L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 gennaio 2021

L'influenza covid è strumento per distruggere uomini, mezzi di produzione, capitali e merci, serve per superare la crisi da SOVRAPPRODUZIONE e governare stabilmente attraverso la paura annichilendo qualsiasi pensiero critico

A uccidere è l’Euro: ci teniamo le centinaia di morti giornaliere, uccidendo al contempo l’economia

12 Gennaio 2021, 09:53
di Thomas Fazi

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (CTS), ha dichiarato che l’Italia non può “permettersi” un altro lockdown, per quanto questo, a sua detta, sarebbe l’unico modo per abbassare realmente il numero di morti giornalieri, che rimane drammaticamente alto.

Insomma, ci teniamo le centinaia di morti giornaliere, uccidendo al contempo l’economia – senza una chiusura forzata il governo evita di dover rimborsare le imprese, nonostante il crollo del fatturato –, perché “non ci sono i soldi”.

E questo nonostante la pandemia abbia reso ormai chiaro che “i soldi”, come si diceva, altro non sono che numeri sui computer delle banche centrali, le quali, ovviamente, possono crearne in quantità illimitata; e abbia smascherato “il mito del deficit”, per cui la capacità di fare deficit di un paese dipenderebbe dai suoi livelli di deficit e/o di debito, quando è ormai altrettanto chiaro che la capacità di fare deficit di un paese dipende unicamente dal sostegno della banca centrale, indipendentemente dai livelli di deficit e/o di debito di un paese (per dubbi a riguardo bussare al Giappone).

Quindi è del tutto infondata, da un punto di vista tecnico, l’idea – avallata evidentemente dal CTS – che l’Italia non possa fare il deficit di cui avrebbe bisogno per proteggere i propri cittadini e la propria economia. Se l’Italia avesse una propria banca centrale – o se la BCE fosse una vera banca centrale – l’Italia potrebbe tranquillamente “permettersi” di fare tutto il deficit di cui avrebbe bisogno.

Ma, come ci ha ricordato il CTS, le cose non stanno così. All’interno del sistema dell’euro, l’Italia può permettersi solo di fare solo il deficit che gli viene permesso di fare dal suo “spacciatore di ultima istanza”, ovverosia la UE. Ed è ormai chiaro che nelle segrete stanze di Francoforte e di Bruxelles si sta lavorando per porre fine quanto prima all’attuale stato di “normalità eccezionale” – in cui la BCE si vede costretta a fare la “vera” banca centrale – per tornare all’austerità di sempre, adducendo come al solito la scusa del debito “eccessivo”. 

«E se qualcuno morirà pazienza», per citare un’uscita particolarmente infelice di un pezzo grosso di Confindustria che chiedeva un’apertura delle attività commerciali a Natale e che ha comprensibilmente scatenato un putiferio.

Putiferio che però non si è scatenato per le parole di Miozzo, benché queste siano ben più gravi, in quanto ci ricordano che i “negazionisti“ più pericolosi sono quelli che continuano a negare la realtà di come funzionano le moderne economie, e che a uccidere è l’euro e l’austerità che ne è il suo corollario naturale.

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