L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 gennaio 2021

Cruciani non dice è che le forze di occupazione israeliane di rischi ne corrono ben pochi, mentre è il popolo palestinese a subire quotidianamente violenze e vessazioni, in virtù dell'occupazione illecita della sua terra, riconosciuta ripetutamente come tale dall'Onu

12 Gennaio 2021 14:48

L'ambasciata di Palestina risponde a Cruciani con una lezione di dignità

La Redazione de l'AntiDiplomatico


Una risposta e una lezione di grande dignità. Con un comunicato coerente con lo spirito del suo popolo, l'ambasciata di Palestina in Italia, ha replicato alle vergognose affermazioni del "giornalista" Giuseppe Cruciani, durante la trasmissione radiofonica 'La Zanzara', su Radio 24, Editore Confindustria, in tutti i sensi la voce dei padroni.

Affermazioni offensive sia nei confronti dei napoletani che dei palestinesi.

Cruciani è noto per le sue "provocazioni", in particolare su Napoli e i napoletani. Lo scorso 8 gennaio durante la sua trasmissione, citando l'episodio del rider derubato dello scooter, aveva affermato: "Piuttosto che fare il rider a Napoli vado a sparare ai palestinesi col Mossad", aggiungendo: "Avete visto quelle immagini? In quale città accade questo? Bande di ragazzini criminali che assaltano un rider per rubargli lo scooter".

Non contento di vomitare altri insulti su Napoli, dei residui di cattiva digestione li ha riversati sui palestinesi.

Nel comunicato, l'ambasciata palestinese lamenta che con "l'intento di denigrare Napoli e tutto il popolo napoletano, a cui va la nostra solidarietà, il conduttore si permette di paragonare le condizioni delle forze di occupazione israeliane in Palestina con quelle di un rider che lavora a Napoli, sostenendo che quest'ultimo corra maggiori rischi."

Tra l'altro l'ambasciata sottolinea: "Ciò che Cruciani non dice è che le forze di occupazione israeliane di rischi ne corrono ben pochi, mentre è il popolo palestinese a subire quotidianamente violenze e vessazioni, in virtù dell'occupazione illecita della sua terra, riconosciuta ripetutamente come tale dall'Onu".

La rappresentanza palestinese ricorda a Cruciani che alle forze di occupazione israeliana non è una cosa difficile e quanto meno rischiosa sparare sui palestinesi, dal momento che lo "fanno impunemente senza che la comunità internazionale faccia nulla per impedirglielo veramente, mentre il popolo palestinese tenta disperatamente di resistere per esistere, con le sole armi del coraggio e della nonviolenza."

Infine, l'ambasciata, confidando che in Italia ci sia un'informazione non asservita e che Cruciani magari sia solo un'eccezione, invita i media a fare più attenzione e a "non scherzare", sul dramma dell'occupazione della Palestina.

La risposta dell'Ambasciata di Palestina in Italia dovrebbe indurre Cruciani a cercarsi un altro lavoro, rivolgendosi ai suoi padroni di Confindustria. Anni di servilismo gli faranno guadagnare il diritto di posto su una catena di montaggio.

Questo potrebbe accadere se la persona in questione avesse almeno un briciolo di dignità di palestinesi e napoletani.

Ci scusiamo con i lettori per aver dovuto parlare di questo personaggio che vive sull'insulto, la provocazione e la polemica giornalistica sono un'altra cosa.

Il comunicato dell'Ambasciata palestinese, con i suoi toni fermi e educati, con quella precisazione di solidarietà a Napoli ed ai napoletani, ci riconcilia con l'umanità.

Con la Palestina nel cuore sempre!

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