L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 12 dicembre 2020

Prosegue la saga misteriosa delle condizioni che regolano il prestito Sure, si presume questa mancanza di trasparenza che il contenuto dell'accordo sia svantaggioso per l'Italia

MONDO, PRIMO PIANO
Perché sono ancora segrete le condizioni del prestito Sure?

di Giuseppe Liturri
11 dicembre 2020



Che cosa si sa e che cosa non si sa sul prestito Sure. L’approfondimento di Giuseppe Liturri

Prosegue la saga misteriosa delle condizioni che regolano il prestito Sure.

Nessuno ancora riesce a conoscere il contenuto dell’accordo di prestito (loan agreement) che regola il prestito di € 27,4 miliardi (di cui già erogati 16) tra la Repubblica Italiana e la Commissione, stipulato lo scorso ottobre.

Chi vi scrive ha fatto una prima richiesta alla Commissione per accedere a quell’atto lo scorso 28 ottobre.

Il 19 novembre il ministro dell’economia, Roberto Gualtieri, nel corso di un’audizione parlamentare, ha svelato solo alcuni dettagli relativi al tasso di interesse (intorno allo 0% a 10 anni), ma sono le altre condizioni dell’accordo che fanno la differenza per valutare l’effettiva convenienza per l’Italia.

Resta quindi ancora di grande importanza conoscere l’esito della richiesta. In un primo momento, essa avrebbe dovuto essere soddisfatta entro il 17 novembre ma, puntualmente, il funzionario della Commissione preposto, mi ha inviato una mail in cui, accampando inverosimili scuse (necessità di consultazione sia a Roma che a Bruxelles) ha chiesto ulteriori quindi giorni lavorativi che scadevano oggi 10 dicembre. Oggi, lo stesso funzionario si è premurato di farmi sapere che non può evadere la richiesta a causa della necessità di fare “ulteriori consultazioni interne ed esterne” e che, in considerazione della chiusura per festività natalizie, potrà rispondermi entro il prossimo 18 gennaio.

Nella risposta viene richiamato, come giustificazione, il seguente articolo del regolamento 1049 del 2001.

“In casi eccezionali, per esempio nel caso di una domanda relativa a documenti molto voluminosi o a un numero elevato di documenti, il termine di 15 giorni lavorativi di cui al paragrafo 1 può essere prorogato di altri 15 giorni lavorativi, purché il richiedente ne sia previamente informato mediante comunicazione motivata in modo circostanziato”.

Ora lascio al lettore valutare quanto possa essere “voluminoso” un accordo di prestito che è sicuramente già scannerizzato e pronto in formato pdf.

Io osservo solo che si tratta di una preoccupante mancanza di trasparenza che avvalora i peggiori sospetti sul contenuto di quell’accordo, che invece avrebbe dovuto essere il manifesto più importante per chi sostiene la convenienza dei prestiti della UE, rispetto all’emissione di titoli pubblici.

Con che tranquillità e sulla base di quale valutazione di convenienza, ci apprestiamo a ricevere circa 120 miliardi di prestiti nell’ambito del programma Next Generation UE, se non riusciamo nemmeno a sapere a quali condizioni essi saranno erogati?

Ricevere un mutuo senza conoscere preventivamente le condizioni non sembra una mossa molto avveduta.

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