L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 gennaio 2021

La Cina continua a stringere accordi commerciali e questo spiazza di continuo gli Stati Uniti a cui rimane solo l'arma del ricatto, anche con gli attentati, sempre tenuti sotto banco ma sempre presenti quando si è voluto costringere un paese alle proprie volontà

Accordo UE-Cina, Stati Uniti furiosi: a rischio le relazioni tra Europa e Washington?

31 Dicembre 2020 - 10:24

L’accordo commerciale tra Unione Europea e Cina rischia di raffreddare le relazioni tra Bruxelles e Washington: la strategia europea e le reazioni americane.


L’annuncio della ratifica dell’accordo economico tra Unione Europea e Cina sta causando più di una preoccupazione negli Stati Uniti. Il presidente eletto Joe Biden già nei giorni scorsi, tramite i membri del suo entourage, aveva espresso la sua contrarietà alla firma del Comprehensive Agreement on Investments.

Un’intesa fortemente inseguita dal Dragone, tanto da formulare a Bruxelles una proposta definita senza precedenti dalle parti coinvolte, pur di chiudere entro la fine del 2020.

Tra i leader del vecchio continente, la più favorevole al negoziato con Pechino è stata sicuramente Angela Merkel. La cancelliera vede opportunità economiche positive per diverse multinazionali tedesche, le quali potranno espandere la distribuzione dei propri prodotti a condizioni migliori di quelle attuali.

Tuttavia, il patto commerciale siglato rischia di compromettere le relazioni tra Europa e USA. In molti ora temono che la storica alleanza politico-economica tra le due aree possa essere messa a rischio.

Accordo UE-Cina: a rischio le relazioni tra Europa e Stati Uniti?

Joe Biden, al contrario di Donald Trump, in più di una dichiarazione pubblica aveva sostenuto di essere pronto a riprendere gli stretti rapporti tra americani e europei, con l’obiettivo anche di creare una coalizione globale occidentale che potesse isolare la Cina.

Prima dell’insediamento del 20 gennaio, il leader democratico si ritrova quindi a dover subire un duro colpo in ambito di politica estera, pagando in prima persona il nazionalismo attuato da The Donald nei suoi 4 anni di governo.

Infatti, il messaggio lanciato dai leader UE appare come una chiara indicazione che i rapporti con gli Stati Uniti non torneranno automaticamente all’epoca di Obama, in cui lo stesso Biden era vicepresidente.

Così gli esponenti europei hanno recapitato il messaggio che gli interessi del vecchio continente non possono essere più subordinati alle politiche di Washington, prefigurando un ruolo di mediazione in futuro nella nuova “guerra fredda” in atto tra gli States e la Repubblica Popolare.
Cina principale partner economico UE nel 2020

Per bloccarne l’attuazione, l’entourage del prossimo inquilino della Casa Bianca punta sulla sensibilità dei membri del Parlamento europeo, che dovranno approvare il CAI, riguardo il mancato rispetto dei diritti civili da parte del regime comunista.

Proprio su tali argomenti il Consiglio europeo ha pubblicato un proprio comunicato sostenendo che, grazie al Comprehensive Agreement on Investments, anche in Cina verranno rispettate le norme su ambiente, tutele dei lavoratori e diritti civili.

Promesse prese in carico da Xi Jinping e il suo esecutivo ma che, come affermato da fonti USA, potrebbero essere disattese come già capitato in passato.

Bisognerà quindi capire quali saranno effettivamente le conseguenze nelle relazione tra Commissione e il nuovo Governo statunitense.

Un dato importante registrato nell’ultimo anno è che la Cina ha già superato l’America come principale partner commerciale, con un volume di scambi totali con il vecchio continente pari a 480 miliardi di euro.

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