L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 26 dicembre 2020

I bombardamenti umanitari a Gheddafi, di Frangia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Italia dovevano eliminare il paese scomodo per attuare la Strategia della Paura e del Caos e imporre il Grande Sion

Libia: Haftar, riprendere armi per cacciare l'occupante turco

'Ankara rifiuta la pace e opta per la guerra'

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© ANSA/EPA

Redazione ANSATRIPOLI
25 dicembre 202015:05NEWS

(ANSA) - TRIPOLI, 25 DIC - Il maresciallo Khalifa Haftar, l'uomo forte della Libia orientale, ha invitato le sue forze a riprendere le armi per "cacciare l'occupante turco", mentre sono in corso i colloqui per portare il Paese fuori dalla situazione di stallo.
"Dobbiamo ricordare oggi che non ci sarà pace in presenza di un colonizzatore sulla nostra terra", ha ammonito il maresciallo in riferimento ad Ankara, il cui Parlamento ha approvato questa settimana una mozione che proroga di 18 mesi l'autorizzazione a schierare soldati in Libia.

"Riprenderemo quindi le armi per plasmare la nostra pace con le nostre stesse mani e, poiché la Turchia rifiuta la pace e opta per la guerra, preparatevi a scacciare l'occupante con la fede, la volontà e le armi", ha detto in un discorso in occasione del 69 ° anniversario dell'indipendenza del Paese.
Il Governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj è riconosciuto dall'Onu e sostenuto dalla Turchia. Haftar è invece sostenuto dalla Russia e dagli Emirati Arabi Uniti. (ANSA).

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