L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 31 dicembre 2020

Gli attacchi e la confusione che si vuole creare intorno a Tansi dimostra la paura del Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato della massa di voti che andranno alla sua proposta politica



Elezioni: Tansi accoglie la candidatura di De Magistris a governatore, anzi no, o forse se…

Pubblicato il 29 Dicembre 2020 | da Redazione

Appena si è sparsa la voce della proposta avanzata dal coordinatore regionale del Partito Democratico in Calabria, on. Stefano Graziano, all’attuale sindaco di Napoli Luigi De Magistris, come candidtao unitario della sinistra alle prossime elezioni regionali, numerose sono state le reazioni. La principale quella dell’ex capo della Protezione civile in Calabria, Carlo Tansi, già candidato presidente alle passate elezioni, e di fatto candidato presidente con tre liste (pronte) che fanno riferimento al suo movimento Tesoro di Calabria. Prima Tansi ha mostrato disponibilità, fatta salva la riserva sulla disponibilità di De Magistris di non ricandidare consiglieri uscenti. Poi – a seguito di una lettera (apocrifa?) di critiche da parte di De Magistris, Tansi ha corretto il tiro, sparigliando ancora una volta il confuso mondo della sinistra calabrese.

«Ho appreso dagli organi di stampa – aveva scritto in una nota Carlo Tansi – che per la costruenda coalizione di centrosinistra PD-Movimento 5 Stelle si potrebbe proporre candidato alla presidenza della Regione Calabria Luigi De Magistris, attuale Sindaco di Napoli in scadenza del mandato decennale. In verità l’interessato non ha confermato ma non ha nemmeno smentito. La notizia non mi coglie né indifferente né impreparato, anzi, se l’attuale sindaco di Napoli volesse offrire – da una diversa prospettiva rispetto a più di dieci anni orsono quando rivestiva il ruolo di magistrato – il suo diretto contributo per favorire il riscatto sociale, civile e democratico della nostra regione, sarebbe già un primo passo verso la possibilità di un radicale cambiamento della gestione politica e burocratica che il Movimento Civico Tesoro Calabria auspica da tempo. Ma il problema principale resta il vero ed integrale ricambio della rappresentanza politica che andrà a governare la Calabria dai seggi del Consiglio Regionale, che è il motivo per cui sono stato costretto ad abbandonare il “tavolo di confronto” organizzato dal PD.
Vorrei chiedere a De Magistris se accetterebbe di guidare una coalizione avendo nelle liste ex Consiglieri Regionali, ex Assessori e uomini politici che ricoprendo incarichi di governo o sottogoverno, hanno contribuito alle attuali condizioni di sfacelo in cui è stata ridotta la Regione più bella ma anche più povera d’Italia. Mi riferisco esplicitamente ai consiglieri Guccione (che siede sugli scranni del consiglio regionale da ben oltre 20 anni!), Bevacqua, Irto, Aieta e affini, e a soggetti riferibili, a vario titolo a Incarnato, Adamo-Bruno Bossio, Sebi Romeo e affini…. e ad altri soggetti similari che in questo momento possono sfuggirmi.
Io mi sono rifiutato di accettare le candidature di tali soggetti e, dal primo incontro, ho precisato – ai rappresentanti del PD e agli altri esponenti convocati al “tavolo” – questa mia richiesta che, insieme alla scelta in tempi brevi di un candidato alla presidenza, ha rappresentato il motivo del mio definitivo abbandono del tavolo stesso, in quanto nodo principale mai sciolto all’interno di una coalizione regionale che aspirava a essere – ahimè solo a parole – erede naturale della migliore tradizione riformista.
Luigi De Magistris, qualora volesse candidarsi, dovrebbe chiarire il suo pensiero sull’attuale classe politica. Se anche egli dichiara, come ho fatto io, indispensabile l’esclusione dalle candidature degli attuali proprietari di scranni regionali che ho citato sopra, allora le possibilità di offrire un’alternativa seria e concreta di rinnovamento morale ed etica della classe politica calabrese, diventa più che concreta».

Poi, a seguito di una nota critica nei suoi confornti, Tansi ha replicato subito. «Voglio manifestare un atroce dubbio: siamo sicuri che la nota nei miei confronti l’abbia scritta De Magistris? Oppure è opera di qualche politicaccio regionale che ancora vuole restare imbullonato alla sua poltrona per altri cinque anni?». Manifestando la sua «stima incondizionata nei confronti di Luigi De Magistris che in passato ha mostrato da PM in Calabria tanto coraggio e determinazione con le sue acute indagini giudiziarie contro la casta calabra, prima che fosse ingiustamente allontanato dal potente sistema ndranghetistico dei colletti bianchi che hanno impedito il decollo della Calabria», Tansi ha sottolineato la correttezza del suo operato durante l’incarico presso la Protezione Civile. «Sento spesso dire – ha dichiarato –, quando si parla di me, che in passato sarei stato un beneficiato della politica per l’incarico di dg della Protezione Civile calabrese. Una critica strumentale, e quel che più conta falsa, considerato come il ruolo di dirigente della Prociv regionale io lo abbia ottenuto a seguito della partecipazione a una selezione pubblica nazionale per titoli, cioè a cui si partecipava in base al curriculum. E invito a prendere visione del mio curriculum tecnico-scientifico frutto di un’attività di ricerca applicata tecnico-scientifica maturata in campo internazionale in trent’anni di servizio presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche del quale mi onoro di essere ricercatore. A ciò si aggiungono 13 anni di docenza universitaria presso l’Unical». (rp)

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