L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 11 gennaio 2021

Energia pulita - Bravi! Si imbocca il giusto sentiero. Produrre acciaio con l'idrogeno verde

Potere dell’idrogeno. Ecco l’acciaio green targato Edison, Snam e Tenaris

Di Gianluca Zapponini | 11/01/2021 - 


A Dalmine (Bergamo), le tre aziende avviano per la prima volta in Italia un progetto per la decarbonizzazione delle acciaierie e la produzione sostenibile di acciaio

L’ora dell’acciaio. Verde. E ancora idrogeno. L’Italia tocca con mano per la prima volta (progetti simili sono in corso solo in Svezia e Germania) la possibilità di un acciaio sostenibile, a pochi mesi dal ritorno in forza dello Stato nella produzione, a mezzo ex Ilva. E lo fa grazie a Tenaris, Edison e Snam, le quali hanno sottoscritto una lettera di intenti per avviare un progetto finalizzato alla decarbonizzazione dell’acciaieria di Tenaris a Dalmine (Bergamo), uno dei poli italiani dell’acciaio. Come? Attraverso l’introduzione dell’idrogeno verde in alcuni processi produttivi. Una iniziativa che rappresenta oggi la prima applicazione di idrogeno verde su scala industriale nel settore siderurgico in Italia.

TRA ACCIAIO E IDROGENO

Più nel dettaglio, Tenaris, Edison e Snam collaboreranno per individuare e realizzare le soluzioni più idonee per la produzione, la distribuzione e l’utilizzo di idrogeno verde nel sito Tenaris di Dalmine, contribuendo con le proprie competenze per investire nelle migliori tecnologie disponibili. Ma il punto d’arrivo è una produzione green. “Il progetto è finalizzato alla generazione di idrogeno e ossigeno tramite un elettrolizzatore da circa 20 MW da installare presso lo stabilimento di Dalmine e all’adattamento del processo produttivo dell’acciaio mediante l’utilizzo di idrogeno verde in sostituzione al gas naturale”, spiega una nota congiunta.

L’iniziativa, che si inserisce nella più ampia iniziativa Dalmine Zero Emissions, avviata da Tenaris insieme a Tenova e Techint Engineering&Construction per integrare l’idrogeno verde nella produzione di acciaio da forno elettrico, potrà inoltre includere la realizzazione di un sito di stoccaggio per l’accumulo di idrogeno ad alta pressione e l’utilizzo dell’ossigeno, prodotto localmente tramite elettrolisi, all’interno del processo fusorio. Lo sviluppo del progetto ridurrebbe in modo significativo le emissioni di CO2 legate alla produzione dell’acciaio. Le tre società valuteranno in seguito se ampliare la collaborazione per estendere l’applicazione dell’idrogeno ad altre fasi del processo produttivo.

PRIMATO ITALIANO

La cifra della scommessa green per l’acciaio italiano è stata fornita anche dagli stessi manager a capo delle tre aziende. “Il progetto Dalmine Zero Emissions“, afferma Michele Della Briotta, presidente Tenaris Europa e ad Tenaris-Dalmine “rappresenta la più recente delle iniziative realizzate da Tenaris in Italia per il miglioramento della propria impronta ambientale, dopo gli investimenti e i progetti per la tutela dell’aria, l’efficienza energetica, la riduzione dei consumi di materie prime, l’aumento del contenuto di materiale riciclato nei nostri prodotti, la valorizzazione e il riuso dei nostri sottoprodotti”.

Secondo Nicola Monti, ceo di Edison, “con questa intesa Edison avvia un percorso di sostegno alla decarbonizzazione di settori industriali chiave per l’economia nazionale , contribuendo così al raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica fissati a livello nazionale con il Pniec (Piano energia e clima, ndr) e a livello europeo con il Green Deal”. D’altronde, “l’energia rinnovabile prodotta dai nostri impianti e le soluzioni tecnologiche di cui possiamo disporre possono contribuire concretamente allo sviluppo di una nuova e importante filiera nazionale, che nei prossimi decenni è destinata ad accompagnare l’evoluzione del sistema economico e produttivo verso la neutralità climatica”.

Marco Alverà, numero uno di Snam sottolinea l’importanza della commistione tra idrogeno e acciaio pulito. “L’idrogeno verde può rappresentare la soluzione ideale per decarbonizzare alcuni importanti settori industriali, in particolare per produrre nel lungo periodo acciaio a zero emissioni. L’accordo di oggi, che vede protagoniste tre aziende attive lungo l’intera catena del valore, è un primo passo per poter raggiungere questo importante obiettivo. Grazie alle sue tecnologie e alla sua infrastruttura, Snam si pone come uno degli abilitatori della filiera dell’idrogeno per contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici e alla creazione di nuove occasioni di sviluppo, in linea con le strategie nazionali ed europee”.

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