L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 14 gennaio 2021

L'avvocato dice di non sentire però non si vuole spostare avanti dove ci sono decine di banchi liberi. La strategia della 'ndrangheta è stata fin dalla sua nascita aggiustare i processi, nel caso specifico mandare il processo per le lunghe per permettere agli imputati che sono in carcere di andare liberi

Rinascita, al via il maxi processo. Gratteri sbotta in aula: “Basta bugie”
Di Argentino Serraino
13 Gennaio 2021

Il magistrato annuncia inoltre le dichiarazioni di un nuovo collaboratore: ci sarebbe stata un’apposita riunione per delineare la strategia della ‘ndrangheta nel maxi processo



Nel corso della prima udienza del maxi processo Rinascita Scott che si è tenuta questa mattina nella nuova aula bunker di Lamezia Terme, nonostante la “falsa partenza” causata dall’astensione dei giudici (ne abbiamo parlato QUI), c’è stato anche il tempo di un botta e risposta tra accusa e difesa. Dopo la richiesta del procuratore Nicola Gratteri in merito alla riunione di uno degli stralci – quello che vede a giudizio anche l’ex parlamentare Giancarlo Pittelli – con il maxi processo principale, uno dei difensori presenti ha infatti preso il microfono per affermare di non aver ben compreso la richiesta del magistrato “perchè da qui in fondo non si sente bene”.

Gratteri sbotta in aula: “Basta bugie”. A quel punto è stato lo stesso Nicola Gratteri a sbottare in aula: “Sono stanco di sentire bugie – ha affermato – perché ne abbiamo già sentite abbastanza per l’aula bunker di Roma”. “Sta dicendo che mento?” ha allora ribattuto il legale. “Se lei dice che non sente allora si, è una bugia, perchè proprio per evitare contestazioni di questo tipo abbiamo fatto le prove e si sente nello stesso modo in ogni parte dell’aula”. “Inoltre – ha chiosato il magistrato – se vuole qui davanti ci sono decine di banchi liberi”.

La strategia della ‘ndrangheta per il maxi processo. Gratteri ha inoltre riaffermato le ragioni dell’urgenza di celebrare il processo. “Non soltanto per sentire i mille testimoni – ha spiegato – ma anche perchè depositeremo le dichiarazioni di un nuovo collaboratore di giustizia, Gaetano Cannatà, che dice che c’è stata una riunione apposita perchè più imputati possibile possano andare a rito ordinario, così da arrivare alla decorrenza della misura cautelare”. In altre parole, la ‘ndrangheta ha iniziato a ragionare su come affrontare il maxi processo: una delle possibilità, a quanto ha dichiarato Gratteri, è quella di far andare il processo per le lunghe così da permettere la scarcerazione degli imputati attualmente dietro le sbarre. Un’eventualità che l’Ufficio di Procura sta facendo di tutto per scongiurare e che ha già visto l’udienza preliminare, per le stesse ragioni, terminare in tempi record.

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