L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 30 gennaio 2021

La medesima Magistratura democratica che oggi attacca Gratteri, ieri si è schierato con Pignatone, evidenti partecipi del Sistema massonico mafioso politico istituzionalizzato che ha impedito al nostro di essere procuratore di Reggio Calabria

«Pignatone ha bloccato Gratteri (anche) per la procura di Reggio»

Emergono altri particolari e retroscena dal libro intervista di Luca Palamara, il “trainer” degli intrighi e delle trame in magistratura
-28 Gennaio 2021


C’è un pertugio, «un varco» come lo chiama Luca Palamara. A cui è stato affidato un incarico dal “Sistema”, «dovevo portare a Roma Michele Prestipino. Studio la pratica e il varco c’è. Bisogna lavorare al gioco di incastri per eleggere il nuovo procuratore di Reggio Calabria, quello che deve prendere il posto lasciato libero da Pignatone». E qui, su questa partita lungo lo Stretto, l’attuale procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri conosce un altro (il primo) dei “muri” che non è stato possibile scalfire. Ambisce anche lui a dirigere la procura dello Stretto dopo Pignatone, Gratteri. Ma il capo uscente non gradisce e parte un altro progetto.
Emergono altri retroscena e particolari inediti (ammesso che sia tutto vero) dal libro intervista di Alessandro Sallusti a Luca Palamara, considerato il “trainer” degli intrighi e delle trame in magistratura. Pignatone vuole sostanzialmente scegliere il suo successore a Reggio, secondo Palamara. «In campo ci sono Federico Cafiero de Raho, procuratore aggiunto a Napoli, e due dei vice di Pignatone a Reggio Calabria, Nicola Gratteri e lo stesso Prestipinto. Sondo le intenzioni sia di Gratteri – racconta Palamara – sia di Cafiero de Raho, quest’ultimo fortemente sponsorizzato dalla mia corrente Unicost di Napoli, che pensa di poter colonizzare la Calabria…». E dopo aver sondato a dovere tutti e due, evidentemente, Palamara capisce bene chi può diventare procuratore a Reggio e chi no. «Durante una colazione a casa della giornalista Anna La Rosa – continua Palamara – spiego a Gratteri le difficoltà che sta incontrando la sua candidatura; gli confermo che ha sì l’appoggio di Magistratura indipendente, ma è avversato da Magistratura democratica e soprattutto non è in cima ai pensieri di Pignatone, in quale sta manifestando in più sedi, anche al Csm, una forte volontà di scegliersi sia il vice a Roma sia il successore a Reggio. Gratteri, che conosco dai tempi del mio esordio in magistratura, reagisce male e non accetta quella che ravvisa come una mancanza di fiducia nei suoi confronti. Il derby è quindi tra Prestipino e de Raho. Pignatone preferirebbe Prestipino a Reggio Calabria. Ma la corrente napoletana di Unicost, come dicevo, spinge molto per Cafiero de Raho…». E Cafiero de Raho sarà, anche dopo l’ultimo tentativo di farlo desistere (Palamara lo invita ad un incontro e lo incoraggia a lavorare su Roma). Ma a Reggio ci andrà proprio lui, Cafiero de Raho. Che Pinganone non avrebbe preferito come suo successore ma meglio lui che Nicola Gratteri, «non è in cima ai suoi pensieri». Palamara, che conosce bene Pignatone e le sue movenze («ha sempre pensato di cambiare l’agenda della procura di Roma, ma Mafia Capitale è andata male in Cassazione…») e che per certi aspetti ne rimane stupito da alcune sue evoluzioni («un giorno mi comunica che è intenzionato a prendere parte ad un convegno del Pd, io glielo sconsiglio ma lui ci va lo stesso…») non si sottrae al “progetto” di contribuire alla scelta del successore a Reggio a partire dalle richieste dell’uscente. Su Gratteri il veto riesce, su de Raho meno…

RdM

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