L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 31 gennaio 2021

In Russia l'influenza covid è sotto controllo


Potere 28 Gennaio 2021 di: MARIO AVENA

RUSSIA / UN GRADUALE RITORNO ALLA NORMALITA’

Mentre il mondo occidentale viaggia a tutto lockdown, ammazzando economia, vita sociale e quel che resta della salute (visti i macroscopici incrementi dei decessi per altre patologie, da quelle cardiache fino ai suicidi), in Russia si volta pagina.

Per niente turbato dalle sceneggiate del clown Alexei Navalny, il presidente russo Vladimir Putin annuncia il ritorno alla normalità.

Ecco le sue parole, pronunciate il 26 gennaio: “In Russia la situazione con il coronavirus si sta stabilizzando, le restrizioni imposte in relazione alla pandemia possono essere gradualmente eliminate. La situazione epidemiologica del Paese si va stabilizzando. Il numero di persone infetta sta progressivamente diminuendo. Ciò consente di rimuovere con attenzione le restrizioni imposte”.

Scrive il reporter russo Boris Karpov: “Attualmente nella maggior parte delle regioni della Federazione Russa ci sono già pochissime restrizioni dalla scorsa estate, rispetto ai paesi occidentali: tutti i servizi e i negozi funzionano. Le uniche limitazioni sono l’obbligo, molto teorico, della mascherina nei trasporti e nei negozi e la limitazione al 50 per cento del tasso di occupazione di cinema, teatri, musei. Inoltre, la popolazione per la maggior parte segue poco le istruzioni stupide: la mascherina viene indossata raramente, o sotto il mento. Quanto al distanziamento sociale, basta vedere le ultime foto scattate pochi giorni fa alla metropolitana di Mosca”. Una folla quasi natalizia.

Il sindaco della capitale russa, un avversario politico di Putin, è contrario a tutto ciò: vuole anzi rafforzare quelle misure.

A metà gennaio è stato Putin in persona ad ordinare al sindaco moscovita di sospendere “l’educazione a distanza” introdotta a metà ottobre.

Braccio di ferro in vista?

nella foto Alexei Navalny

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