L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 27 dicembre 2020

Il rilancio di Alba con l'aiuto dei vaccini cubani


26 Dicembre 2020 18:52
Dicembre 2020: il ritorno dell'ALBA-TCP
Fabrizio Verde


L'ALBA-TCP (Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America – Trattato di Commercio per i Popoli) è un progetto originale, una nuova forma di integrazione regionale completamente differente da quelle già conosciute e preesistenti. Concepita come Alternativa Bolivariana per i Popoli di Nuestra America, l'alleanza si definisce come un'opzione latinoamericana che lotta per l'indipendenza e la sovranità dei popoli della regione. 

«Vogliamo un modello che ci integri realmente. Non un modello che integri alcuni provocando la disintegrazione degli altri, non può essere questa la strada. Proponiamo dal Venezuela ai caraibici e ai latinoamericani, un'altra alternativa; Credo che potremmo iniziare a discutere di un progetto che potrebbe chiamarsi l'ALBA, quasi come ALCA, ma con la lettera B, Alternativa Bolivariana per le Americhe. Un nuovo concetto di integrazione. Certamente l'integrazione è vitale per noi. O ci uniamo oppure affondiamo». 

Con queste parole pronunciate durante il III Vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Caraibi tenutosi presso l'Isla de Margarita nel dicembre del 2001, l’allora presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chávez Frías, lanciava per la prima volta la proposta dell'ALBA, delineandone principi e finalità. Un'alleanza basata sulla solidarietà e la giustizia sociale, a quel tempo diretta principalmente a contrastare l'ALCA: progetto di dominazione neoliberista che gli Stati Uniti provarono a imporre ai paesi dell'America Latina. 

Il periodo di ‘appannamento’

Negli ultimi anni l’alleanza per l’integrazione regionale aveva subito un inevitabile appannamento dovuto alla mutata situazione politica nella regione sudamericana. Il tradimento di Lenin Moreno in Ecuador passato armi e bagagli nel campo neoliberista dopo essere stato eletto promettendo di continuare sulla strada tracciata da Rafael Correa porterà il paese fuori dal Trattato; il golpe in Bolivia; i mutati scenari politici in due paesi molto importanti nella regione come Argentina e Brasile. Insomma, nel nuovo scenario il tratto per l’integrazione e la sovranità dei popoli latinoamericani si è trovato ad operare in una situazione meno agevole ma non per questo ha fermato le sue innumerevoli iniziative. 

L’analista messicano Angel Guerra su teleSUR ricorda che l’ALBA ha conseguito importanti risultati come l’Operación Milagro, grazie alla quale sono stati operati agli occhi oltre 8 milioni di latinoamericani a basso reddito a cui è stat restituita la vista; l’eliminazione dell'analfabetismo in Venezuela, Bolivia e Nicaragua. Di particolare importanza, inoltre, è stata la creazione a Cuba della Scuola Latinoamericana di Medicina e poi di un’omologa iniziativa in Venezuela, grazie alla quale decine di migliaia di medici con formazione umanista sono stati inviati in luoghi remoti dei quattro continenti dove non avevano mai visto un medico, comprese le comunità nere degli Stati Uniti. 

Il rilancio dell’ALBA

Adesso invece assistiamo a un rilancio dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America. L’iniziativa può beneficiare di un nuovo clima politico nella regione dove un governo progressista si è insediato in Argentina, il MAS ha sconfitto i golpisti nelle urne con l’elezione di Lucho Arce, già ministro dell’Economia con Evo Morales presidente, l’importante vittoria del PSUV nelle ultime legislative in Venezuela, con i golpisti fuori dal parlamento e Juan Guaidò prossimo alla perdita di ogni minimo appiglio legale per continuare la sua farsa di presidente incaricato. 

Al contempo i governi neoliberisti della regione sono sempre più bersagliati dalle proteste popolari. Una dinamica che possiamo osservare in Cile, Perù, Colombia, Guatemala e Haiti. 

L’ALBA ha eletto un nuovo Segretario: il diplomatico boliviano Sacha Llorenti già rappresentate del paese andino all’ONU. 

Lo scorso 14 di dicembre l’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America ha realizzato in maniera virtuale il suo XVIII Vertice.

Il vertice ha commemorato la fondazione all'Avana dell’ALBA, esattamente 16 anni prima, da parte dei presidenti di Cuba, Fidel Castro e del Venezuela, Hugo Chávez, concepita come un'opzione anti-neoliberista, solidale, non competitiva e popolare in contrasto al predominio assoluto di profitto e mercato promossi dagli Stati Uniti attraverso l'Accordo di libero scambio delle Americhe (ALCA). 

Durante la riunione i capi di Stato hanno deciso di riattivare alcuni accordi molto importanti tra cui troviamo il Consiglio Economico dell'ALBA, e di Sucre come moneta di scambio, l'attivazione delle criptovalute, il rafforzamento di Petrocaribe e della Banca dell'organizzazione, che occupa spazi di aiuto e finanziamenti dagli Stati membri. 

L’intervento di Maduro

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha proposto che Cuba e Venezuela siano in prima fila per quanto riguarda i vaccini contro il covid. “L'ALBA deve garantire, attraverso la Banca ALBA, il finanziamento dell'intero processo di vaccinazione di massa dell'intera popolazione dei Paesi membri. Dobbiamo continuare a finanziare i test diagnostici, che a nessuno manchino i test PCR, oppure kit di farmaci per il trattamento dei pazienti: asintomatici, sintomatici lievi, moderati e gravi”.

Il presidente Maduro ha definito primaria "la sfida del vaccino e della vaccinazione, trattamenti preventivi e curativi, il controllo di questa pandemia nel territorio dell'ALBA in collaborazione con l'America Latina, i Caraibi e i fratelli del mondo", e anche "i colpi causati della pandemia rappresentano una grande sfida, ossia la ripresa economica con uno sforzo condiviso", ha affermato il leader venezuelano avanzando un chiaro invito all'unità regionale per affrontare le sfide generali.

Inoltre Maduro ha confermato l'impegno per il 2021 di riposizionare ed espandere produttivamente PetroCaribe, oltre a lanciare altre proposte: “Abbiamo come proposte la riattivazione del Consiglio Economico dell'ALBA, della nostra moneta il Sucre, l'attivazione delle criptovalute nel mondo commerciale e interno dei paesi, il rafforzamento della Banca dell'ALBA che da anni occupa spazi di aiuto e finanziamento degli Stati membri".

Il presidente Maduro ha esortato gli alti funzionari di governo a mettere l'agenda del blocco bolivariano allo stesso livello dell'agenda nazionale di ogni paese membro.

Ha infine affermato che l'Alleanza Bolivariana consente la garanzia dei diritti umani, della cultura, dell'economia che genera ricchezza, l'espansione dei legami che garantiscono la sicurezza energetica e il diritto a un percorso autonomo e sovrano che è stato tracciato dai ‘libertadores’ dell'indipendenza 200 anni fa.

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