L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 22 gennaio 2021

e Gentiloni la punta di diamante di Euroimbecilandia all'attacco delle pensioni in Spagna. Il Recovery Fund non è strumento di rilancio ma serve per continuare gli attacchi ai diritti sociali

Recovery Plan in Spagna, ecco come Bruxelles spinge per riformare le pensioni

22 gennaio 2021


Che cosa si dice in Spagna sulla riforma delle pensioni messa in cantiere dal governo Sanchez con gli auspici della Commissione Ue. La cronaca dei giornali spagnoli e il commento dell’analista Liturri

Bruxelles in occasione del via libera al Recovery Plan della Spagna sta spingendo per una una riforma restrittiva delle pensioni?

E’ quanto si evince dal dibattito politico e sindacale spagnolo. Ecco tutti i dettagli.

CHE COSA DICONO I SINDACATI SULLA RIFORMA DELLE PENSIONI IN SPAGNA

I sindacati spagnoli sono entrati in una “nuova fase” e chiedono al governo l’aumento del salario minimo, l’abrogazione della riforma del lavoro ed un accordo sulle pensioni. Lo ha affermato ieri nel corso di una conferenza stampa il segretario dell’Unione generale dei lavoratori (Ugt), Pepe Alvarez, aggiungendo che ora “inizia a vedersi la luce” grazie all’avvio della campagna di vaccinazione, secondo un lancio dell’Agenzia Nova: “Alvarez ha sottolineato la necessità di riattivare il tavolo di contrattazione per abrogare la riforma del lavoro considera un peso in quanto impedisce all’economia di adattarsi ai tempi. A tal proposito il segretario ha ricordato che questa riforma è uno dei punti principali del governo di coalizione”.

IL PUNTO DEL QUOTIDIANO SPAGNOLO EL PAIS SU PENSIONI, RECOVERY PLAN E COMMISSIONE UE

Ma che cosa sta succedendo in Spagna? Bruxelles sta guardando molto da vicino la Spagna, dove ha stimato che l’economia si sia contratta del 12,4% nel 2020, ha scritto il quotidiano spagnolo El Pais: “Gentiloni ha affermato che, proprio come altri paesi, alla Spagna viene chiesto “un forte impegno” per le riforme attraverso obiettivi specifici che richiedono rapporti regolari sullo stato di avanzamento. Ci sono tre aree di riforma che sono di particolare interesse per Bruxelles: il mercato del lavoro, le pensioni e l’unità del mercato”.

CHE COSA DICE BRUXELLES SUL RECOVERT PLAN SPAGNOLO

La Commissione Ue è molto interessata al sistema pensionistico spagnolo, ma raggiungere un accordo interno su questo argomento sarà più difficile, rimarca El Pais: “C’è una battaglia interna per l’impegno del partner socialista nel governo spagnolo di aumentare il numero di anni di contributi previdenziali (da 25 a 35 anni) per calcolare le pensioni. I sindacati stanno minacciando azioni contro la mossa e il governo ha convocato i leader sindacali a una riunione martedì per spiegare i suoi piani prima della consegna a Bruxelles”.

IL DIBATTITO POLITICO IN SPAGNA

In sostanza in Spagna è esploso uno scontro politico al calor bianco all’interno della maggioranza guidata da Pedro Sanchez. Il ministro del Welfare Jose Luis Escrivà afferma che estendere il periodo di calcolo della pensione a 35 anni – con ciò determinando un’automatica diminuzione dell’assegno – è una misura chiesta dalla Commissione per ottenere i fondi del Next Generation EU (NgEU) ma che si tratta di misure in ogni caso necessarie, ha ricostruito il quotidiano La Verità.

IL COMMENTO DELL’ANALISTA LITURRI

Ha commentato l’analista Giuseppe Liturri sul quotidiano fondato e diretto da Maurizio Belpietro: “Podemos, partner della coalizione di governo, ha già dichiarato che quelle norme non passeranno, non rientrando nell’accordo di governo che regge la coalizione. Questo accade alla Spagna, il cui piano è stato presentato lunedì all’Eurogruppo come esempio da imitare e che prevede esplicitamente un “allargamento del periodo di calcolo delle pensioni”, nonostante l’arrampicarsi sugli specchi del ministro Escrivà”.

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