L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 gennaio 2021

E' il Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato che unisce tutti, la sanità con il suo 80% di bilancio in ogni regione italiano è la preda più ambita

IL PROCURATORE
’Basso profilo‘, Gratteri: “Ndrangheta e massoneria deviata controllano settori della Sanità”

22 Gennaio 2021

Le conclusioni: “Servirebbe una rivoluzione del codice di procedura penale e del regolamento penitenziario che inasprisca le pene le nostre indagini dimostrano che delinquere e' ancora troppo conveniente”


«I tempi della politica non c'entrano. Noi abbiamo saputo che dovevano arrestare l'assessore Talarico, assieme agli altri, quando è arrivata l'ordinanza del gip, all'inizio di gennaio, a un anno di distanza dalla nostra richiesta e a sei mesi dall'ultima integrazione. Le elezioni in Calabria erano fissate per il 14 febbraio, avremmo aspettato il 15 per non interferire sulla campagna elettorale, ma poi sono state rinviate ad aprile: non potevo lasciare arresti in sospeso per decine di persone altri tre mesi». Così il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri sul Corriere della sera parla dell'inchiesta in cui e' coinvolto anche Cesa dell'Udc considerato nel limbo dei 'responsabili' per la sopravvivenza di questo governo: «Io fino all'altra sera gli ho sentito dire in tv che lui e l'Udc non sarebbero entrati nella maggioranza».

«Noi ci basiamo sui fatti riscontrati e dobbiamo procedere con le verifiche, perché quest'inchiesta rappresenta un ulteriore passo avanti nell'evoluzione della 'ndrangheta nelle sue relazioni con il potere», che porta «un'organizzazione criminale a entrare nei salotti buoni della società grazie a imprenditori, avvocati, notai. Ci sono rapporti diretti con la pubblica amministrazione, coltivati da professionisti che hanno piena consapevolezza di avere interlocutori espressione della criminalità». E in un'intervista su la Repubblica offre una sintesi di questo pensiero: «È quello che avevamo visto arrivare venti anni fa: la 'ndrangheta che si traveste da imprenditore. E bussa alla politica. E la politica, per lo meno un pezzo importante di essa, risponde. Aprendo la porta; ci troviamo di fronte la 'ndrangheta che spara di meno e corrompe di più. Ci sono sempre più reati che riguardano il potere politico e sempre più reati che riguardano il potere economico. 'Ndrangheta e massoneria deviata controllano interi settori della sanità calabrese». Servirebbe una «rivoluzione del codice di procedura penale e del regolamento penitenziario che inasprisca le pene - conclude - le nostre indagini dimostrano che delinquere e' ancora troppo conveniente».

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