L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 gennaio 2021

E' guerra

“Russia e Turchia già in guerra su 4 fronti”.

Maurizio Blondet 28 Gennaio 2021 

Un post sul canale telegram di un inviato di guerra che è stato praticamente in tutti i punti caldi degli ultimi anni: La Russia e la Turchia combattono tra di loro su quattro fronti.
La guerra con la Turchia è già in corso su almeno quattro fronti. La guerra è ibrida, ovviamente.
Si tratta della Siria, della Libia, dell’Ucraina e dell’Armenia. In tutti e quattro i casi, siamo in un modo o nell’altro da un lato delle barricate, i turchi dall’altro.

Se chiedete a qualsiasi nostro militare delle forze speciali che è andato in missione in Siria, o ai ragazzi delle compagnie militari private, loro confermeranno che ci sono stati gli scontri diretti tra i militari russi e quelli turchi. E succede anche adesso. Gli amici del progetto @wargonzo tra le forze speciali lo confermano.

Un’altra cosa è che in condizioni di guerra ibrida questi scontri sono quasi sempre di natura molto localizzata come ad esempio i duelli tra i cecchini, operazioni speciali oppure l’uso dell’artiglieria.
Sappiamo che ci sono stati i casi in cui i militari russi cadevano finivano sotto il tiro dell’artiglieria turca oppure nel mirino dei droni Bayraktar. E vice versa anche i consiglieri militari turchi si sono trovate nelle stesse situazioni. Solo che questi episodi non vengono registrati sui rapporti ufficiali perché ufficialmente si fa il “pattugliamento congiunto”.
A questi quattro fronti prossimamente potrebbero aggiungersi altri due quello bielorusso e dell’Asia Centrale.
Erdogan e Lukashenko(che, ovviamente, non è un amico della Russia, ma è un intrigante) vanno d’accordo a meraviglia. I Polonez bielorussi (sistemi di lancio missilistici) sono stati impiegati nell’operazione speciale turca nel Karabach. Questo era il loro primo utilizzo sul campo di battaglia. La lobby turca in Bielorussia sostiene ovviamente la posizione anti-russa nel mondo multivettoriale di Lukashenko.
Nell’Asia centrale oltre al fattore puramente religioso, viene sfruttato il fattore panturco. Viene propagandata l’idea del Gran Turan, una regione storica che comprendeva i popoli della lingua turca dell’Asia Centrale.
I turchi influenzano anche l’agenda russa interna. Che è, infatti, già il settimo fronte. Ma questa è un’altra storia
Quindi dire che non c’è guerra tra La Russia e la Turchia è assurdo.Esiste e sarà più intensa, ma pur sempre ibrida. https://t.me/wargonzo/4333


Drone d’attacco russo ha attaccato il più grande deposito di petrolio dei jihadisti filo-turchi. ha lanciato un altro attacco missilistico contro il deposito petrolifero dei terroristi vicino alla città di Tarhin. Questo è il terzo attacco aereo russo nella regione nelle ultime settimane.



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