L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 gennaio 2021

Aumenta la massa circolante di moneta ma l'offerta non diminuisce in modo significativo da far scattare l'inflazione

M3, la BCE continua ad aumentare la liquidità: il grafico della settimana

30 Gennaio 2021 - 09:00

L’aggiornamento relativo l’aggregato monetario M3 diffuso dalla BCE ha evidenziato l’incremento maggiore dal 2017. Ma, rilevano gli esperti, non sarà questo fattore a spingere l’inflazione di Eurolandia.


La Banca Centrale Europea conferma il suo impegno per contrastare la crisi innescata dalla pandemia: nel mese di dicembre, la massa monetaria M3 della Zona Euro è cresciuta del 12,3% annuo.

Per il dato si tratta dell’incremento maggiore dal 2017.

Come si può osservare sul nostro Calendario Economico, gli analisti avevano stimato un incremento in linea con il +11% registrato a novembre. Ma vediamo innanzitutto cosa è l’aggregato monetario M3.
Cosa è l’aggregato M3

Dell’aggregato M3 fanno parte il circolante, i depositi a breve e gli altri strumenti altamente liquidi.

La massa monetaria M3 comprende altri due indicatori, M1 e M2:
dell’aggregato M1 fanno parte il denaro circolante ed i depositi a vista;
l’aggregato M2 è invece composto da M1 più i depositi a scadenza fissa;
sommando a M2 i pronti contro termine, i titoli del mercato monetario e quelli a scadenza fino a due anni, si ottiene l’aggregato M3.

Si tratta di un indicatore particolarmente utilizzato dalla Banca Centrale Europea perché includendo tutti gli strumenti liquidi, altamente sostituibili tra loro, è valutato più stabile di M1 e M2.
Andamento M3 in dettaglio

In particolare, i dati diffusi dalla BCE hanno evidenziato che a dicembre la crescita di M1 è salita dal 14,5 al 15,6 per cento.

Rispetto a un anno prima i depositi a breve, esclusi gli overnight, sono passati dall’1,2 all’1,8% di aumento mentre gli strumenti di mercato sono balzati dal +14,4 al +24,1 per cento.

Stabili i prestiti ai privati (+3,1%) mentre quelli alle società non finanziarie hanno fatto registrare un +7%, non lontano dal 6,9% di un mese prima.

Aggregato M3 e Inflazione Zona Euro. Fonte: Bloomberg

Per Bert Colijn di ING, “al momento, l’outlook economico per le imprese è semplicemente troppo incerto per prendere a prestito in vista di grandi investimenti”.

“Il secondo lockdown sta chiaramente avendo effetti differenti dal primo”, ha rilevato l’analista di ING. “Le imprese non stanno chiedendo linee di liquidità di emergenza come nella prima ondata”.
Inflazione Europa: non sarà la liquidità a spingere i prezzi

Spicca invece l’incremento dei depositi che, rileva l’esperto, è probabilmente legato ai lockdown in tutta la Zona Euro.

La crescita della massa monetaria M3 è in gran parte legata agli acquisti di asset, “che stanno spingendo al ribasso i tassi di interesse di Eurolandia ma che non (ancora) si traducono in una significativa crescita dei prestiti”.

Aggregati M1 e M3. Fonte: Banca Centrale Europea

Questo implica, conclude il Senior Economist di ING, “che l’incremento dell’inflazione che ci attendiamo nel corso del 2021 non sarà probabilmente guidato dall’attuale accelerazione della crescita di moneta ma da fattori più temporanei, come la ripresa del prezzo del greggio, la crescita dell’IVA in Germania e l’inflazione che sarà generata dall’allentamento delle misure di distanziamento sociale”.

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