L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 8 dicembre 2020

Guerre umanitarie in arrivo

IRAN. TRUMP PRONTO ALLA GUERRA?

B-52. (Foto WikiCommons).

di Shorsh Surme –
6 dicembre 2020

Il quasi ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump sta creando non pochi problemi al successore Joe Biden, poco prima del passaggio di poteri previsto per 20 gennaio 2021.
Secondo il New York Times, Trump avrebbe deciso di colpire l’Iran dopo che il democratico Biden si è espresso per il rientro degli Usa nell’accordo sul nucleare iraniano (Jpcoa), sottoscritto nel 2015 durante la presidenza di Barak Obama.
Stando alle indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sui giornali del Medio Oriente, Trump starebbe pensando ad un avvicinamento ai confini dell’Iran per poi sferrare l’attacco.
E’ stata infatti segnalata la presenza di un B52 nell’area, giunto una settimana fa nella base di al-Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti, dove ha scaricato numerosi missili, alcuni dei quali potrebbero portare testate nucleari.
I curdi dell’Iraq hanno manifestato preoccupazione in quanto c’è una base americana nella cittadina curda di Harir, nella provincia di Erbil, la capitale della Regione del Kurdistan che dista esattamente 115 km dall’Iran; la base è dotata di un aeroporto e di dispositivi avanzati di monitoraggio, e aerei statunitensi sorvolano quotidianamente sia lo spazio aereo del Libano che quello dello Stretto di Hormuz.

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