L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 27 gennaio 2021

La storia ci dice che chi tradisce fa sempre una brutta fine

“Le informazioni servono al dottore”. Così l’ex finanziere consultava banche dati riservate. Altri due indagati

Nell'integrazione si aggrava la posizione di D'alessandro e si evidenziano le posizioni di altri due imprenditori . L'indagato Nicola Cirillo risponde al Gip

di Giulia Zampina - 25 Gennaio 2021 - 19:30



“Le informazioni servono al Dottore”. Così Ercole d’Alessandro, finanziere in pensione, convinceva i suoi ex colleghi a consultare gli archivi informatici in dotazione al corpo della Guardia di finanza. Il dottore, a cui d’Alessandro faceva riferimento era il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, che ovviamente era estraneo a questo tipo di richieste. Così come il rapporto così sbandierato dal D’Alessandro con lui era assolutamente millantato. Le informazioni che l’ispettore chiedeva erano quelle su un imprenditore in società con Giovanni Mazzei e Antonio Melino che, nell’integrazione di richiesta di misure cautelari risultano indagati con D’alessandro, per il quale le annotazioni integrative sono state depositate il 17 novembre ed il 3 dicembre scorso.

E’ quanto emerge dalle carte che compongono il corposo fascicolo inerente l’inchiesta Basso Profilo coordinata dalla DDa di Catanzaro e guidata dal Procuratore Nicola Gratteri e condotta nei giorni scorsi dalla Dia.

In particolare D’Alessandro, si sarebbe fatto promettere, di intesa con Antonio Melino, da Giovanni Mazzei, l’effettuazione di lavori gratuiti edili nell’abitazione intestata a sua figlia a Catanzaro, lavori volti a suddividere la casa in due unità immobiliari, in cambio di acquisizioni riservate sulla posizione di un amministratore unico di una società su cui aveva interessi anche Melino. D’Alessandro, avrebbe effettuato una serie di visure nelle banche dati del Corpo, nonché avrebbe acquisito informazioni da colleghi della polizia giudiziaria elvetica, atteso che l’amministratore unico risultava essere emigrato in Svizzera dopo un’indagine per bancarotta fraudolenta. Il finanziere su richiesta di Melino e Mazzei , avrebbe indotto un maresciallo e un finanziere dello stesso ufficio, (entrambi all’oscuro delle reali ragioni), a procedere ad una serie di interrogazioni nelle banche dati del Corpo nei confronti dello stesso amministratore unico per verificare la presenza di informazioni di polizia, di natura fiscale e finanziaria.
L’interrogatorio di Garanzia di Nicola Cirillo

Ha risposto a tutte le domande del Gip Nicola Cirillo indagato nell’inchiesta Basso Profilo e ira agli arresti domiciliari. L’uomo, difeso da Pietro Chiodo, si è dichiarato estraneo ad ogni contestazione.

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