L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 31 dicembre 2020

L'uomo senza anima è un guscio vuoto che cammina

Lassù qualcuno ci ama – Danilo Quinto

Maurizio Blondet 30 Dicembre 2020 

Quando il mio amico Franco – che è stato per decenni medico di Pronto Soccorso e seguiva telefonicamente il mio stato di salute – resosi conto della situazione, si è messo in macchina da Trento, mi ha visitato e ha deciso di portarmi in ospedale, non pensavo di dover affrontare un’operazione. I dolori nel quadrante destro dell’addome erano lancinanti da 48 ore e gli esami del sangue e l’ecografia che avevo fatto la mattina erano preoccupanti, ma nonostante questo non pensavo di stare per morire. Invece è stato così. Stavo per morire. Ancora una volta, Dio “mi ha preso per i capelli” – come mi disse il caro Don Antonio dopo la mia conversione – e mi ha salvato attraverso la professionalità di un grande medico, il prof. Alberto Brolese, primario di Chirurgia Generale 2 dell’Ospedale Santa Chiara a Trento, che 5 anni fa già aveva salvato la vita a mia moglie Lydia, con un intervento molto complicato. Il mio è stato un intervento meno invasivo, effettuato d’urgenza con tecnica laparoscopica, dovuto a “colecisti acuta impietosa con notevole rialzo degli indici di flogosi associati a febbre e peritonismo sottocostale destro”. Voglio ringraziare pubblicamente il prof. Brolese e l’intera sua equipe medica, insieme all’intera squadra infermieristica di questa eccellenza medica italiana.

La settimana trascorsa in ospedale non è stata facile. Per di più, durante il Santo Natale. Ho affrontato il dolore post-operatorio, che è durato giorni, tentando – con i miei limiti – di offrirlo. Ho pensato e ripensato alla mia vita ed in particolare agli ultimi vent’anni, nel corso dei quali Dio, mettendomi continuamente alla prova, ha inteso donarmi la possibilità di comprendere quanto la conversione al Bene richieda sacrificio, sofferenza, purificazione.

Sant’Agostino spiega meglio di chiunque altro quello che preghiamo nel Padre Nostro con il “Non c’indurre in tentazione, ma liberaci dal male”. Scrivo “preghiamo” perchè chi scrive non si adeguerà mai alla blasfemia introdotta con il Nuovo Messale dall’uomo vestito di bianco, che mentre chiede di ubbidire alle leggi e alle norme ingiuste del potere civile e si fa promotore di un vaccino prodotto da cellule di feti abortiti e che in una sua versione, quella che utilizza il RNA, manipola il genoma umano, si iscrive al Nuovo Ordine Mondiale, facendo patti con le famiglie Rotschild e Rockfeller, che dominano da oltre un secolo il pianeta e ne determinano l’evoluzione contro Dio, modifica le parole dell’unica preghiera insegnata da Gesù. Ebbene, Sant’Agostino spiega che accanto alla “tentazione cattiva”, “dalla quale uno è preso in trappola e diventa schiavo del diavolo”, c’è un’altra tentazione, che si chiama “prova”.

Solo Dio sa quali altre prove porterà il futuro. Di sicuro ce ne saranno altre. Le affronterò con il più grande dono che Dio mi ha concesso: la libertà. La grande libertà di avere fiducia in Lui, nella Sua Onnipotenza, nella Sua Onniscenza, nella Sua infinità bontà. Anche l’ultimo dei peccatori come io sono, se è con Dio, è maggioranza. Non ci sono solitudine, isolamento, piccole invidie e, a volte, disprezzo degli uomini, che tengano. Se ci sono persecuzioni, processi senza motivo a cui si viene sottoposti per lunghi anni, assalti ripetuti dell’angelo decaduto che abita il “piano di sotto”, geloso di chi sta dalla parte di Dio, si deve rispondere con la pazienza cristiana. Come ha risposto Cristo ai Suoi carnefici. Imitare la Sua perfezione.

Il Cristianesimo non è un “gioco per bambini”. Richiede forza, coraggio, perseveranza. La vita si dipana come un soffio in un disegno pre-ordinato, che ci deve preparare alla morte. Quanto sconta questo nostro mondo l’illusione di non considerare la morte l’epilogo della nostra vita, nel tentativo di esorcizzarla, di renderla “innocua”, di far finta che non esista. La vita è solo questo: una buona preparazione alla morte, all’incontro con Dio e alla vita vera, quella eterna, quella che trascorreremo per sempre accanto a Dio.

Che cosa sarà questa vita? Sappiamo solo quello che non sarà. Non conosceremo più le “sensazioni umane”, ma quelle che appartenevano all’uomo non marchiato dal peccato originale. Il nostro sguardo non si rivolgerà più indietro e non sarà più ottenebrato dalle angosce di questa nostra vita. Vivremo “l’amor che move il sole e l’altre stelle”. Vivremo la Bellezza. Vivremo la Gloria che è nei Cieli, di cui siamo partecipi fin dal nostro concepimento, in quanto esseri divini, creati a immagine e somiglianza di Dio. Pensiamo a questo quando su questa terra ci saranno sottratti definitivamente – accadrà presto, perchè si avvicina a grandi passi il Resto dell’Anticristo, come sostiene il grande vescovo mons. Carlo Maria Viganò – Sante Messe e Sacramenti, come sarà sottratta la libertà a chi sarà dissenziente, con i campi di isolamento (i lockdown, che continueranno ancora per mesi e mesi, sono solo la “prova generale”), i TSO, eventualmente il carcere e le privazioni di diritti costituzionali nel campo civile (parlano già di di perdita del lavoro, di impossibilità di viaggiare, di esclusione dal percorso scolastico per chi non vorrà sottoporsi al vaccino). Confidiamo sempre nella protezione del Signore, che non ci abbandonerà mai.
...

Nessun commento:

Posta un commento