L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 dicembre 2020

Il covid/lockdown/coprifuoco non ferma la corruzione del Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato attraverso uno dei suoi uomini di punta Arcurti

Mascherine Fca, che cosa ha scoperto Striscia la Notizia

27 dicembre 2020


Mascherine-gate per Fca? Che cosa ha scoperto Striscia la Notizia

É un nuovo mascherina-gate quello che potrebbe esplodere dopo l’inchiesta giornalistica della trasmissione “Striscia la Notizia”. A finire nel mirino del tg satirico questa volta sono le mascherine distribuite nelle scuole italiane e riportanti il logo della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

FCA: 27 milioni di mascherine al giorno per le scuole

Dallo scorso agosto a occuparsi della produzione dei circa 27 milioni di mascherine al giorno per gli scolari italiani è la FCA nello stabilimento di Mirafiori, con macchinari forniti dal commissario straordinario Domenico Arcuri e materie prime stabilite dalle autorità nazionali.
Le preoccupazioni dei genitori: mascherine scomode e maleodoranti 

L’inviato di Striscia Moreno Morello ha raccolto le preoccupazioni di numerosi genitori, impensieriti della sicurezza dei dispositivi di protezione distribuiti nelle scuole dei loro figli. 

Le famiglie hanno lamentato che le mascherine il cattivo odore, simile a quello del petrolio e della plastica, emanato dalle mascherine e la scarsa vestibilità, soffocanti e troppo aderenti al corpo. Molti genitori hanno così scelto di rinunciare, attraverso un modulo apposito, alle mascherine fornite dal Governo e di far indossare ai loro figli altre mascherine regolarmente acquistate in farmacia. 

La redazione di Striscia ha operato dei test su due campioni delle mascherine fornite dal Governo alle scuole. Le verifiche sono state svolto presso la BPSEC, un consorzio di società specializzate in servizi per le aziende che ha avviato una linea di servizi dedicata al Covid-19

I risultati sulle mascherine inviate agli scolari non sono stati affatto incoraggianti: sul primo lotto la capacità di filtrazione è risultata del 67% lontana dal minimo stabilito del 95% mentre sul secondo la capacità di filtrazione era del 77%. Anche rispetto al parametro della respirabili le mascherine del Governo sono state bocciate, se la legge stabilisce che questa deve avere valore inferiore al 40 Pa/cm² il valore misurato è di 52,6 Pa/cm². 

Come spiegato nel corso del servizio da Daniele Barbone, Direttore Generale di BPSEC, i controlli sulle mascherine devono essere operati a monte della produzione, sia durante la produzione e devono essere comunicati all’ISS.

Mascherine non a norma ma validate dall’ISS

L’Istituto superiore di sanità ha, però, inserito i dispositivi di protezione individuale inviati dal Governo nell’elenco dei dispositivi validati dall’Istituto Superiore di Sanità. L’inviato di Striscia sottolinea che l’ISS non effettua test sulle mascherine ma si fida dei documenti di accompagnamento inviati dalle aziende produttrici. Di contro l’ISS ha assicurato, con una nota inviata alla redazione, circa la qualità dei materiali utilizzati da FCA.
 
Le voci degli imprenditori: FCA ha saturato il mercato con mascherine inidonee

Nell’ultima tranche dell’inchiesta di Striscia la notizia a parlare è Luca Nannipieri, imprenditore portavoce di gruppo di imprenditori, finanziati da Invitalia al 75% a fondo perduto, per produrre mascherine chirurgiche. Le aziende in questione hanno subito un processo di riconversione e a maggio hanno iniziato a produrre e commercializzare le mascherine. Da settembre il Governo ha deciso di affidare la produzione delle mascherine “governative” a FCA, saturando il mercato e rendendolo inaccessibile agli imprenditori precedentemente finanziati.

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