L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 gennaio 2021

Le continue conferme perchè NON vogliono usare la clorochina


PERCHÉ NEI PAESI MALARICI NON C’È IL COVID-19

15 dicembre 2020


Il virus Sars-Cov2 sembra colpire maggiormente i paesi in cui non è presente la malaria, mentre i paesi in cui la malattia si manifesta fanno registrare tassi bassissimi di infezioni da Covid-19. Perché?

Il mistero è presto risolto: tra i farmaci antimalarici c’è la clorochina e i suoi derivati. Molti medici nei paesi colpiti da questa malattia prescrivono la clorochina come profilassi, non solo per i pazienti ma anche per il personale sanitario.

La presenza della malaria si concentra nel Sud-Est asiatico, nell’Africa equatoriale, Brasile settentrionale, Messico meridionale, Guyana Francese e America centrale.

Quasi tutti i farmaci antimalarici in uso (salvo la doxiciclina, un antibiotico) sono anche anti-parassitari, vermifughi, tutti diffusi tra le popolazioni che vivono in zone paludose.

Il dato più evidente per mostrare il fatto che nei paesi malarici si registra un impatto del Covid-19 minore lo troviamo comparando il Sudafrica, paese non malarico, che non usa nemmeno la clorochina e altri paesi Africani in cui la malaria è presente.

Nel primo caso il Sudafrica conta un numero di morti per Covid-19 ogni 1.000.000 di abitanti paragonabile all’Europa, vale a dire dieci volte di più che nei paesi paludosi africani più a Nord. Nessun paese della fascia malarica in Africa ha più di 5 o 6 morti di Covid-19 ogni 100.000 abitanti .

E ancora in Messico, 89 morti ogni 100.000 abitanti, mentre Haiti, 2 morti; Cuba 1.2; Venezuela 3 ogni 100.000 abitanti.

Quello che renderebbe i paesi malarici parzialmente immuni dal Covid-19 sarebbe quindi il fatto che in questi luoghi sono ampiamente utilizzate, anche sotto la forma di medicina tradizionale, l’artemisina(o artemisinina) l’ivermectina e altri anti-malarici riconducibili alla clorochina.

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