L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 29 dicembre 2020

l'Euro digitale se è tracciabile non può essere anonimo

L'euro digitale muove i primi passi: via alla sperimentazione in Itali

Entro pochi anni nell'UE, e non solo, faremo shopping usando anche l'euro digitale? Probabilmente sì.

Le nostre banche e l'Associazione bancaria italiana (ABI) - d'accordo con la Banca centrale europea (BCE) - hanno cominciato alcune sperimentazioni, con il supporto del centro di ricerca per l’innovazione Abi Lab. In tutta l’Unione europea è in corso una ricognizione: entro il prossimo Gennaio si concluderà con la pubblicazione dei dati raccolti.

Una grande novità per tutti

Attenzione, non si tratta di introdurre altre carte di pagamento, ma di adottare un sistema nuovo: una moneta elettronica distinta da quella tradizionale, garantita dalla BCE e conservata in un borsellino virtuale (il wallet), che si potrà usare in alternativa a denaro contante (che continuerà a esistere) e carte. Potremo anche ricevere versamenti con lo stesso tipo di moneta e convertirla in euro tradizionali. Insomma, l’euro digitale sarà sicuro e facile da usare negli acquisti quotidiani, inclusi quelli piccoli. Basterà un semplice clic, senza troppi passaggi, su un’app che avremo tutti nei nostri smartphone. Per pagare occorrerà lo stesso tempo che impieghiamo per frugare in tasca o nel portafoglio alla ricerca di contanti o carte.

Non è una criptovaluta

Qualcuno dirà che l’euro digitale ha molto in comune con le criptovalute, di cui si sente parlare da alcuni anni. In realtà la somiglianza è solo superficiale: la BCE fa sapere che combinerà l’efficienza del pagamento digitale alla sicurezza del denaro emesso dalla banca centrale. Semmai è una risposta alle nuove criptovalute - che vari colossi tecnologici (come Facebook) stanno cercando di introdurre nel tentativo di sostituirle in parte a quelle tradizionali - e anche a eventuali valute digitali emesse da altri Stati.

Tutti i vantaggi

L'euro virtuale garantirà vari vantaggi: dato che verrà emesso da una banca, la BCE, non subirà le fluttuazioni che capitano con le criptovalute più famose, scambiate senza l’ausilio di istituti finanziari; la sua gestione sarà chiara, verificabile e con forti garanzie per la privacy. Inoltre le criptovalute, usate spesso come forma di investimento ad alto rischio, sono generalmente volatili (ci possono essere forti svalutazioni, così come grandi guadagni) e sono controllate dall'ente privato emittente secondo regole proprie, prive di chiare garanzie, che i membri della comunità di riferimento accettano a loro rischio.

Nel caso dell'euro digitale, non si tratta di una forma di investimento ma di un metodo di pagamento. Inoltre chi lo emetterà sarà chiaramente identificabile e controllabile: si tratta, appunto, della BCE, incaricata dell'attuazione della politica monetaria (per i 19 paesi dell'Unione europea che hanno aderito alla moneta unica) nonché della politica di vigilanza sugli enti creditizi.

Per ogni transazione

Cosicché al momento di pagare si potrà scegliere se usare gli euro old style – con banconote o con carte di credito – o l’euro digitale. Quest'ultimo meriterà la stessa fiducia riposta nel contante, perché garantito dalla banca centrale. Non sarà possibile perdere i propri soldi: la Bce terrà traccia degli euro digitali dell’utente. Il wallet in cui sarà custodito verrà collegato ad applicazioni con cui si potrà pagare in maniera analoga a quanto avviene con altre app connesse al mobile banking o a sistemi di pagamento digitale. Potrà essere usato in tutte le transazioni, sia quelle dei cittadini sia quelle delle imprese.

Contrasterà le attività illecite

Insomma, in sintesi, secondo la BCE un euro digitale renderà i pagamenti di tutti i giorni più rapidi, semplici e sicuri, sosterrà la digitalizzazione dell'economia europea e incoraggerà l'innovazione nelle transazioni compiute dai cittadini. Inoltre, essendo garantito dalla BCE, incrementerà la riservatezza delle transazioni digitali. Infine, pur garantendo l’anonimato, grazie alla tracciabilità servirà a contrastare il riciclaggio, il finanziamento delle attività terroristiche e l’evasione fiscale.

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