L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 dicembre 2020

La scoperta dell'acqua calda - Se il covid-19 è un virus Rna che cambia di continuo come quello dell'influenza è chiaro che il vaccino serve per il virus studiato e non per quello che su base annua cambia e convive con l'uomo e che nei mesi invernali è più virulento in quanto al sistema immunitario la mancanza di sole e di aria aperta lo rende più attaccabile. Il vaccino influenzale è su base volontaria e fin'ora è stato sufficiente per contenerne la diffusione. La medesima modalità occorre per il covid-19, B A S E V O L O N T A R I A. Il cambiamento continuo del virus porta a prolungare per sempre una situazione d'emergenza tale da cambiare profondamente i nostri comportamenti sociali e la sudditanza completa ai poteri costituiti. Nulla sarà come prima. Quello che è intollerabile è la mancanza di terapia domiciliare con medicinali comunemente in commercio MA che sono vietati dai protocolli Ministeriali nonostante abbiano dimostrato sul campo di essere efficaci

Covid, la virologa Capua: «Il vaccino è sicuro. Forse servirà tutti gli anni»

La direttrice del centro One Health dell'università della Florida: «La campagna vaccinazione richiederà dei mesi. Serve grande responsabilità»

di Redazione 
7 dicembre 2020 06:25


«La campagna vaccinazione non sarà un 'liberi tutti': richiederà dei mesi e bisognerà continuare a indossare la mascherina, altrimenti chi non è ancora vaccinato potrebbe infettare gli altri»: lo ha detto la virologa Ilaria Capua, direttrice del centro 'One Health' dell'università della Florida, intervistata nella trasmissione "L'aria di domenica" de La 7.

Fin da ora, ha aggiunto, «prepariamoci a un grandissimo sforzo di responsabilità. Se ci stiamo sfilacciando sul Natale, sarà tanto più importante essere responsabili e non sgomitare quando arriverà il vaccino». Quanto alla sicurezza, la virologa ha affermato che «i sieri sono sicuri»: sono «vaccini sofisticati, di ultima generazione, che massimizzano la risposta dell'organismo e minimizzano i potenziali effetti collaterali».

Sono inoltre «talmente affinati che aggiungono un livello di sicurezza maggiore perché non portano con sé componenti». Guardando al futuro, per Capua «è possibile che contro i coronavirus ci si debba vaccinare ogni anno perché virus di questo tipo non danno un'immunità duratura».

È anche probabile che «con il coronavirus avremo a che fare per diversi anni: questo non vuol dire continuare ad avere migliaia di moti al giorno, ma che il virus si endemizza, diventando parte della comunità dei virus che ci circondano, come è avvenuto per i virus dell'influenza». Va infine tenuta alta la guardia contro l'arrivo di nuovi potenziali virus capaci di scatenare delle pandemie: «in questo secolo sono stati bloccati 4 o 5 virus dal potenziale pandemico, ma non abbiamo fatto abbastanza: a lungo termine dovremmo comprendere la fragilità sistema per evitare un'altra pandemia». L'ideale, per Capua, sarebbe avere un istituto che studi le malattie emergenti di animali, uomini e piante.

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