda da un lato mette a disposizione gratuitamente software sull’intelligenza artificiale da migliaia e migliaia di euro, dall’altro inizia a tramutare i servizi che le interessano meno da gratuiti a pagamento, incentivando la migrazione verso quelli onerosi.

IL GRUPPO FACEBOOK ALLE PRESE CON LE NUOVE REGOLE SULLA PRIVACY

E poi c’è il gruppo Facebook detentore ormai dei programmi di messaggistica più diffusi: WhatsApp, Instagram (sì, moltissimi, soprattutto tra i più giovani, la usano per chattare) e Messenger. Vi sarete accorti che ultimamente sugli ultimi due campeggia un banner: “Alcune funzioni non sono disponibili. Il motivo è che dobbiamo rispettare le nuove regole relative ai servizi di messaggistica in Europa. Stiamo lavorando per renderle nuovamente disponibili”. Al momento l’azienda ha deciso di non rivelare nulla di più. Tra le funzionalità che vengono meno la possibilità di inviare messaggi ai contatti con cui c’era un maggior dialogo, scremati dall’algoritmo del software senza che fosse l’utente a indicizzarli tra i preferiti. The Verge, non a caso, ipotizza che tali funzioni siano state disattivate, in attesa che il ramo legale dell’azienda provveda a far firmare agli utenti nuove condizioni d’utilizzo, per non contrastare il corpus normativo comunitario ePrivacy Directive, che impone regole più stringenti riguardo l’utilizzo dei dati tra i servizi di comunicazione che operano nei Paesi membri dell’Unione Europea.



E poi c’è WhatsApp. Secondo quanto anticipato da WABetaInfo, a partire dall’8 febbraio 2021, per continuare a usare il software di messaggistica occorrerà accettare nuovi termini sulle condizioni su come WhatsApp gestisce i dati degli utenti e, sul fronte business, come le aziende potranno utilizzare i servizi Facebook per gestire i rapporti con i loro clienti quando per l’ecommerce integrano i loro servizi.

Nessun commento:

Posta un commento