L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 9 maggio 2020

“Il secondo documento, trascurato dai media, invece è quello che non lascia dubbi sulla trappola in cui, in ogni caso, stiamo finendo ... Il nostro Paese dopo il 2021 sarà sottoposto, o attraverso la sorveglianza rafforzata (non si sa come e quando attenuata dalle nuove norme Ue) ma, soprattutto dalla sorveglianza “normale” del Semestre Europeo, ad una cura “greca” fatta a colpi di avanzo primario”.

Come sarà il Mes approvato dall’Eurogruppo: fatti, numeri, scenari e polemiche
  
9 maggio 2020


Tutti i dettagli sull’accordo dell’Eurogruppo per il Mes “sanitario”. L’intesa, le parole di Conte e Gualtieri, le caratteristiche del prestito e il monitoraggio. Fatti e analisi

Ok al Mes “sanitario” dall’Eurogruppo con il via libera anche dell’Italia. Ma la maggioranza di governo si spacca. Tutti i dettagli.

CHE COSA HA DECISO L’EUROGRUPPO SUL MES

Accordo dell’Eurogruppo sulla linea di credito del Mes da 240 miliardi di euro dedicata alle spese sanitarie della pandemia da Covid-19, “senza condizionalità e con monitoraggio ultralight”, sottolinea l’Ansa.

I DETTAGLI DELL’ACCORDO SUL MES

Gli Stati che la vorranno avranno fino a dicembre 2022 per chiederla e dovranno restituire i suoi prestiti entro dieci anni.

LE RICHIESTE

Le richieste potranno partire già da metà maggio, non appena il board dei governatori del Mes si riunirà, mentre le risorse saranno disponibili dal primo giugno.

NUMERI E STATI

Starà solo ai Governi scegliere se attivare il prestito che può arrivare al 2% del Pil. In Italia, dove l’aiuto può arrivare fino a 37 miliardi di euro.

IL MONITORAGGIO

Dopo settimane di negoziati e polemiche, stavolta l’Eurogruppo ha approvato le conclusioni sul Mes in poche ore. La lettera scritta dai commissari Dombrovskis e Gentiloni al presidente Centeno, ha specificato a che tipo di monitoraggio dovranno sottoporsi i Paesi che chiederanno gli aiuti. Se ne occuperà la Commissione, “nell’ambito delle tradizionali missioni che conduce nei Paesi della zona euro durante il Semestre europeo, quindi non ci saranno missioni ad hoc in stile troika come per la Grecia”, ha sottolineato l’Ansa. C’è comunque un margine di discrezionalità che Bruxelles conserva, nel senso che dovrà adeguare “l’intensità” della sorveglianza alle difficoltà che un Paese attraversa. L’Eurogruppo ribadisce inoltre che “dopo” la fine degli aiuti, “gli Stati restano impegnati a rafforzare i fondamentali economici”.

I PRESTITI

Il Mes non avrà ruolo di monitoraggio, ma attuerà il sistema di allerta rapido “per assicurare una puntuale restituzione degli aiuti”. I prestiti hanno le condizioni più convenienti attualmente esistenti sul mercato: scadenza a dieci anni, un tasso annuo di 0,1%, un costo una tantum di attivazione di 0,25% e un costo annuale per la gestione di 0,005%. E, come ha ribadito Gentiloni, ha “un solo requisito di condizionalità” legato alle spese sanitarie dirette e indirette e “la sorveglianza si concentrerà solo sull’uso coerente dei fondi”.

LA TEMPISTICA

Dopo l’approvazione di alcuni Parlamenti, tra cui il tedesco e l’olandese, e la riunione dei governatori del Mes, già fissata per il 12 maggio, la linea di credito dovrebbe essere attiva. Non si può dire lo stesso invece per Sure, di cui manca ancora il regolamento. Un nuovo Eurogruppo la prossima settimana dovrebbe accelerare anche su questo punto. Su Twitter il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (Pd), ha scritto: “Siamo al lavoro per attivare dal primo giugno anche Sure per finanziare la cassa integrazione e il Fondo paneuropeo di garanzia della BEI per le imprese, e per avere operativo già in estate il Recovery Fund che dovrà avere dimensioni adeguate alla crisi”.

LA POSIZIONE DI CONTE

Ma per Conte, non è abbastanza. Mes, Sure e Bei ammontano “ad una frazione di quanto altre grandi economie, come quella Usa, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie”, per questo serve un Recovery Fund “di notevole dimensione, almeno 1 trilione di euro, per portare la dotazione totale della risposta europea in linea con le necessità finanziarie complessive dell’Ue”.

IL PUNTO

“Ma su questo – chiosa l’Ansa – l’Ue è ancora molto indietro. La proposta della Commissione non arriverà prima di un paio di settimane, e nel frattempo restano intatte le riserve di chi non vuole fare sforzi ulteriori nel bilancio comune, come Olanda, Danimarca e Svezia”.
IL TWEET DI GUALTIERI

#Eurogruppo conferma che il #MES potrà offrire finanziamenti per il 2% del Pil a tasso quasi zero per spese sanitarie e di prevenzione dirette e indirette legate al #COVID19. La Commissione verificherà solo questo requisito. Non potranno essere introdotte condizioni aggiuntive.

L’ANALISI DI LITURRI

La sorveglianza, seppure differita, e riferita al debito, c’è. Ossia è insita nel trattato stesso. Ecco come e perché.

Due giorni fa la Commissione Ue ha pubblicato due documenti relativamente alla definizione dei dettagli per l’accesso al Mes. “Il secondo, giuridicamente rilevante, è il primo passo ufficiale, ai sensi del Trattato sul Mes e del regolamento 472/2013 che lo attua, che la Commissione è chiamata a fare quando si tratta di attivare il Mes: la valutazione del rischio di stabilità finanziaria per l’intero eurozona e la valutazione di sostenibilità del debito per ciascun Paese”, ha scritto l’analista Giuseppe Liturri su Start:

“Il secondo documento, trascurato dai media, invece è quello che non lascia dubbi sulla trappola in cui, in ogni caso, stiamo finendo. Infatti, la Commissione presenta una valutazione preliminare di sostenibilità resa ai sensi dell’art. 13 (comma 1) del Trattato del Mes, dell’articolo 6 del citato regolamento 472 e, soprattutto, dell’articolo 3 delle linee guida del Mes sull’assistenza finanziaria precauzionale.
Viene accertato che la crisi da Covid 19 costituisce un rischio per la stabilità finanziaria dell’eurozona, condizione essenziale per attivare i prestiti del Mes.
Viene inoltre accertato che tutti gli Stati membri hanno un debito pubblico sostenibile.
In particolare, per il nostro Paese, la traiettoria lentamente discendente del debito pubblico viene giustificata in base ad uno scenario in cui, dopo il 2021, c’è “l’impegno a rafforzare i fondamentali economico e finanziari, in coerenza col quadro di sorveglianza macroeconomica, inclusi i requisiti del Patto di Stabilità” con “aggiustamenti di bilancio”.

È quello che si temeva da tempo – è stata la conclusione di Liturri – Il nostro Paese dopo il 2021 sarà sottoposto, o attraverso la sorveglianza rafforzata (non si sa come e quando attenuata dalle nuove norme Ue) ma, soprattutto dalla sorveglianza “normale” del Semestre Europeo, ad una cura “greca” fatta a colpi di avanzo primario”.

DIBATTITO NELLA MAGGIORANZA DI GOVERNO

Subbuglio nella maggioranza di governo: diversità di vedute tra Pd e M5s. Per il capo del Pd Nicola Zingaretti il Mes senza condizioni “è un’opportunità” da cogliere al volo, mentre il Movimento 5 Stelle continua a mostrare scetticismo: “Sebbene debolmente migliorato, il Mes resta uno strumento inadeguato sia per la quantità di risorse che può mettere in campo, sia perché continua a essere insidioso nelle potenziali condizionalità future, sulle quali non sono stati ancora fugati tutti i dubbi”.

9 maggio 2020 - News della settimana (2-8 maggio 2020)

8 maggio 2020 - Diego Fusaro - La fake news dei Navigli per accusarci e imporci un nuovo...

Ristrutturazione del Mes non approvato dal Parlamento, un trattato internazionale passa solo con l'euroimbecillità del governo. Le regole valgono solo per noi, il Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato le ignorano

IN CHE TRAPPOLA CI HA FICCATO GUALTIERI

Maurizio Blondet 9 Maggio 2020 

LUI è FELICE:

Roberto Gualtieri @gualtierieurope
#Eurogruppo conferma che il #MES potrà offrire finanziamenti per il 2% del Pil a tasso quasi zero per spese sanitarie e di prevenzione dirette e indirette legate al #COVID19. La Commissione verificherà solo questo requisito. Non potranno essere introdotte condizioni aggiuntive”.

MENTE SPUDORATAMENTE, perché le condizioni ci sono tutte. Nello Eurogroup Statement (la Dichiarazione dell’Eurogruppo) è scritto chiaro: “The provisions of the ESM Treaty will be followed”. Saranno seguite le regole del Trattato MES. Non quelle nella letterina di Dombrovski, che non conta nulla giuridamente

Giuseppe Liturri commenta: “
“Considerato che l’intero Fondo Sanitario Nazionale è pari a 116 miliardi, quanto potremmo prendere dal #MES “SENZA CONDIZIONI” che non sia già ottenibile con una piccola emissione di BTP? Nulla. IL #MES, quello vero, è sul tavolo perché servirà ad altro…

A cosa?

La parola al competente europarlamentare Marco Zanni:

@Marcozanni86
Documento su DSA completamente ignorato dice una cosa interessante: dal 2022 al 2030 Italia dovrà tagliare debiti PIL di 15-20 punti. Con crescita e inflazione a zero, la Grecia ci farà un baffo
Ricordiamo che il MES è un prestito da restituire in 5 anni. Rigorosamente spendendolo solo per l’assistenza sanitaria: cifra enorme.

Giuseppe Liturri:
“Qualcuno crede che potremo giustificare spese pari a 37 miliardi in assistenza sanitaria per #covid19, quando per l’intera sanità ne spendiamo 116?”

Dunque, questi lo useranno anche per spese non sanitarie – hanno già lanciato che “senza MES sono a rischio le pensioni a luglio” :


ma il MES che va speso rigorosamente solo per la sanità.

Ne conclude

Alberto Bagnai @AlbertoBagnai
Tradotto: supponiamo che quello che desiderano sia ingabbiarci con la Troika. Prenderanno in prestito “troppi” soldi (senza verifica parlamentare), e poi chi verrà dopo dovrà giustificarne l’uso (ma non potrà farlo). Chiaro?”

The End

Togati&istituzioni malati hanno regolarmente scarcerato i 'ndranghetisti. Sono cose che non si fanno

Boss scarcerati: Gratteri, se parlo mi prendo provvedimento

A CURA DI REDAZIONE
07/05/2020


CATANZARO, 7 MAG - "Non ne posso parlare, mi prenderei un provvedimento disciplinare". Lo ha detto il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ai microfoni del Tg Zero di Radio Capital, rispondendo alla domanda su che cosa ne pensa delle scarcerazioni dei boss a causa del rischio Coronavirus.

Mafia usa crisi per aumentare consenso. 'Usurai cosche mirano a rilevare imprese per riciclare'
"Con la crisi dovuta al Coronavirus, la Mafia arriva prima dello Stato ad aiutare la gente, con l'usura e i buoni alimentari. Ed aumenta il suo consenso. Lo Stato è in ritardo, e le banche devono rischiare". E' l'analisi del procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, ai microfoni del Tg Zero di Radio Capital. "Il lavoro nero in Italia è concentrato al Sud - dice Gratteri - dove ci sono generazioni di famiglie che da sempre lavorano e vivono col nero. Guadagnavano 30 euro al giorno per sopravvivere. Oggi quei 30 euro non ci sono più, perché agricoltura e ristorazione non ci sono più. Ed ecco che i mafiosi si presentano come benefattori, e hanno soldi da investire, perché per loro 100 euro sono come 5 euro per noi. Se la mafia arriva prima dello Stato a dare soldi ai poveri, questi cittadini poi, alle elezioni successive, si ricorderanno di votare il candidato scelto dalla Mafia.

La mafia cerca consenso. In questa situazione di crisi i ristoratori anziché fallire si rivolgono agli usurai. Gli usurai 'normali' chiedono scritture in bianco, scritture private di cessioni di case e altri beni. Ma l'usuraio mafioso non ha bisogno di queste garanzie, per lui la garanzia è la vita del debitore. L'usuraio mafioso ha un interesse più vasto, e concorrenziale alle banche. Il suo obiettivo non è arricchirsi, ma soffocare la vittima fino a strozzarla e rilevare l'attività commerciale, per poi riciclare denaro". "Lo Stato dovrebbe già essere presente tra la gente che oggi ha bisogno. Ma non c'è, oppure non controlla - afferma Gratteri -. Ho parlato con i rappresentati dell'Anci, l'associazione dei Comuni italiani. Gli elenchi dei cittadini bisognosi, che ricevono gli aiuti, come i buoni per la spesa, li fanno i sindaci. Ma se il sindaco è un faccendiere o un prestanome della Mafia, inserirà negli elenchi dei bisognosi gli amici, e gli amici degli amici.

E allora questi elenchi devono essere forniti alle prefetture, che diano risposte entro 48 ore per evitare abusi negli aiuti. Altrimenti faremo come con il Reddito di cittadinanza, quando la gente cambiava la residenza da un giorno all'altro per averlo. O gente con il suv da 80mila euro che andava a prendere il tablet per la figlia. C'è bisogno di controlli. Ho parlato anche con il presidente dell'Abi (Associazione Banche Italiane), e gli ho detto: dovete finire di ragionare come le banche, e dare soldi a chi ha già soldi. Oggi anche le banche devono cambiare, perché se crolla il sistema economico, crolla anche quello bancario, perché le banche non avranno più clienti. Questa volta devono rischiare anche loro, rischiare l'insolvenza. Perché con il Pil a -8% non ce la facciamo a recuperare nemmeno in 8 anni. Il presidente dell'Abi mi ha detto che è d'accordo".

Il Consiglio Superiore della Magistratura prende atto che esistono togati malati

Accusò Gratteri, il Csm ora respinge l’istanza di Lupacchini contro la sua sostituzione

L’ex Procuratore generale di Catanzaro era stato trasferito in seguito alle critiche pubbliche rivolte al capo della Dda. Rigettato anche il ricorso dell’ex Procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla: il «rammarico» dell’avvocato di entrambi

di Redazione 
7 maggio 2020 15:42

Lupacchini e Gratteri

Trasferito con un provvedimento cautelare dalla Sezione disciplinare a seguito di critiche pubbliche rivolte al procuratore Nicola Gratteri, l'ex Procuratore generale di Catanzaro Otello Lupacchini si è visto respingere ieri dal Consiglio superiore della Magistratura l'istanza con cui chiedeva di bloccare il bando di concorso per la sua sostituzione.

La stessa sorte è toccata all'ex procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla. Esprime «stupore» per la decisione, che ha diviso il plenum (9 i si, 5 i no e 10 astenuti), l'avvocato Ivano Iai che difende entrambi e ha impugnato i relativi trasferimenti davanti alle Sezioni unite civili della Cassazione che hanno rinviato la trattazione per l'emergenza coronavirus. «Nella motivazione del rigetto risulterebbe prevalere l'esigenza di assicurare la continuità della funzione pubblica rispetto alla natura provvisoria e cautelare delle ordinanze trasferimento dei due magistrati» sottolinea il legale esprimendo «rammarico» per una decisione che «elude» i diritti dei suoi assistiti. «Peraltro è stato proprio il Csm, con due ordinanze della Sezione disciplinare – sottolinea - a interrompere la funzionalità e continuità degli Uffici oggi inopinatamente considerati vacanti e perciò messi a concorso, allontanandone i vertici in plateale assenza di elementi solidi e gravi ed esigenze cautelari concrete».

Il legale, annunciando nuove iniziative, ricorda che al momento del trasferimento Lupacchini «esercitava le sue funzioni di Procuratore generale, evidentemente scomode e sgradite per i continui richiami al rispetto delle regole di collegamento investigativo e coordinamento tra le Procure del Distretto di Catanzaro, segnalate al ministro della Giustizia e da questi ignorate». Mentre Facciolla «stava da tempo approfondendo nelle sue indagini le commistioni tra politica e malaffare nella prospettiva di riportare la legalità nel circondario del Tribunale di Castrovillari».

NoMes - e non poteva essere altrimenti, Gualtieri, Conte, il corrotto euroimbecille Pd, il falso ideologico M5S vi hanno venduto ancora una volta. Italiani stiamo attenti ai nostri risparmi alle nostre case



L'Eurogruppo raggiunge accordo per nuovo Mes. Per l'Italia 36 miliardi possibili

Presiti a 10 anni a tasso vicino allo 0%. Gualtieri: nessuna condizione aggiuntiva oltre a utilizzo per spese sanitarie 

08 maggio 2020

L'Eurogruppo ha raggiunto un accordo sulla nuova linea di credito del Mes per le spese sanitarie legate all'emergenza coronavirus. L'unico requisito per accedere alla linea di credito del Mes sarà che gli Stati membri dell'area euro che richiedono il sostegno "si impegnino ad utilizzare questa linea di credito per sostenere il finanziamento interno all'assistenza sanitaria diretta e indiretta, i costi relativi alla cura e alla prevenzione legati alla crisi di Covid-19".

E' quanto hanno deciso i ministri delle Finanze dell'Ue riuniti nell'Eurogruppo. Gli Stati membri dovranno preparare un 'piano individuale di risposta pandemica' sulla base di un modello unico. I prestiti concessi agli Stati membri tramite la nuova linea di credito del Mes avranno una durata media massima di 10 anni. I fondi garantiti dalla nuova linea di credito del Mes potranno essere richiesti dagli Stati membri fino a dicembre 2022, ma saranno possibili ulteriori proroghe qualora l'impatto dell'emergenza coronavirus lo rendesse necessario, ha spiegato il presidente dell'Eurogruppo, Mario Centeno, in una conferenza stampa al termine della riunione dei ministri delle Finanze dell'Ue.

"Accogliamo con favore l'intenzione della Commissione di applicare un quadro di monitoraggio semplificato, limitato agli impegni dettagliati nel piano di risposta pandemica, come indicato nella lettera del vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis del 7 maggio e del commissario Paolo Gentiloni indirizzata al presidente dell'Eurogruppo". 

L'Eurogruppo conferma che il MES potrà offrire finanziamenti per il 2% del Pil a tasso quasi zero per spese sanitarie e di prevenzione dirette e indirette legate al COVID19. La Commissione verificherà solo questo requisito. Non potranno essere introdotte condizioni aggiuntive, ha garantito da parte sua il Ministro dell'Economia Gualtieri. Per l'Italia si tratterebbe di fondi pari a 36 miliardi di euro

8 maggio 2020 - COSA È SUCCESSO A DARIO MUSSO? PERCHÉ GLI È STATO FATTO UN TSO? CHIEDIA...

Autopsie, grazie a quegli esami autoptici si è accertato che il virus, ancora prima di intaccare i polmoni, può provocare trombosi

IL MINISTERO SCONSIGLIAVA…

Maurizio Blondet 8 Maggio 2020


Coronavirus, a Bergamo le autopsie (quasi) vietate: decisive per scoprire il rischio di trombosi

[…] decessi improvvisi, apparsi inspiegabili, almeno in una prima fase dell’emergenza, anche al Papa Giovanni. Fino a quando non si è deciso di procedere comunque all’esecuzione delle autopsie, perché apparivano ormai necessarie per capirne di più, a dispetto delle circolari ministeriali. La stessa scelta è stata fatta al Sacco di Milano. Anche grazie a quegli esami autoptici si è accertato che il virus, ancora prima di intaccare i polmoni, può provocare trombosi. E che, in certi casi, i trattamenti di iperventilazione possono anche rivelarsi controproducenti..





https://bergamo.corriere.it/notizie/cronaca/20_maggio_04/coronavirus-papa-giovanni-autopsie-quasi-vietate-decisive-scoprire-rischio-trombosi-e656185a-8dd1-11ea-b08e-d2743999949b.shtml

7 maggio 2020 - BURIONI CI DERISE PER LA NOSTRA RICERCA, ORA I DATI PARLANO CHIARO - Pas...

Energia pulita - l'idrogeno è l'erede naturale delle energie sporche

Addio gasolio, benvenuto idrogeno

In futuro l'energia necessaria alle aziende agricole sarà garantita dall'utilizzo dell'idrogeno prodotto da fonti rinnovabili? I ricercatori di Wageningen pensano di sì

6 maggio 2020

Le aziende agricole utilizzano grandi quantità di gasolio (Foto di archivio)
Fonte foto: © pict-rider - Fotolia

Oggi le aziende agricole soddisfano il proprio fabbisogno energetico utilizzando gasolio, metano o Gpl. Si tratta di forme di energia di tipo fossile che hanno un impatto negativo sull'ambiente e sono causa del cosiddetto riscaldamento globale. Per questo motivo i governi nazionali e l'Unione europea stanno spingendo per il loro abbandono e per il passaggio a fonti di energia rinnovabile. In questo contesto l'idrogeno potrebbe essere la chiave di volta nella transizione verso una green economy.

A crederci sono i ricercatori dell'Università olandese di Wageningen che stanno lavorando ad un progetto per rendere le aziende agricole autosufficienti dal punto di vista energetico. Molte aziende hanno infatti oggi installati sistemi per produrre energia grazie alle fonti rinnovabili: pannelli solari e pale eoliche in primis. L'energia prodotta tuttavia non può essere immagazzinata, se non attraverso batterie che però hanno costi molto elevati.

È una situazione classica quella in cui durante il giorno, quando c'è sole, si produce tanta energia che però servirebbe la sera, quando si utilizzano le luci o gli elettrodomestici di casa. La maggior parte dell'energia viene poi prodotta in estate, ma il suo consumo ha un picco in inverno, quando ad esempio si accendono gli impianti di riscaldamento.

Che ruolo ha l'idrogeno in tutto questo? Facendo passare l'energia elettrica nell'acqua (idrolisi) si rompono i legami che tengono insieme le molecole di acqua (H2O) e si ottiene idrogeno (H2) e ossigeno (O). L'idrogeno è un gas estremamente infiammabile che può essere immagazzinato sotto forma liquida ed essere utilizzato al momento del bisogno.

Utilizzando l'energia elettrica prodotta in modo sostenibile si produce quindi un gas che una volta bruciato rilascia come scarto solamente vapore acqueo. In questo modo l'approvvigionamento energetico dell'azienda agricola sarebbe non solo ad impatto ambientale zero, ma anche gratuito, se non per l'investimento iniziale negli impianti di produzione.

L'idrogeno potrebbe essere utilizzato per riscaldare l'abitazione o le serre, per far funzionare gli impianti di lavorazione e gli essiccatoi. E perché no, anche i trattori. Oggi esistono già dei prototipi che invece del gasolio 'bruciano' idrogeno per generare energia elettrica utile alla trazione e all'alimentazione dell'impianto idraulico.

Gli ostacoli all'uso dell'idrogenoSe l'idrogeno è una fonte così semplice e pulita di energia come mai non ha ancora soppiantato il petrolio? Ci sono una serie di ostacoli che per ora impediscono questo cambio di paradigma. Prima di tutto c'è il fatto che l'idrogeno è un combustibile estremamente infiammabile e pericoloso. Per fare un paragone storico i dirigibili erano riempiti di questo gas e non era raro che andassero a fuoco.

C'è poi la questione dell'efficienza. Nella fase di produzione di idrogeno (elettrolisi) si perde circa un 25% di energia e nel caso del motore a celle a combustibile un'altra parte viene dissipata e quindi non trasferita alle ruote o alla pto. Insomma, la produzione e lo sfruttamento di questa fonte è ancora poco efficiente.

C'è poi la questione dell'immagazzinamento. Per poter essere stoccato in uno spazio ristretto l'idrogeno deve essere liquefatto e per farlo servono pressioni elevate che comportano l'utilizzo di serbatoi speciali e impianti ad hoc. Ci sono dunque ancora diversi ostacoli di tipo tecnico allo sfruttamento dell'idrogeno ma i ricercatori di diversi paesi, finanziati anche con fondi europei, stanno lavorando a rendere sempre più efficiente questa tecnologia.

"Come sempre nelle innovazioni, le aziende devono prima scoprire se esiste un mercato per il prodotto. Gli stimoli e le sovvenzioni del Governo possono accelerare questo processo. Questo è ciò che è accaduto con l'introduzione dei mulini a vento", afferma Chris de Visser, business unit manager field crops presso l'Università di Wageningen che questa estate lancerà proprio un progetto per la produzione e gestione di idrogeno in una delle sue aziende sperimentali.

Muhammad Kawtharani



Iraq, arriva da Hezbollah il nuovo Soleimani: chi è Kawtharani

Il nuovo Qassem Soleimani per gli sciiti. Meno visibile, poco mediatico, ma altrettanto incisivo. È questo il ritratto che sintetizza il ruolo di Muhammad Kawtharani, leader in Iraq dell’organizzazione libanese Hezbollah, che oggi pianifica le mosse dei gruppi paramilitari, tra cui i combattenti iraniani. Dopo l’uccisione del generale Soleimani, uomo forte della Repubblica Islamica dell’Iran e per anni ideatore della strategia politica e militare nella regione, è emersa un’altra figura, quella di Kawtharani. Che già conta su una vasta rete di rapporti in confronto a Esmail Qaani, scelto da Teheran come l’erede ufficiale Soleimani.

Il salto di qualità dell’esponente di Hezbollah ha attirato l’attenzione dell’intelligence statunitense. Il Lo scorso aprile il governo di Washington ha annunciato una taglia di dieci milioni di dollari per ricevere informazioni su Kawtharani. Il suo nome, peraltro, era già finito nella blacklist degli Usa nel 2013, quando aveva adottato delle sanzioni contro di lui e ad altri esponenti dell’organizzazione sciita. Lo si riteneva già allora un personaggio chiave nello scacchiere iracheno.
Chi è Muhammad Kawtharani

REWARD!! $10 Million for information on Muhammad Kawtharani and his nefarious activities in Iraq. If you have information on Kawtharani please contact RFJ or the nearest US embassy. http://www.rewardsforjustice.net 

Di Muhammad Kawtharani non si sa moltissimo, almeno per quanto riguarda la sua gioventù. Stando alle informazioni riferite da vari siti, è nato a Najaf, in Iraq, nel 1950, anche se il portale Counter terrorism riporta altre ipotesi, ossia che sia nato il 1945, il 1959 o il 1961. Sul suo conto le notizie sono alquanto frammentate. È dato per certo invece che possieda sia la cittadinanza irachena, che libanese. La formazione è quella dello studioso. Nel 2003, in virtù delle sua competenza, è entrato a far parte del consiglio politico di Hezbollah e così ha ottenuto l’incarico di capo degli affari iracheni per conto dell’organizzazione libanese, guidata da Hassan Nasrallah.

Muhammad Kawtharani foto

Proprio questo ruolo ha favorito il contatto diretto con Soleimani, che nel frattempo stava accrescendo la sua sfera di influenza in tutta la regione. Insieme al generale iraniano è intervenuto sulle sorti della politica irachena per consolidare la guida degli sciiti ai posti di comando del Paese.

Inoltre, nel 2012 Kawtharani ha contribuito alla liberazione di Ali Mussa Daqduq, altro esponente di Hebzollah catturato nel 2007 e considerato la mente di numerosi attentati in Iraq compresi quelli contro i militari statunitensi.

Il sodalizio con Soleimani

L’ex leader dei Quds Qasem Soleimani

Il prestigio di Kawtharani è cresciuto attraverso il ruolo di mediatore politico. Nel 2010 a Qom, in Iran, ha incontrato Soleimani e Moqtada al-Sadr per influenzare la nascita del governo e la scelta del primo ministro. Anche in altre circostanze è stato segnalato al fianco di Soleimani, da cui ha sostanzialmente condiviso la rete di contatti. Uno degli ultimi incontri sarebbe avvenuto nel 2019 per intervenire sulla nuova crisi politica in Iraq. E proprio con il generale iraniano (che di lì a poco sarebbe stato ucciso dal blitz ordinato da Trump) ha progettato le proteste popolari contro la presenza dei militari statunitensi.

Il compito attuale di Kawtharani è quello di promuovere gli interessi di Hezbollah in Iraq, facendo diventare centrale l’organizzazione sciita. Nella vita politica ma anche economica. In particolare è ritenuto il punto di riferimento per i canali di finanziamento per consentire l’addestramento delle milizie impegnate nella regione. Kawtharani è stato anche uno dei personaggi chiave per l’impegno dei combattenti di Hebzollah in Siria, al fianco dell’esercito di Damasco. L’organizzazione libanese è stata considerata decisiva per ribaltare le sorti del conflitto, salvaguardando la leadership del presidente Bashar Assad.

Norvegia, giustamente il tasso d'interesse più basso è un non senso

Norvegia: banca centrale taglia tassi per la terza volta in due mesi, costo del denaro a zero

7 Maggio 2020, di Mariangela Tessa

Terzo taglio in meno di due mesi per il costo del denaro in Norvegia, dove oggi la banca centrale ha ridotto il tasso chiave di 0,25 punti per portarlo a zero, mentre esclude di andare in territorio negativo per contrastare gli effetti della pandemia.

“Il tasso chiave probabilmente rimarrà ai livelli attuali per un po ‘di tempo a venire”, ha dichiarato il governatore della banca centrale Oystein Olsen in un comunicato. “Non stiamo pianificando ulteriori riduzioni dei tassi chiave”, ha aggiunto.

Mai, nella nostra vita, dobbiamo dimenticare l’altezza e la purezza delle aspirazioni che abbiamo concepito quando eravamo ragazzi. L’insegnamento di Socrate, secondo cui senza ricerca non vi è vita che valga la pena di essere vissuta. Spinoza “l’uomo libero a nessuna cosa pensa meno che alla morte e la sua saggezza è una meditazione della vita, non della morte”.

«Nulla che sia umano mi è estraneo» “Homo sum et nihil humani a me alienum esse puto”

Un sogno

di Eros Barone
4 maggio 2020

Qualche anno fa, quando collaboravo con un giornale, scrissi su argomenti di carattere politico e filosofico una serie di dialoghi, i cui protagonisti rispondevano ai nomi convenzionali di Caio e Mevio. Ne ripropongo uno, tratto da quella piccola saga, nell’intento di offrire ai frequentatori di questo sito qualche spunto di riflessione, tra il serio e il faceto, sui temi che a ciascuno può suggerire quel geloso ed esigente guardiano del sonno che è il sogno. E.B.

…Me non asperse
del soave licor del doglio avaro
Giove, poi che perir gl’inganni e il sogno
della mia fanciullezza...
Giacomo Leopardi, Ultimo canto di Saffo, vv. 62-65.

Il dialogo, ma forse sarebbe più esatto dire il racconto che Caio fa a Mevio di un suo sogno, si svolge durante le ore meridiane sulle cime erbose delle alture che cingono la città, da cui si può contemplare, simile ad una donna matura e formosa distesa sulla spiaggia a prendere il sole, il fitto abitato che sale lungo le pendici delle colline e il porto irto di gru e di silos con i grandi moli e gli imponenti bacini, fra cui spiccano le motonavi alla fonda. Più in là, racchiusa dall’ampio arco del golfo, domina la visuale la massa verde-azzurra del mare luccicante di mille riflessi, che si confonde all’orizzonte con la spuma vaporosa delle nuvole.

Un lieve venticello, che spira tra le felci, i pini solitari e i radi olivi, porta con sé, assieme a un sentore misto di salsedine e di profumi esotici, i rumori, attutiti e quasi ridotti a sussurri, della vita operosa che ferve nella città mediterranea.

* * * *

Caio: anche se monsignor Giovanni Della Casa avrebbe deplorato questo comportamento, mi sento autorizzato dall’amicizia che ci lega a infrangere il galateo raccontandoti un sogno che ho fatto.

Mevio: di’ pure, carissimo Caio, che io ti ascolterò volentieri. “Homo sum et nihil humani a me alienum esse puto” è un detto di Terenzio ripreso da Karl Marx, che lo scelse come propria divisa e che anch’io condivido pienamente.

Caio: grazie, ottimo Mevio. Sapevo di poter contare sulla tua fine e simpatetica comprensione ed entro subito ‘in medias res’.

Fin dall’inizio del sogno mi rendevo conto, non senza una crescente apprensione, di trovarmi in una condizione successiva alla vita, in cui avrei dovuto rispondere del mio operato e delle mie omissioni a un giudice. Oltre all’inquietudine, grande era la mia sorpresa per una condizione di tal genere. Infatti, da ragazzo le riflessioni che mi avevano portato prima a mettere in discussione e poi ad abbandonare l’idea dell’esistenza dell’aldilà si possono riassumere in queste domande: perché dovrebbe esserci un giudizio? ho forse chiesto io di nascere? La risposta che dètti era scontata.

Mevio: fin qui il tuo sogno sembra configurarsi come una rappresentazione del senso di colpa…

Caio:…il luogo in cui mi trovavo era simile al pronto soccorso di un grande ospedale, dove arrivavano continuamente autoambulanze che portavano persone variamente infortunate. Queste venivano immediatamente scaricate e in gran fretta smistate in tutte le direzioni. Io stavo osservando questa scena, quando, a un certo punto, mi accorsi che una persona, lì vicino, mi stava, a sua volta, osservando.

In quella persona mi sembrò di riconoscere il professore d’italiano e latino del liceo, un burbero dal cuore d’oro, uno di quei personaggi della cinematografia scolastica la cui immagine lascia un segno indelebile nella memoria degli allievi. A questo mio professore, che mi rimproverava di cercare il socialismo anche nell’Alighieri, feci notare una volta che la grandezza di Dante era stata pienamente riconosciuta dagli stessi fondatori del socialismo scientifico, Marx ed Engels. Rammento ancora che, nell’udire il mio rilievo, aggrottò le folte sopracciglia e non disse nulla.

Sennonché la presenza e l’attitudine, che caratterizzavano questa persona nel sogno, mi fecero balenare alla mente, per vicinanza e somiglianza, il ricordo, anch’esso liceale, del dantesco Minosse che “giudica e manda secondo ch’avvinghia”. Il ricordo mi fece sorridere, anche se mi rendevo conto che la mia reazione era scarsamente compatibile con la condizione in cui mi trovavo.

Mevio: il sorriso e il riso sono sempre salutiferi…

Caio: infatti, mi rivolsi a quella persona e provai a domandare con un sorriso ironico: «Minosse?». Ma essa, continuando a guardarmi, non mi rispondeva. «Dio?». Ancora nessuna risposta. «Un santo? un angelo?». Silenzio.

Mevio: eppure, nelle Sacre Scritture sta scritto: «In principio era il Verbo». Strano silenzio, che accresce però il tasso di angoscia presente nel tuo sogno…

Caio:…e anche il tasso di una filosofia morale declinata attraverso la psicologia del profondo, ottimo Mevio. Ma ascolta il séguito. Quella persona, che fosse il mio professore oppure Minosse oppure Dio o chissachì, anziché rispondere alle mie domande, mi voltò le spalle, si allontanò di colpo e disparve. Sentii un acuto dispiacere; nondimeno, pur essendo rimasto solo, ero convinto che il mio dovere fosse quello di aspettare il ‘giudice’…

Mevio: un sogno sempre più kafkiano…

Caio:..che ora ti farà passare, per seguire la falsariga kafkiana, dal “Processo” alla “Metamorfosi”. Come tu stesso hai rilevato, sentivo una certa angoscia, ma anche una certa curiosità. In quel mentre vidi arrivare un ragazzo che, dal vestito un po’ trasandato, pareva uno studente. Mi parve di conoscerlo. Certo, non potevo sbagliare: ero io stesso.

Mevio: siamo allo sdoppiamento, anzi alla triplicazione, se è vero che tutti i personaggi che compaiono nei sogni non sono altro che le nostre controfigure…

Caio:…sì, ma ero il “me stesso” di molti anni prima, quando ero un ragazzo. Si trattava, dunque, se era venuto per giudicare, di un giudice che sapeva tutto, a cui non potevo nascondere nulla. E mi guardava con un volto attento e severo. Pure, quel giudice inflessibile, il quale sapeva tutto quello che avevo fatto e quel che non avevo fatto, e perché l’avevo fatto e perché non lo avevo fatto, quel giudice, dicevo, mi era caro. Ero io e sentivo un’intensa commozione soltanto a vederlo. E sì che avrei dovuto sapere che un giorno sarei stato giudicato da questo “me stesso”!

Mevio: comprendo. Tieni conto, però, che questo dèmone che è in noi e che è la voce della coscienza, rappresentante del ‘noi collettivo’ nell’‘io individuale’, in fondo ci ha giudicati sempre, passo dopo passo, momento dopo momento.

Caio: è vero quel che dici, Mevio, ma io nel sogno avevo la sensazione di averlo ascoltato sempre di meno, sino a non udirlo più, quel mio ‘io’ che personifica la coscienza sociale da te giustamente evocata. Sentivo quindi per quel “me stesso”, impersonato da un ragazzo che rappresentava il periodo della vita, mia e di tutti, in cui si fanno le scelte fondamentali e si assumono gli impegni fondamentali, un timore e, insieme, una tenerezza e un rispetto infinito. Ma finisco il racconto del mio sogno.

Quel ragazzo che mi guardava, come ho detto, con un volto attento e severo, doveva avere molto sofferto. Aveva un aspetto dimesso e un’ombra di tristezza velava il suo sguardo. Anche se non le articolava leggevo facilmente sulle sue labbra le domande che non lasciano scampo: «Perché non sei diventato quello che promettevi di essere? Perché ti sei staccato da me? Perché ti sei allontanato da me, giorno per giorno, fino a dimenticarmi?». Qui il sogno si interruppe e mi svegliai madido di sudore e col respiro affannato.

E ora lascio a te l’interpretazione e il commento di questa, come definirla?, peripezia onirica.

Mevio: ci proverò, senza poter garantire, tuttavia, l’obiettività della mia diagnosi, giacché quel tuo sogno mi ha intimamente coinvolto. Lo si potrebbe leggere, in termini psicoanalitici, come l’espressione del senso di colpa che corrode strutturalmente l’Io, attanagliato dalla morsa in cui lo stringono il Super-Io e l’Es, il principio di realtà e il principio di piacere, Eros e Thánatos, o, più semplicemente, come il prodotto, generato dall’inconscio, dello scarto tra il ricordo e il rimpianto, tra le promesse che abbiamo fatto (e ci siamo fatti) quando eravamo ragazzi e gli esiti ormai conclusivi delle nostre azioni e delle nostre omissioni: uno scarto che, varcata la soglia della vecchiaia, siamo chiamati a misurare senza corrive indulgenze e senza tardive illusioni.

E lo leggo anche, alla luce della condizione ‘post mortem’ che costituisce l’ambiente, per taluni aspetti dantesco, in cui il sogno si svolge, come una metafora della nostra vita, che è un intervallo compreso tra l’infinito che precede la nascita e l’infinito che la segue: un intervallo che rende pertanto le nostre scelte tanto precarie quanto decisive. E, forse, proprio in questo nodo non solo antropologico ma anche cosmologico si riassume quell’intreccio fra senso e insensatezza che percepiamo nella nostra vicenda umana. Se la morte, come asseriva Marx, è la dura vittoria del genere sull’individuo, per converso la vita si può definire come quella ribellione dell’individuo al genere che, pur essendo destinata a concludersi con la vittoria del secondo sul primo, non cessa di avere tutto il suo valore. Engels, a questo proposito, ha usato una volta una formula davvero potente, parlando di “lotta contro il destino e contro la borghesia”. Del resto, la stessa dialettica ci insegna, riflettendo la nostra comune esperienza, che essere uomini significa, sempre, essere un po’ più che uomini e un po’ meno che uomini.

Caio: grazie, caro Mevio, per le chiare glosse che hai fatto all’oscuro testo… In effetti, anch’io ho avuto l’impressione che il mio sogno, almeno a tratti, fosse immerso nell’atmosfera della poesia, se è vero che la poesia è un sogno fatto in presenza della ragione. D’altronde, il Foscolo nelle “Ultime lettere di Jacopo Ortis” sembra quasi che fulmini il lettore quando scrive in un passo di quel romanzo epistolare: «La Ragione  è come il vento: ammorza le faci, ed anima gl’incendj». Usiamo dunque la Ragione per “ammorzare la face” accesa da questo sogno nel nostro animo, senza scordare quale potenza abbia dimostrato la Ragione “animando gl’incendj” dell’epoca moderna, di cui, tra XVIII e XIX secolo, il Foscolo è stato, oltre che in qualche misura protagonista, sensibile testimone e acuto interprete.

Io, per me, ritengo di poter trarre da quel sogno tre indicazioni. La prima è che mai, nella nostra vita, dobbiamo dimenticare l’altezza e la purezza delle aspirazioni che abbiamo concepito quando eravamo ragazzi. La seconda nasce dall’insegnamento di Socrate, secondo cui senza ricerca non vi è vita che valga la pena di essere vissuta. La terza, infine, afferma con Spinoza che “l’uomo libero a nessuna cosa pensa meno che alla morte e la sua saggezza è una meditazione della vita, non della morte”.

* * * *

Caio ha finito di parlare. Mevio tace guardandolo con un sorriso indefinibile. I due amici restano a lungo in silenzio, assorti nella contemplazione dello spettacolo che i monti, il mare, il porto e la città offrono ai loro occhi.

8 maggio 2020 - Conferenza online - Trieste - 23 maggio 2020

8 maggio 2020 - Laboratorio Grecia


venerdì 8 maggio 2020

Il secondo documento, trascurato dai media, invece è quello che non lascia dubbi sulla trappola in cui, in ogni caso, stiamo finendo

Non solo Mes, cura greca in arrivo per l’Italia?

7 maggio 2020


Che cosa emerge dai due documenti pubblicati ieri dalla Commissione europea su Mes e non solo e gli scenari per l’Italia. L’analisi di Giuseppe Liturri

Ieri la Commissione Ue ha pubblicato due documenti relativamente alla definizione dei dettagli per l’accesso al Mes.

Il primo, privo di alcuna rilevanza giuridica, ma di assoluta rilevanza politica, con cui la Commissione propone all’Eurogruppo, cercandone l’avallo, alcune ipotesi su come pensa di articolare la propria attività di sorveglianza, in occasione dell’accesso della linea di credito Pandemic Crisis Support (PSC).

Il secondo, giuridicamente rilevante, è il primo passo ufficiale, ai sensi del Trattato sul Mes e del regolamento 472/2013 che lo attua, che la Commissione è chiamata a fare quando si tratta di attivare il Mes: la valutazione del rischio di stabilità finanziaria per l’intero eurozona e la valutazione di sostenibilità del debito per ciascun Paese.

Le conclusioni relative al primo documento lasciano spazio a molti dubbi, quelle relative al secondo invece non ne lasciano.

Il primo, al netto della confusione o delle interpretazioni ad arte dei giornali odierni, lascia molti dubbi per i seguenti motivi:
Un regolamento può essere emendato solo da un atto di uguale rango, quindi fino a quando il Consiglio Ue non scriverà quanto proposto dalla Commissione all’Eurogruppo, in un atto legislativo, la lettera della Commissione resta una mera dichiarazione d’intenti con indubbia valenza politica. Poco? Molto? Vedremo.
Ammesso, e non concesso, che quella lettera diventi un nuovo regolamento della Ue, in essa ci si limita a proporre la non attivazione (“no scope for activating”) o la disapplicazione (“does not apply”) di alcune norme del regolamento 472/2013 relative alla fornitura di informazioni e prove di stress sul proprio sistema finanziario, alle missioni di verifica in sede, ed alla possibilità di attivare un programma di aggiustamento macroeconomico. Questo fino a quando il prestito non viene attivato e speso. Dopo, resta in vigore la sorveglianza dell’articolo 14 dello stesso regolamento, in cui campeggia minacciosa la frase “misure correttive”. Da notare la differenza tra i termini “mancata attivazione” e “disapplicazione”. Il secondo termine viene usato solo per eliminare il programma di aggiustamento macroeconomico al momento della richiesta dell’assistenza finanziaria, cosa manifestamente non applicabile in questo caso, vista l’assenza della necessità di apportare, in partenza, alcuna correzione ai conti di Stati membri in condizioni finanziarie tuttora sane. Il primo, nettamente più blando, viene usato per tutte le altre norme. E siccome le parole sono pietre…
Nulla dice, perché non può dire nulla, sui rapporti con le norme del Trattato sul Mes che riportano lo stesso meccanismo di monitoraggio, valutazione ed eventuali misure correttive. Aspettiamo il voto del Bundestag o che qualche cittadino tedesco porti davanti alla propria Corte Costituzionale il problema?

Il secondo documento, trascurato dai media, invece è quello che non lascia dubbi sulla trappola in cui, in ogni caso, stiamo finendo. Infatti, la Commissione presenta una valutazione preliminare di sostenibilità resa ai sensi dell’art. 13 (comma 1) del Trattato del Mes, dell’articolo 6 del citato regolamento 472 e, soprattutto, dell’articolo 3 delle linee guida del Mes sull’assistenza finanziaria precauzionale.
Viene accertato che la crisi da Covid 19 costituisce un rischio per la stabilità finanziaria dell’eurozona, condizione essenziale per attivare i prestiti del Mes.
Viene inoltre accertato che tutti gli Stati membri hanno un debito pubblico sostenibile.
In particolare, per il nostro Paese, la traiettoria lentamente discendente del debito pubblico viene giustificata in base ad uno scenario in cui, dopo il 2021, c’è “l’impegno a rafforzare i fondamentali economico e finanziari, in coerenza col quadro di sorveglianza macroeconomica, inclusi i requisiti del Patto di Stabilità” con “aggiustamenti di bilancio”.

È quello che si temeva da tempo. Il nostro Paese dopo il 2021 sarà sottoposto, o attraverso la sorveglianza rafforzata (non si sa come e quando attenuata dalle nuove norme Ue) ma, soprattutto dalla sorveglianza “normale” del Semestre Europeo, ad una cura “greca” fatta a colpi di avanzo primario.

Sappiamo com’è finita tra 2011 e 2013 e temiamo come finirà dopo il 2021.

8 maggio 2020 - Interrogatorio Luke Denman, militare statunitense coinvolto nell’incursi...

Scatta l'Eurotrappola per l'Italia, i nostri euroimbecilli già sono consenzienti al di là della virginea doverosa vigilanza sulle condizioni che comunque ci saranno, Olanda docet

Eurogruppo o Euro-trappola? Sul tavolo domani c’è solo il MES

Se sugli altri strumenti da mettere in campo c'è ancora incertezza, la riunione in programma domani decide le condizioni di idoneità (“eligibility”) per gli Stati membri che vorranno accedere alla nuova linea di credito

7 maggio 2020

Per quanto riguarda il MES “nessuna decisione è stata presa dall’Italia” che vigilerà sull’assenza di condizioni e solo a quel punto “esaminerà attentamente tutti i dettagli di questo strumento per valutarne la sua convenienza complessiva”. A ribadire il concetto poche ore fa, il Ministro dell’Economia Gualtieri, nel corso dell”informativa alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato sull’Ecofin dello scorso 16 aprile durante la quale ha anche sottolineato che l’ultima parola spetta al Parlamento.

Niente di deciso, dunque. Intanto, l’Eurogruppo in programma domani venerdì 8 maggio, getta le basi di quella che per molti è una “euro-trappola” in piena regola. Primo punto in agenda della videoconferenza, la definizione delle condizioni di idoneità (“eligibility”) per gli Stati membri che vorranno accedere alla nuova linea di credito del Mes, il Fondo salva-Stati, dedicata alla spesa sanitaria e di prevenzione per il Covid-19.

Fonti qualificate dell’UE hanno rivelato che si tratterà, in sostanza, di un solo documento che i paesi richiedenti dovranno compilare, “template response plan” che sostituirà il “memorandum d’intesa” (Mou) con i termini della condizionalità macroeconomica prevista per i normali interventi di “salvataggio” del Mes applicato negli anni della crisi alla Grecia, all’Irlanda, al Portogallo e a Cipro

EUROGRUPPO O EUROTRAPPOLA? – Il “template”, hanno precisato le fonti, sarà in pratica il nuovo “Mou”, e conterrà un elenco di voci di spesa che verranno considerate idonee, limitate alla spesa sanitaria e di prevenzione, diretta e indiretta, collegata al Covid-19, secondo un’interpretazione che “non sarà rigida”. In concreto, lo Stato membro richiedente dovrà compilare il l’elenco con tutte le spese per le quali chiedo il prestito del Mes, con un massimale equivalente al 2% del proprio PIL. A questo punto entra in gioco la Commissione europea chiamata a controllare che i soldi del prestito siano effettivamente impiegati per il piano di spesa indicato nel “template”. L’iter di verifica sarà condotto nell’ambito del normale processo di sorveglianza di bilancio del “semestre europeo”, che si applica a tutti gli Stati membri, senza alcuna “missione” sul terreno (allontanando così il fantasma della temuta “troika”) e sarà concentrato solo sulla destinazione d’uso del denaro prestato dal Mes. 

LE CONDIZIONI DELL’OLANDA – Proprio in vista dell’appuntamento di domani, Il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, pone una serie di condizioni per dare il via libera definitivo alla possibilità di usare una linea di credito del Mes dedicata alla pandemia del coronavirus, come la firma di un memorandum d’intesa da parte dei paesi beneficiari, l’ un’analisi di sostenibilità del debito e prestiti di una durata inferiore a quelli che vengono normalmente concessi dal fondo salva-Stati, , con tassi comunque superiore ai costi di finanziamento.

“Alcune condizioni preliminari sono importanti per i Paesi Bassi”, si legge infatti nel documento. “In primo luogo, come condizione per l’uso della linea di credito, dovrebbe essere incluso nel memorandum d’intesa che i Paesi si impegnino a utilizzarla per sostenere il finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, la cura e i costi relativi alla prevenzione” dovuti alla pandemia di Coronavrius.

Inoltre, chiede che sia “disponibile solo per la durata della crisi Covid-19” e che le procedure previste dal trattato Mes per la concessione di aiuti “siano seguite in modo adeguato”.

CHE FARA’ L’ITALIA? – Se all’inizio il Premier Conte non perdeva occasione per ribadire l’inadeguatezza dello strumento, nel corso dei giorni la posizione del Presidente del Consiglio si è decisamente ammorbidita. Mes “da solo” inadeguato, ha continuato a ribadire. E la chiave, secondo molti, potrebbe essere proprio dialettica e nascondersi in quelle due parole “da solo”. Come dire, se accompagnato da altri strumenti, come ad esempio il Recovery Fund, l’eventuale ok al MES, potrebbe fare meno clamore, specie da un punto di vista politico. Con le opposizioni che, comunque, saranno pronte a cavalcare a loro favore quello che per i contrari sarà una resa in piena regola.

Ma sai se fosse un giornale qualsiasi la notizia potrebbe passare ma che il Sole 24ore vuol credere che il Mes per la sanità sia senza CONDIZIONI la dice lunga sullo stato di salute del circo mediatico a cui questo giornale si iscrive in automatico dopo aver propagandato questa fake news. Complottista è chi vuole nascondere la verità per poi dire ci siamo sbagliati quando i buoi già sono usciti dalla stalla

si creano fake news anche credendo alle favole e facendole passare per verità, senza un minimo di spirito critico e inserirle in un contesto in cui i Trattati sono chiari ed espliciti. Non solo le lettere che cambiano questi, ma altri trattati debitamente sottoscritti dai soggetti firmatari precedenti

https://www.lastampa.it/economia/2020/05/07/news/nessun-controllo-supplementare-per-chi-usa-il-mes-l-ue-elimina-il-rischio-commissariamento-per-l-italia-1.38816155

VERSO L’EUROGRUPPO
Mes, la Commissione Ue non porrà condizioni a chi riceve i fondi

I commissari Gentiloni e Dombrovskis chiariscono in un documento che la richiesta dei fondi della nuova linea di credito del Mes non comporterà programmi di aggiustamento dei conti pubblici

7 maggio 2020

(AFPAFP)

La Commissione europea scende in campo nel dibattito, molto acceso in Italia, sulla condizionalità dei prestiti del Mes, il fondo salva-Stati europeo. E afferma che non ci saranno programmi di aggiustamento macroeconomico richiesti agli Stati che usufruiranno dei prestiti del Meccanismo europeo di stabilità.

È quanto indica una serie di documenti che la Commissione europea ha inviato all'Eurogruppo e al Mes in vista della riunione di domani dell'Eurogruppo e in una lettera del vicepresidente della Commissione Valdis Dombrovskis e del responsabile dell'economia Paolo Gentiloni al presidente Eurogruppo Mario Centeno.

Niente troika per controllo spese sanitarie
Il controllo sulle spese sanitarie, precisano i due commissari responsabili dei portafogli economici, avverrà senza coinvolgere organismi con la troika, la triade formata da Commissione, Bce e Fmi che monitora i Paesi che chiedono assistenza finanziaria. La Commissione concentrerà il suo monitoraggio sull'uso dei fondi della nuova linea di credito Mes soltanto sulla sua «unica condizionalità», cioè le spese dirette e indirette legate al virus. «La Commissione ritiene che non ci sia bisogno di reporting aggiuntivo», scrivono i commissari, e che «non condurrà missioni ad hoc in loco, oltre a quelle previste dal Semestre europeo».

L'impatto della pandemia «pone dei rischi per la stabilità finanziaria dell'Eurozona, ma allo stesso tempo la situazione economica è fondamentalmente solida» scrive la Commissione nella valutazione di idoneità al Mes chiamata a fare in vista della nuova linea di credito destinata alla spesa sanitaria. In tutti i 19 Paesi della zona euro «i debiti pubblici sono sostenibili, si manterrà l'accesso ai mercati a condizioni ragionevoli, nessuno è in procedura per debito o deficit e per la Bce non ci sono problemi di solvibilità del settore bancario».

Debito italiano sostenibile
L'analisi della sostenibilità del debito italiano «indica che, malgrado i rischi, il debito resta sostenibile nel medio termine, anche grazie a importanti fattori mitiganti» come il profilo del debito, con scadenze medie a 8 anni che smorzano i rischi dei temporanei aumenti dei tassi. Quindi «anche se il debito si deteriora per la crisi del COVID-19, il rapporto debito/Pil nello scenario di base resta su una traiettoria di discesa nel medio termine».
Il debito italiano aumenterà a quasi 154% del Pil nel 2021, il deficit a 11% del pil quest'anno e & 6,5% l'anno prossimo. Nel tempo il debito dovrebbe scendere progressivamente portandosi al di sopra del 140% nel 2030 “sostenuto da un aggiustamento fiscale graduale e dalla ripresa dell'economia”. Così scrive la Commissione europea nel rapporto preparato per l'Eurogruppo sulla sostenibilità del debito negli Stati. La Commissione nota che “le condizioni del finanziamento sul mercato restano accomodanti, i rendimenti sono bassi e lo spread è rimasto contenuto”. Non solo il Tesoro “ha grandi riserve di liquidità”, ma “il profilo del debito e la posizione esterna mitigano le vulnerabilità derivanti dal debito” elevato. Inoltre, “la valutazione della sostenibilità del debito indica che, nonostante i rischi, la posizione del debito resta sostenibile nel medio termine anche dati importanti fattori di mitigazione. In particolare, anche se la posizione del debito si è deteriorata in conseguenza della crisi covid-19, il tasso debito/pil è atteso restare in un percorso sostenibile declinante nel medio termine”.
Per approfondire

La Siria dal 2011 è sotto attacco ma qualche giornale tipo il Post si rammarica perchè le elezioni vengono rimandate. O ci fanno o ci sono

https://www.ilpost.it/2020/05/08/elezioni-siria-rinviate/

SIRIA. IL CONFLITTO CONTINUA. I TURCHI BOMBARDANOI VILLAGGI CURDI
7 Maggio 2020


di shorsh Surme –

Si sa che il tragico evento della pandemia da coronavirus ha fatto dimenticare quasi completamente la guerra in Siria e l’occupazione turca di Edogan del Kurdistan Siriano.
Ieri il segretario di Stato americano Mike Pompeo si è tuttavia ricordato della presenza iraniana in Siria fin dall’inizio del conflitto, che dura ormai da 9 anni.
Pompeo ha detto “Siamo stati molto chiari con il regime di al-Assad, da sempre, e con i russi in Siria: gli iraniani devono andarsene”. Parole campate in aria, in quanto Teheran aveva già deciso di ridurre le sue forze presenti in Siria a causa della campagna militare israeliana contro le forze di Teheran in Siria.
L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito che attacchi aerei, ampiamente attribuiti a Israele, vicino alla città di Mayadin, sul fiume Eufrate, a sud-est di Deir al-Zor hanno ucciso circa 14 combattenti Sciiti di nazionalità sia iraniana che irachena.
I media statali siriani non hanno riferito l’attacco, ma hanno detto che Israele ha bombardato “depositi militari” a sud-est di Aleppo lunedì scorso, nonché un centro per la ricerca. Tale obiettivo, il Centro di studi e ricerche scientifiche della Siria, è sospettato di sviluppare armi chimiche.
Le forze di occupazione turche e i loro alleati jihadisti continuano i loro attacchi contro la Kurdistan Siriano approfitando del silenzio sulla loro offensiva in corso, con la quale cercano di invadere la regione violando il diritto internazionale.
Lo stato turco bombarda sistematicamente gli insediamenti civili nel Kurdistan (Rojava) quotidianamente. Centinaia di migliaia di persone sono state costrette a lasciare le loro case, mentre centinaia di civili hanno perso la vita negli attacchi iniziato il 9 ottobre 2019.
L’esercito turco occupante e i mercenari alleati hanno lanciato un’ondata di attacchi ai villaggi nei distretti di Shera e Sherawa di Afrin domenica mattina. Gli attacchi con armi pesanti hanno preso di mira i villaggi di Malikiya, Shiwarxa, Meranaz, Kafr Antune Irshadiya a Shera e i villaggi di Bene, Darjimal e Soxaneke a Sherawa.
Non dimentichiamo che lo scorso autunno il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite aveva pubblicato un rapporto dettagliato sulla situazione in Siria, che descriveva anche la devastante situazione dei diritti umani ad Afrin, ma purtroppo rimase lettera morta, e l’esercito turco del “sultano” Recep Tayyp Erdogan continua con la sua occupazione, mentre il resto del mondo è alle prese con il virus assassino Covid 19.

La sieroterapia funziona e per questo gli affaristi dei vaccini scatenano il circo mediatico, un metodo è quello di inframezzare le verità con falsità. Tipico esempio: "vanno poi verificati sia la compatibilità di gruppo sanguigno, ..." cazz.ta

Cos’è la terapia al plasma, pro e contro

07 05 2020 di Eleonora Lorusso

Credits: Getty Images 

La terapia al plasma consiste nell’infusione di plasma da persone guarite dal COVID-19. È un intervento molto utile ma non è la terapia risolutiva. Non va bene per tutti e non è così semplice da eseguire. Qui lo spieghiamo bene con l'aiuto degli specialisti

In attesa di un vaccino e mentre proseguono le sperimentazioni di cure contro il COVID-19, si parla molto della sieroterapia o immunoterapia. Si tratta di infusioni di plasma prelevato da persone guarite dal contagio da coronavirus su pazienti ancora malati, per poter aumentare la quantità di anticorpi e arrivare a una guarigione. Ma occorre cautela e soprattutto chiarezza: gli studi sono ancora in corso e non si tratta di una terapia somministrabile a chiunque né con facilità. Ecco in cosa consiste, e quali sono vantaggi e limiti secondo gli esperti.
Cos’è la terapia al plasma

Il procedimento è semplice: si tratta di prelevare da pazienti guariti da COVID-19 il plasma, ossia il sangue senza globuli rossi, bianchi e piastrine (in pratica solo la parte liquida) e di utilizzarlo, tramite infusione, a persone malate. «È un vero e proprio trapianto di organo, perché viene trasferito del tessuto. L’obiettivo è di aumentare nei malati la quantità di anticorpi, per permettere di contrastare la malattia e arrivare a guarigione» spiega Andrea Crisanti, virologo e direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’Università di Padova. 

L’efficacia

Al momento sono ancora in corso studi per valutare l’efficacia della sieroterapia in diversi ospedali e centri specializzati nel mondo, ad esempio in Cina, dove avrebbe già dato risultati positivi. Anche in Italia si sta testando, ad esempio al Policlinico San Matteo di Pavia, a Lodi, Cremona e al Carlo Poma di Mantova, dove una donna di 28 anni incinta è guarita lo scorso 21 aprile. Tra i sostenitori dell’efficacia di questa terapia c’è lo pneumologo Giuseppe De Donno, che in un post su Facebook ha scritto: «La fase di test è ultimata e la relazione che uscirà a breve sarà sorprendente. Quindi la cura esisterebbe e avrebbe costo quasi zero. Unico limite è che servono donatori, ma con la rete dell’AVIS questo è possibile».

Perché se ne discute

Le parole del medico di Mantova hanno scatenato le polemiche, in particolare con il virologo Roberto Burioni che ha messo in guardia da possibili rischi di trasmissione di altre malattie, sui costi della terapia, che non sarebbero così contenuti come sostiene De Donno, e su altri limiti come il fatto che non potrebbe essere somministrata a chiunque. 

I limiti

«Dal punto di vista tecnico è una procedura di immunoterapia passiva ed è già comunemente usata. Ad esempio, in caso di incidenti gravi si fa una vaccinazione antitetanica e si procede con una trasfusione di immunoglobuline, che non sono altro che anticorpi. Quanto all’uso per curare il COVID-19, sicuramente stanno emergendo alcuni limiti. In particolare non tutto il plasma delle persone guarite può essere usato: non tutti sviluppano anticorpi e anche chi lo fa non è detto che ne abbia in quantità giusta o che questi siano immunizzanti, dunque efficaci contro la malattia» chiarisce Andrea Crisanti.

Procedura complessa

«Un altro aspetto da non sottovalutare è che per prima di usarlo, il plasma iperimmune va testato per dimostrare che sia sterile, quindi che non contenga agenti patogeni che possano causare altre malattie. Insomma, si tratta di una procedura complessa, che non tutti i laboratori sono in grado di eseguire. A Padova noi lo possiamo fare e lo stiamo facendo anche per conto di altre aziende ospedaliere sul territorio italiano» spiega Crisanti.

I costi e la fattibilità

La terapia, dunque, ha procedimenti che richiedono tempo, accuratezza e anche costi. Secondo De Donno si limiterebbero a 82 euro «che sono il costo della sacca, del trattamento in laboratorio del plasma e del personale ospedaliero, più o meno quanto gli integratori per la palestra» e un aiuto potrebbe venire dai donatori e in particolare dalla rete AVIS.

«Teniamo presente, però, che le donazioni sono su base volontaria, quindi pur potendo contare su un numero ipoteticamente elevato di guariti dal COVID-19 non tutti sarebbero disposti a donare. Generalmente solo circa il 30/50% dei donatori è idoneo: per esempio non lo è chi ha una malattia infettiva come l’HIV, l’Epatite C o A. Vanno poi verificati sia la compatibilità di gruppo sanguigno (?!?!), sia il numero di anticorpi sviluppati contro il COVID e l’efficacia. Insomma, Il numero di coloro di cui si potrebbe utilizzare il plasma, si screma ulteriormente» spiega Crisanti. Secondo Roberto Burioni «in generale due guariti riescono a curare un malato, ma anche con una proporzione uno a uno voi capite che non si va molto lontano» come spiegato su MedicalFacts.it. 

Ci sono rischi?

«Non abbiamo registrato alcun effetto collaterale. Il plasma è sicuro» ha rassicurato De Donno, ma per Burioni «non è una pratica priva di controindicazioni». Il virologo sostiene che, oltre a non escludere il rischio di trasmissione di altre malattie tramite il sangue va prestata attenzione ai processi di coagulazione che potrebbero essere alterati: «In un paziente COVID-19 dove questa funzione appare disturbata, bisogna avere particolare cautela» ha spiegato. «Da questo punto di vista mi sento di dire che, così come con le normali trasfusioni, anche in questo caso sono eseguite analisi molto rigorose. A maggior ragione in questo caso va accertata l’assenza di agenti patogeni, ma si tratta di operazioni di routine nel caso di donazioni di sangue» dice Crisanti.

Energia pulita - torri in legno per l'eolico

Turbine eoliche in legno, in Svezia un nuovo record mondiale

Maggio 7, 2020

Con un’altezza di 30 metri, la torre realizzata dalla Modvion a Bjorko, segna un nuovo primato per l’eolico “green”. La costruzione è più robusta dell’acciaio e aiuterà il settore ad alleggerire la propria impronta ambientale

Share
Credits: Modvion

La nuova era delle turbine eoliche in legno

(Rinnovabili.it) – Anche la Svezia apre le porte alle turbine eoliche in legno. La società di ingegneria e design industriale Modvion ha installato nel comune di Bjorko, la prima torre eolica “verde” del Paese. Un struttura in pannelli multi-strato alta 30 metri che proprio alla sua altezza si merita un posto nel Guinness dei primati. L’opera è frutto di un progetto pilota realizzato per il Centro eolico svedese con preciso obiettivo: semplificare la fase di trasporto e installazione.

L’industria del vento si sta impegnando a realizzare wind farm sempre più elevate per poter ottenere un maggior rendimento energetico. Tuttavia più grandi sono gli aerogeneratori e più in alto sono i siti d’installazione, maggiori sono le difficoltà di realizzazione del progetto, e quindi i costi.

Le turbine eoliche in legno nascono per risolvere principalmente questo problema. La torre è realizzata in robusto legno lamellare e progettata in maniera modulare in modo che i suoi elementi siano facili da trasportare. Il materiale non delude in termini prestazionali e aggiunge due importanti benefici: quello economico e quello ambientale. Impiegare il legno significa, infatti, spendere il 40% in meno per produrre la torre rispetto all’acciaio, risparmiando fino a 2000 tonnellate di CO2 per unità. Inoltre, un approccio modulare alla costruzione consente alle torri di essere più alte e più larghe; ciò significa che le turbine possono sfruttare questi metri in più e operare in luoghi dove le velocità del vento sono più elevate.

Il progetto ha ricevuto 50.000 euro dal programma Horizon 2020 dell’Unione Europea e ha beneficiato dei finanziamenti dell’Agenzia svedese per l’energia e della regione di Västra Götaland.


Secondo Ola Carlson, direttore del Centro svedese le turbine eoliche in legno, seppure ancora solo all’inizio, promettono di rendere la produzione di energia pulita ancora più efficiente e rispettosa del clima. “L’energia eolica dovrebbe essere la più grande fonte energetica dell’UE già nel 2027“, ha ricordato Carlson. “Con torri in legno possiamo ottenere energia elettrica rinnovabile ancora più intelligente dal punto di vista climatico”.

Quello di Bjorko non è solo un esperimento. Modvion ha dichiarato di aver già firmato dichiarazioni di intenti per costruire una turbina alta 110 metri per l’utility Varberg Energi e 10 torri, ciascuna da 150 metri, per l’operatore di energia rinnovabile Rabbalshede Kraft.