L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 gennaio 2021

La Fratellanza Musulmana attraverso la Strategia della Dissimulazione si mangerà pian piano Euroimbecilandia, anche in Germania stanno ottenendo buoni risultati


1 GENNAIO 2021

La Germania è uno dei Paesi europei maggiormente esposti ai fenomeni dell’islam politico e del terrorismo islamista, come dimostrano i numeri sulla radicalizzazione e gli attentati degli anni recenti. La pressione investigativa dei servizi segreti, combinata alla consapevolezza di dinamiche demografiche favorevoli alla crescente comunità musulmana, ha spinto diverse entità dell’islam radicale a sperimentare un mutamento di forma, preferendo il potere morbido alla via della violenza.

La minaccia islamista in Germania

Gli ultimi dati sulla presenza dell’islam politico in Germania sono allarmanti. Secondo quanto certificato dall’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (BfV, Bundesamt für Verfassungsschutz), il numero degli islamisti cresce ad un ritmo annuale del 5,5%: erano 26.560 nel 2018, sono divenuti 28.020 l’anno successivo. Nel 2015, il BfV aveva schedato 13.920 persone come appartenenti al mondo dell’islamismo organizzato; dati alla mano, significa che nel periodo di riferimento 2015-2019 si è assistito ad un loro raddoppiamento.

Le principali organizzazioni di stampo islamista monitorate dai servizi segreti tedeschi sono legate in maniera simbiotica con la Turchia: Fratellanza Musulmana, Milli Gorus e Furkan. Mentre le prime due sono più note al pubblico ed incorporano la stragrande maggioranza degli islamisti censiti dal BfV, l’ultima è finita sotto la luce dei riflettori soltanto negli anni recenti, iniziando ad essere sorvegliata per estremismo dal BfV nel 2018, e avrebbe un seguito di 350 persone.

Al trio dell’islamismo filoturco si aggiunge, inoltre, anche Hizb ut-Tahrir, che continua ad operare nel territorio – forte di un piccolo esercito di almeno 430 adepti – nonostante sia stata messa al bando nel lontano 2003.

Islamismo legalista, di cosa si tratta?

Il BfV stima che circa la metà dei 28.020 islamisti ufficialmente censiti nel 2019 appartenga ad una realtà perniciosa per la sicurezza nazionale, in quanto basata sulla predilezione per il potere morbido in luogo della violenza, e ribattezzata “islamismo legalista”. Potrebbe sembrare un paradosso, ma non lo è: bassa esposizione mediatica, inclinazione al dialogo e apparente tendenza all’integrazione sono degli strumenti utili a disorientare i servizi segreti e a complicare le stesse attività di indagine – l’assenza di reati da attribuire impedisce e/o rallenta l’apertura di procedure di incriminazione.

Gli islamisti legalisti, secondo la definizione del BfV, mirano all’islamizzazione della Germania “non con la forza bruta, ma con un’influenza silenziosa”, ragion per cui camuffano la loro agenda dietro al riconoscimento della supremazia della Costituzione tedesca ed evitano accuratamente di rendersi protagonisti di reati.

Contrariamente al passato, anche piuttosto recente, all'azione del momento viene preferita la lungimiranza, dote necessaria per produrre “un cambiamento nel sistema sociale e politico nel lungo termine”. Quella pazienza, accompagnata da una meticolosa e incessante opera di proselitismo, sta aiutando la realtà islamista a raggirare la legge e rende particolarmente cupo e nuvoloso il cielo sopra Berlino.

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