L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 7 dicembre 2020

ma cosa ci stavano a fare i soldati australiani in Afghanistan? esportavano ferocia e disumanità!

Afghanistan, l’Australia ammette aver commesso crimini di guerra

6 Dicembre 2020 by Natale Salvo 

« Esistono informazioni credibili a sostegno di 23 incidenti di presunte uccisioni illegali di 39 persone, perpetrate da 25 soldati delle Forze Speciali Australiane, prevalentemente del Reggimento del “Special Air Services”. Le persone che si presume siano state uccise illegalmente erano tutte persone sotto controllo, in termini profani, prigionieri, contadini e altri civili ».

Insomma, gli omicidi illegali non avvenivano in battaglia ma a sangue freddo, assassinando persone inermi, disarmate.

Lo ha dichiarato, lo scorso 19 novembre, il capo dell’Australian Defence Force (ADF), generale Angus Campbell. Lo stesso ha distribuito il rapporto finale dell’inchiesta ( 465 pagine, sia pure con l’intera seconda parte del rapporto che contiene i dettagli degli specifici “incidenti” coperta dagli omissis ) sulla vicenda elaborato dall’ispettore generale Jim Gaynor e dal giudice Paul Brereton.

« Il rapporto rileva – ha continuato il comandante australiano – che alcuni comandanti del Reggimento del “Special Air Services” [le truppe d’elite, NdR], hanno promosso all’interno della SAS ciò che Justice [Paul] Brereton definisce una “cultura guerriera” [poi] amplificata da alcuni sottufficiali esperti, carismatici e influenti ».

I crimini di guerra australiani: dal bambino ucciso ai ragazzi sgozzati, fino al bersaglio umano

Al di là delle parole di circostanza e delle limitate ammissioni del generale Angus Campbell, il giornale francese France24 [1] è più diretto e, ad esempio, cita « il caso di un bambino di sei anni ucciso in un’incursione in una casa ».

Tra casi, aggiunge Repubblica [2], quelli in cui « i commandos più giovani venivano obbligati dai propri sottufficiali a uccidere civili afghani per sporcarsi le mani di sangue per la prima volta, in una pratica conosciuta in gergo come “blooding” [“sanguinamento”, NdR] che ricorda comportamenti analoghi nelle gang giovanili e nella mafia ».

O, ancora, spiega sempre Repubblica, i casi di « due ragazzi di 14 anni sgozzati come agnelli sacrificali. Un giovane uomo usato come tiro a segno dopo che aveva alzato le mani in segno di resa. Un prigioniero ucciso perché “non c’era posto per portarlo via sull’elicottero” ».

Poi, al fine di “coprire” quelli che erano veri e propri omicidi a sangue freddo, – confessa il generale Campbell – venivano « piazzate armi e radio per sostenere le affermazioni secondo cui le persone uccise erano “nemici uccisi in azione” ».

L’inchiesta, durata quattro anni, era stata lungamente attesa, specie dai giornalisti australiani da tempo avevano denunciato diversi episodi di veri e propri crimini di guerra compiuti dai soldati australiani in Afghanistan.

L’ammissione ufficiale del generale Campell, è stata integralmente pubblicata dal giornale australiano ABC [3] e riportata anche dalla stampa occidentale.

« Alcuni di questi incidenti sono avvenuti nel 2009 e nel 2010, la maggior parte dei quali negli ultimi anni del 2012 e del 2013 », ha precisato il generale australiano.

Il rapporto si conclude con 143 raccomandazioni per modificare l’organizzazione e la formazione, anche etica, dell’esercito australiano al fine di evitare il ripetersi di tali criminali condotte.
Al reggimento sarà tolto l’encomio, 19 soldati processati

Il generale conclude le sue dichiarazioni annunciando di aver chiesto al governatore generale, a seguito dell’infamante condotta dei suoi soldati, di « revocare l’encomio di unità meritevole assegnato alle rotazioni del gruppo di lavoro delle operazioni speciali in servizio in Afghanistan tra il 2007 e il 2013 ».

Inoltre, « le persone accusate di condotta illecita e criminale saranno deferite all’Ufficio dell’Investigatore Speciale, le persone accusate di negligenza nell'adempimento del loro dovere saranno gestite attraverso processi amministrativi e disciplinari ».

Più in particolare, « 19 persone dovrebbero essere deferite alla Polizia Federale Australiana e che un risarcimento dovrebbe essere pagato alle famiglie delle vittime », precisa ancora France24.

Lascia però perplessi, sul sito web ufficiale del Ministero della Difesa australiano che, se, da un lato, con trasparenza, vengono resi pubblici degli atti [5], dall’altro [6], leggere poi « la Difesa, con il Dipartimento degli Affari dei Veterani (DVA) [fornirà] agli ex membri del personale dell’ADF in servizio e le loro famiglie colpite dall’inchiesta in Afghanistan supporto medico, psicologico e, in alcuni casi, supporto legale ».

Come dire, saranno pure dei criminali di guerra, ma sono sempre i nostri soldati. Un’altra certificazione del fatto che non esistono i soldati buoni e quelli cattivi; la guerra è solo ferocia e disumanità, quale esportazione della civiltà.

Fonti & Note:

[1] France24, 19 novembre 2020. “L’armée australienne admet que ses troupes ont exécuté des civils en Afghanistan”.

[2] Repubblica, 19 novembre 2020. “Afghanistan, il rapporto shock sui soldati australiani: “Erano assetati di sangue. Dei veri pazzi””

[3] ABC, 19 novembre 2020. “ADF Chief Angus Campbell offers apology in wake of Afghanistan war crimes report. Read his speech in full”.


[5] resources related to the IGADF Afghanistan Inquiry, including the Inquiry Report (Public Release Version)


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