L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 10 dicembre 2020

Una dichiarazione indiretta che a Gaza, la prigione a cielo aperto, le condizioni di vita sono precarie

Israele: migliorare la situazione Gaza in cambio di due condizioni

News - 9/12/2020



PIC. Le forze di occupazione israeliane hanno dichiarato di essere pronte a migliorare le condizioni di vita dei residenti della Striscia di Gaza a patto che vengano rispettate due condizioni: un cessate il fuoco a lungo termine e la liberazione dei soldati tenuti in ostaggio a Gaza.

“Ho incontrato questa sera l’inviato delle Nazioni Unite per la pace in Medio Oriente, Nikolay Mladenov”, ha dichiarato lunedì 23 novembre il ministro della Guerra israeliano Berry Gantz. “Ho riferito a Mladenov che Israele è pronto a raggiungere un compromesso e a migliorare le condizioni di vita degli abitanti della Striscia di Gaza, a patto che ci sia un cessate il fuoco e che i soldati israeliani tenuti in ostaggio da Hamas vengano liberati”.

Non è la prima volta che Israele propone un cessate il fuoco, con dei fini mediatici ed elettorali, che riflette i conflitti interni e l’intensificazione della frattura politica nell’entità sionista.

È da sottolineare che l’Egitto, le Nazioni Unite e il Qatar portano avanti delle consultazioni, ormai da diversi mesi, per raggiungere una tregua tra le fazioni palestinesi a Gaza e le forze di occupazioni israeliane sulla base di un allentamento dell’assedio imposto alla Striscia di Gaza, in cambio della fine delle manifestazioni organizzate dai palestinesi vicino ai loro confini.

Le Brigate Al-Qassam hanno catturato 4 soldati israeliani dal 2014 e dicono che la loro liberazione dipende dalla conclusione di un accordo di scambio di prigionieri con il nemico occupante israeliano.

Traduzione per InfoPal di Domitilla Luciani

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