L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 29 gennaio 2021

Il debito italiano continua ad essere appetibile e sostenibile

Debito pubblico, boom nel 2021 al 160% ma rimane sostenibile: parola del Fmi

29 Gennaio 2021, di Alessandra Caparello

Il debito pubblico italiano è il secondo tra quelli delle economie avanzate, superato soltanto da quello giapponese. Nel dettaglio il debito tricolore toccherà nel 2020 il 157,5%, con un balzo di oltre 20 punti percentuali rispetto al 134,6% del 2019, e con una stima del 159,7% nel 2021.

La proiezione arriva dal Fiscal Monitor del Fondo monetario internazionale secondo cui il rapporto tra deficit e Pil è pari al 10,9% nel 2020 e al 7,5% nel 2021. Il Fondo in particolare ha rivisto al rialzo la previsione sul deficit di Bilancio dell’Italia del 2020, al 10,9% del Pil, e al contrario ha attenuato la previsione sull’aumento del debito-Pil del 2020, al 157,5% ma ha alzato quella sul 2021 al 159,7%. Tuttavia dice l’Fmi, il debito pubblico italiano è sostenibile, grazie a tassi di interesse bassi e alla prevista ripresa della crescita economica.

Lo sforzo di bilancio globale contro la pandemia “ha contribuito a salvare vite e a mitigare l’effetto della crisi”. Un andamento che inevitabilmente, assieme alla contrazione economica e di gettito fiscale, ha portato a peggioramenti delle finanze pubbliche. E su questo aspetto “ora sono necessarie strategie di bilancio credibili sul medio termine, specialmente dove i debiti sono elevati e dove le condizioni di finanziamento sono tirate o a rischio”.
Il debito pubblico globale

Secondo l’FMI inoltre, il debito pubblico globale arriverà a sfiorare il 100% del Pil a fine 2021. Nel dettaglio, afferma l’istituto di Washington, sono le economie avanzate ad aver registrato il maggior deterioramento dei conti pubblici.

Il debito dei Paesi del gruppo, prevede il Fondo, ha chiuso il 2020 al 122,7% e terminerà il 2021 al 124,9%. L’Italia, con rispettivamente 157,5 e 159,7%, fa meglio solo del Giappone il cui debito resta stabile al 258,7% nei due anni. Terzo posto agli Stati Uniti, con 128,7 e 132,5%. Nell’Eurozona, il debito si attesta al 98,1% nel 2020 e al 99% nel 2021.

Nessun commento:

Posta un commento