L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 11 dicembre 2020

Il Progetto Criminale dell'Euro morde il freno, lo S P R E A D sarà ancora sotto controllo, verrà il momento di lasciargli le briglie per farlo correre di nuovo

La Bce tiene la barra dritta e lo spread evapora

10 dicembre 2020


Il commento di Paul Brain, Head of Fixed Income di Newton IM (BNY Mellon Investment Management), sugli annunci odierni della Bce

È altamente probabile che le politiche monetarie resteranno accomodanti anche dopo la distribuzione dei vaccini, per via delle dannose cicatrici lasciate dal Coronavirus sull’economia.

Le condizioni finanziarie favorevoli e i supporti fiscali aiuteranno le economie ad affrontare qualsiasi fase di transizione sia necessaria e favoriranno la ripresa.

L’euro forte e il protrarsi delle negoziazioni per la Brexit rappresentano altre fonti di preoccupazione per la Banca Centrale Europea, sufficienti a determinare un orientamento in favore di politiche monetarie ancora accomodanti.

Il programma di acquisto per l’emergenza pandemica è stato aumentato di 500 miliardi di euro sino a un totale di 1.850 miliardi, e prorogato per nove mesi assieme a un’espansione del programma TLTRO3 sino al giugno 2022, con un lieve allentamento delle restrizioni per le banche che desiderino usufruirne.

Le preoccupazioni sull’economia e la forza dell’euro stanno probabilmente influenzando anche le previsioni di mercato, e fanno sì che la retorica resti incentrata sul potenziale di fare di più.

Pertanto ci aspettiamo che il trend di rafforzamento della valuta contro il dollaro USA non verrà deragliato dagli annunci odierni, soprattutto perché non il tasso di sconto è rimasto invariato, ma sarà interessante vedere se la Bce solleverà dei timori in merito di qui in avanti. Infine, prevediamo che lo spread tra le obbligazioni dei mercati periferici e centrali dell’Ue continui a evaporare, fintanto che le politiche accomodanti resteranno in atto.

Anche se ci aspettiamo che le politiche monetarie proseguano lungo questa strada nel prevedibile futuro, così da contrastare qualsiasi ulteriore volatilità, gli investitori dovrebbero restare ben attenti ai rischi presenti sui mercati.

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