L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 24 dicembre 2020

E' acclarato l'alleanza strategica tra Cina e Russia sul piano economico si è trasferita nell'ambito militare

Mar Cinese. Mosca e Pechino si esercitano nel confronto con gli Usa

Di Emanuele Rossi | 23/12/2020 - 

Bombardieri nucleari di Cina e Russia sorvolano il Mar Cinese e il Mar del Giappone. Il messaggio è diretto a Washington, che compie regolarmente operazioni simili con i partner dell’Indo-Pacifico. Mosca e Pechino sottolineano il loro “partenariato-globale”

Aerei militari cinesi e russi hanno compiuto un’esercitazione congiunta sopra al Mar Cinese Orientale e il Mar del Giappone – zone dove Tokyo e Pechino rivendicano diritti di sovranità su alcuni isolotti, le Senkaku (o Diaoyu in cinese), mentre tra Tokyo e Mosca si gioca una partita simile riguardo alle Kuril (che i giapponesi chiamano i Territori del Nord). La missione di pattugliamento sino-russa è la seconda nel giro di un anno: in totale i mezzi coinvolti sono stati 19, tra questi quattro erano cinesi e 15 russi. Non parliamo di assetti comuni, ma di bombardieri strategici, come gli HK6 cinesi e i Tu-95MS russi, ossia tra i pezzi migliori dell’intero arsenale militare dei due paesi – velivoli in grado di trasportare ordigni nucleari. Questo genere di attività sono il simmetrico di quanto fanno – con maggiore costanza – gli Stati Uniti, che spesso fanno viaggiare i B-52, i B-2 e i B-1 partendo da basi statunitensi in vari quadranti, compreso il Mar Cinese, per dimostrare capacità di proiezione rapida (secondo la strategia “dynamic force employment” studiata dal Pentagono).

Se le missioni americane hanno come obiettivo primario una dimostrazione di forza e presenza (da remoto) in tutto la regione dell’Indo-Pacifico, dimostrazione da sbattere in faccia alle rival powers Cina e Russia, quella sino-russa ha senso opposto ma significato identico. Caccia giapponesi e sudcoreani – i due alleati statunitensi i cui cieli sono stati sfiorati dalla rotta dell’esercitazione – hanno scortato lo squadrone secondo un’attività di scrambling regolare e senza violazioni degli spazi aerei. A luglio dello scorso anno la tensione era stata maggiore: alcuni caccia sudcoreani che si erano alzati per controllare il volo di un gruppo sino-russo simile a quello che ha volato pochi giorni fa, erano stati costretti a sparare colpi di avvertimento mentre gli altri violavano lo spazio aereo di Seul. Secondo il comunicato della Difesa russa l’obiettivo di queste esercitazioni è “sviluppare e approfondire il partenariato globale Russia-Cina, aumentare ulteriormente il livello di cooperazione tra le due forze armate, espandere la loro capacità di azione congiunta e rafforzare la stabilità strategica”.

(Foto: Ministero della Difesa giapponese, un HK6 fotografato da un F-15 nipponico)

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