L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 13 gennaio 2021

Negli Stati Uniti ci sono i golpisti sono eroi nel resto del mondo quando mettono a ferro e fuoco le città dei paesi che non si allineano agli ordini statunitensi

11 Gennaio 2021 23:04

Come mai negli Usa sono "golpisti" e in Venezuela o Hong Kong "eroi della democrazia"?

Fabrizio Verde


«Com’è che negli Stati Uniti questa è sedizione, insurrezione, odio e violenza; hanno arrestato più di 100 persone e affermano che potrebbero persino rischiare l'ergastolo. Ma in Venezuela sono proteste della società civile, sono eroi della società civile», così il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela Nicolas Maduro, leader politico che si intende di tentativi di golpe perché ne ha subiti parecchi e sempre con lo zampino di Washington, ha commentato l’evidente doppia morale emersa riguardo agli ormai noti fatti di Capitol Hill. 

Il presidente venezuelano ha inoltre affermato che aggirare la sicurezza del Campidoglio degli Stati Uniti era qualcosa di «impossibile». Pertanto, quando ha visto le immagini degli eventi al Congresso degli Stati Uniti, lo stesso mercoledì 6 gennaio, gli è sembrato qualcosa di inverosimile, come riporta RedRadioVe. 

Nicolas Maduro ha evidenziato che l'irruzione in Campidoglio di seguaci armati del presidente uscente Donald Trump è stata una «realtà tragico-comica in cui regnavano caos, follia e violenza (...) È stata l'esacerbazione della follia statunitense». 

«È apparso Batman, un uomo travestito da bisonte, un uomo travestito da orso, striscioni con Donald Trump vestito da Superman, impressionante. La follia dell'estrema destra, dei suprematisti che odiano il popolo e che odiano la Rivoluzione Bolivariana». 

Poi Maduro ha voluto rimarcare la doppia morale dei media internazionali che hanno descritto questi eventi come «atti di insurrezione, violenza, sedizione e odio; Stanno prendendo un po’ della loro stessa medicina, perché cose del genere sono promosse dagli Stati Uniti contro il Venezuela». E non solo visto che le stesse identiche scene le abbiamo viste anche ad Hong Kong, giusto per citare un esempio recente. Maduro ha continuato la sua denuncia ricordando che «sono quelli che hanno rapinato e assaltato la casa di Evo Morales; in Ucraina hanno preso d'assalto il Congresso e tutti i ministeri, ah però sono eroi della democrazia». 



Basta ricordare lo «spettacolo meraviglioso da vedere» per la democratica Nancy Pelosi quando i teppisti filo-occidentali mettevano a ferro e fuoco Hong Kong. Adesso che lo «spettacolo meraviglioso da vedere» va in scena negli USA diventa golpismo. La doppia morale liberal è lampante.


Scriveva in maniera lungimirante il giornalista cinese Hu Xijin, direttore del quotidiano Global Times: «Il sistema politico statunitense è declinante. Peggio ancora, il processo sta accelerando, mentre gli Stati Uniti non hanno mostrato forza per attuare riforme sostanziali. I rancori popolari restano inascoltati. Dal momento che le loro difficoltà difficilmente possono essere risolte, quelle persone non hanno altra alternativa che ricorrere a modi estremi per sfogare la loro rabbia.

«La nuova pandemia di coronavirus ha portato impatti fondamentali nel paese, gli Stati Uniti sembrano essere diventati sempre più incapaci di calmare l'indignazione dal profondo della società. I politici statunitensi non hanno più bisogno di godere dello “spettacolo meraviglioso” da molto lontano, lo vedranno nelle loro stesse città e si ritroveranno nel bel mezzo dello "spettacolo meraviglioso”».

Blocco sui social per Trump

Parimenti il presidente venezuelano ha descritto la sospensione di Twitter nei confronti dell'account di Trump per istigazione alla violenza come un "doppio standard". Visto che quando questa piattaforma è stata utilizzata per attaccare il Venezuela non vi è stata alcuna reazione di condanna della violenza con gli stessi standard e decisioni.

«Sospendono l'account Twitter di Trump, ma quando in Venezuela ci sono state guarimbas e tentativi di colpo di Stato come il 30 aprile, non hanno sospeso l'account di Guaidó, né di Leopoldo López e i golpisti», ha notato Maduro.

Il presidente venezuelano ha sottolineato che la nazione bolivariana ha sconfitto Trump, che potrebbe anche essere destituito con un impeachment. «Siamo stati con la Costituzione in mano, con le leggi della Repubblica, con la morale repubblicana e qui siamo vincitori dell'odio e del male di Donald Trump».

Infine Maduro ha esternato delle considerazioni su Joe Biden, il presidente eletto democratico che inizierà la sua gestione «nel peggiore scenario di polarizzazione negativa, divisione, odio, confronto, quasi prima da guerra civile. Secondo un sondaggio, quasi 40 milioni di americani sono d'accordo con l'assalto al Campidoglio».

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