L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 gennaio 2021

Arriva la tassa sulla prima casa è l'Europa che la vuole

La Spagna deve riformare le pensioni per il Recovery Fund. Ecco come si presenta il nuovo “Bastone” europeo. Per l’Italia “La Patrimoniale”

Gennaio 21, 2021 posted by Leoniero Dertona


Non ci sono pasti gratis, soprattutto se provengono da Bruxelles, anzi dalla capitale europea arrivano solo cavoletti amari. Come sottolineato anche dal FT il Recovery Fund non è altro che uno strumento per forzare le “Riforme” di austerità volute dal Nord, quindi la recessione permanente per il Sud.

Questa trappola, nella quale vari governi, fra cui il nostro stanno facendo cadere i rispettivi popoli, sta scattando sulla Spagna e rischia di far saltare il governo di Pedro Sanchez, anche se poi c’è sempre il “Trucco” nell manica dell sinistra. Bruxelles, in cambio dell’approvazione del Recovery Fund, ha chiesto una riforma delle pensioni a Madrid, ritenendo il sistema attuale eccessivamente generoso per gli spagnoli. Peccato che la coalizione di governo attuale veda il PSOE alleato con Podemos, il partito di sinistra di Iglesias che ha fatto della tutela delle pensioni uno dei propri cavalli di battaglia.

La riforma proposta dal PSOE era piuttosto semplice: aumentare il periodo su cui calcolare le pensioni da 25 anni a 35 anni, una mossa che, nei calcoli stessi del governo, avrebbe ridotto le pensioni del 6,3%. Praticamente si mandano in prospettiva i pensionati un po’ più sul lastrico, per il futuro, per avere dei soldi ora.


Iglesias a parole ha rifiutato il piano di Sanchez e del ministro competente Escrivà, ma questi ha avuto la fortuna di aver comunicato a Bruxelles la mossa, non l’entità della stessa. Quindi probabilmente, un aumento del periodo di calcolo delle pensioni ci sarà, ma non saranno i 10 anni della prima proposta. Anche fossero tre, comunque, vi sarebbe una riduzione delle pensioni.

Bruxelles da noi vuole la patrimoniale sulla casa. Quindi, cari italiani, sapete già quale sarà il costo per avere il “Recovery Fund”. Un fondo che, alla fine , è finanziato dalle vostre tasse (dette “Mezzi propri”) che verserete direttamente a Bruxellees. Gualtieri non ve lo ha ancora detto, ma le vostre case la pagheranno cara.

Nessun commento:

Posta un commento