L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 9 dicembre 2020

Corrotto euroimbecille Pd insieme al falso ideologico del M5S vogliono il Mes per mettere sul lastrico gli italiani


Mes e ristrutturazione del debito: un documento del Senato svela incredibilmente la verità

Gilberto Trombetta
07 Dicembre 2020 17:00

È curioso come proprio coloro che passano le giornate mentendo agli italiani, siano i primi a invocare la censura ogni qualvolta qualcuno metta in pericolo la loro retorica liberal-unionista smascherando le loro bugie.


Capita però che nei documenti ufficiali si debba scrivere la verità.

Succede così che sul documento riguardante la riforma del MES pubblicato dal Senato¹, si dicano le cose esattamente come stanno.

E cioè che le modifiche contenute nella riforma del MES - come avevano già detto Visco, galli e Munchau - «potrebbero consentire una semplificazione delle procedure di ristrutturazione del debito».

Questo conferma la lettura data da più di un anno da molti di noi.

E cioè che la riforma del MES sarebbe pericolosa soprattutto per l’Italia poiché ne è il primo obiettivo.

La riforma del MES serve – secondo i geni unionisti – a far fallire in maniera controllata l’Italia.

Pensano di far ricadere il costo di quest’immane tragedia economica solo sulle spalle degli italiani.

Ovviamente non andrebbe così.

Il fallimento di un Paese come l’Italia non potrebbe mai essere controllato.

Si porterebbe dietro tutta l’Eurozona, tutta l’Unione Europea e gli effetti di un evento di tale portata si sentirebbero fino su Marte.

E così, come andiamo dicendo da anni, l’Italia rischia di fallire per la prima volta dalla sua Unità proprio per colpa dell’appartenenza all’Unione Europea e all’Eurozona.
Mentre quella che gli ascari unionisti continuano a chiamare «l’Italietta della liretta» è cresciuta per un centinaio d'anni più rapidamente dei principali Paesi d'Europa occidentale e degli Stati Uniti. Dal 1896 al 1992.


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