L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 gennaio 2021

Il digital euro non dovrebbe soppiantare le banconote ma affiancarle

STRATEGIE

Lagarde: “L’euro digitale si farà. Cinque anni tempo ragionevole”

La presidente della Bce: “La moneta virtuale risponde alla forte domanda che c’è da parte dei cittadini”. Ma avverte: “Serve una regolamentazione internazionale sulle criptomonete”

13 Gen 2021
F. Me.

L’Eurozona avrà l’euro digitale e sperabilmente non ci vorranno più di cinque anni. L’annuncio è della presidente della Bce Christine Lagarde, nel suo intervento al forum Reuters sul futuro dell’Eurozona dopo la fine della pandemia.

“Nel mondo del fintech le cose si muovono a grandissima velocità – ha spiegato Lagarde – quindi dobbiamo essere pronti ma avendo sempre in primo piano la sicurezza. Guardando alle esperienze nel resto del mondo, in Cina, dove sono in corso esperimenti su ‘scala cinese’, ci sono voluti cinque anni dal primo progetto ad oggi. Quindi per quanto ci riguarda non avverrà domani, ci vorrà del tempo ma avremo l’euro digitale che non soppianterà ma affiancherà le banconote. E spero che non ci vogliano più di cinque anni ma chissà dove ci porterà la continua accelerazione che c’è nel mondo fintech. Di sicuro l’euro digitale risponde alla forte domanda che c’è da parte dei cittadini europei“.

Lagarde ha però avvertito circa la necessità di regolamentare le criptovalute a livello internazionale. Occorre concordare a livello globale una regolamentazione delle criptovalute e suonando una nota di allarme sull'estrema volatilità del bitcoin – ha sottolineato – un asset altamente speculativo e nel quale l’utilizzo per attività di riciclaggio è considerevole”.

La strategia della Bce sull’euro digitale

Lo scorso 22 settembre la Banca centrale europea ha registrato presso l’Ufficio per la proprietà intellettuale della Ue il marchio “Digital Euro”. Si tratta del primo passo verso la creazione di una valuta digitale che affianchi o che, potenzialmente, sostituisca, l’euro cartaceo e in moneta.

In audizione davanti alla Commissione Econ del Parlamento europeo Fabio Panetta, membro del board della Bce, ha detto che l’Europa deve farsi trovare “pronta” con “una forma di denaro emesso dalla banca centrale che andrebbe a complementare, non a sostituire, il contante“.

Nel suo intervento (qui la versione integrale), Panetta ha sottolineato che in questo momento la Bce è in una fase di “ascolto e sperimentazione” sulla moneta digitale europea che coincide con il lancio di una consultazione pubblica da parte della Bce per interpellare tutte le parti interessate, cittadini compresi.

“Oggi all’Ue manca una moneta digitale emessa dalla Banca centrale europea e che possiamo utilizzare per le nostre transazioni quotidiane, come l’e-commerce”, ha detto Panetta. “L’euro digitale colmerebbe questa lacuna”. Sarebbe “una forma elettronica di moneta della banca centrale accessibile a tutti i cittadini e alle imprese; in altre parole, un equivalente digitale delle banconote in euro. Fornirebbe un accesso gratuito a un mezzo di pagamento digitale semplice, sicuro e affidabile, accettato in tutta l’area dell’euro”.

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