L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 25 dicembre 2020

e gli imbecilli alla Sgarbi sono serviti


Dicembre 24, 2020
Scritto da Effe_Pi

Chiesta la concessione per il progetto alla Capitaneria di porto da Cagliari per un impianto da 504 MW davanti alla costa ovest dell'isola.

Una nuova frontiera dell'eolico offshore, che dovrebbe evitare i problemi creati in passato dal punto ambientale e paesaggistico, con i progetti che si erano concentrati a poca distanza dalle meravigliose coste dell'isola. Stavolta invece l'impianto, per cui la società Ichnusa Wind Power ha chiesto la concessione alla Capitaneria di porto di Cagliari, dovrebbe sorgere a 40 chilometri dalla riva davanti a Cala Domestica, visibile quindi solo con un buon binocolo.

L'impianto galleggiante, ed è un'altra novità visto che nessuna torre dovrà essere eretta in mezzo al mare, avrà una potenza di 504 MW e sorgerà davanti alla costa occidentale sarda, per quella che i responsabili del progetto definiscono "la nuova frontiera dell'eolico". Il tutto vale 1 miliardo e 400 milioni di euro, si prevede l’installazione di 42 turbine eoliche galleggianti ad asse orizzontale da 12 MW ciascuna, con una potenza elettrica totale di 504 MW, capace di offrire energia "pulita" a 650mila utenze.


Per la costruzione saranno necessari tre anni, con sistema di torri con pale eoliche che verrà predisposto e assemblato nei cantieri a terra e poi trasportato in mare con i rimorchiatori. Favorevoli al progetto le principali associazioni ambientaliste, da Legambiente, Wwf fino a Greenpeace, mentre si oppongono la Regione Sardegna e 7 comuni della zona, Arbus, Buggerru, Carloforte, Fluminimaggiore, Gonnesa, Iglesias e Portoscuso. 


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