L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 gennaio 2021

Gli Stati Uniti non hanno titolo per chiedere il ritiro dalla Libia di truppe straniere lo potrebbe acquisire solo se almeno finisse di rimanere non invitato nelle terre di Siria a rubare petrolio, a proteggere i terroristi mercenari tagliagola

CRISI IN CORSO
Libia, gli Stati Uniti chiedono all’Onu il ritiro delle truppe russe e turche

Blinken chiama Di Maio e ricorda i dossier aperti tra gli Usa, l’Italia e l’Europa. Emergenza Covid e rapporti con Mosca e Pechino in cima all’agenda

di Redazione Esteri
Biden mette subito nel mirino la Russia e la Cina
29 gennaio 2021

Gli Stati Uniti hanno chiesto alle Nazioni Unite il ritiro immediato delle forze di Russia e Turchia dalla Libia. «Chiediamo a tutte le parti esterne in campo, comprese la Russia e la Turchia, di rispettare la sovranità della Libia e di porre immediatamente fine ad ogni tipo di intervento militare», ha affermato l'ambasciatore reggente degli Usa, Richard Mills, parlando al Consiglio di Sicurezza.

Intanto sono stati avviati i primi contatti tra l'amministrazione Biden e il governo italiano, con una telefonata tra il neosegretario di Stato americano, Anthony Blinken, e il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio.

Blinken e Di Maio

Una telefonata nella quale sono stati menzionati i principali dossier aperti tra gli Stati Uniti da una parte e l'Italia e l'Europa dall'altra, anche in vista della presidenza italiana del G20. Il capo della diplomazia Usa ha in particolare auspicato che gli sforzi di cooperazione tra Washington e Roma in uno scenario di crisi come quello della Libia e del Mediterraneo possano andare avanti. Ma al centro del colloquio anche i rapporti con Mosca e Pechino, con il caso Navalny che sta ulteriormente inasprendo le relazioni tra la Russia e il mondo occidentale, e la Cina con cui le relazioni diventano una delle sfide sempre più determinanti per il futuro del mondo.

L’emergenza sanitaria

La chiacchierata tra Blinken e Di Maio ha affrontato anche la crisi sanitaria mondiale legata al Covid. Il titolare della Farnesina ha ribadito la profonda amicizia tra Italia e Stati Uniti e, alla luce dell'attuale presidenza italiana del G20, la volontà di cooperare per dare nuovo impulso a un «multilateralismo efficace». E ha aggiunto: «L'Italia sarà sempre un partner e un alleato strategico degli Stati Uniti».Blinken ha enfatizzato il desiderio dell'amministrazione Biden di lavorare con l'Italia, con l'obiettivo di «ricostruire e rafforzare la partnership di lunga durata» tra i due Paesi.

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