L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 9 gennaio 2021

Prendiamoci in giro!

L’America anticipa ciò che potrebbe accedere in Italia

ANGELO SANTORO DEL 7 GENNAIO 2021IL FONDO

In America si stanno consumando anni di rancore e di rabbia contro la classe dirigente che ha speculato sul ceto medio dopo la caduta della Lehman Brothers; un po’ quello che anni dopo è successo in Italia con lo scandalo di Banca Etruria, seguito successivamente dalle banche venete, il Monte Paschi, CARIGE e altre. Una mattanza di risparmiatori, famiglie, commercianti e piccole imprese senza precedenti nella storia recente.
Donald Trump arriva e riscatta l’orgoglio americano piegato e mortificato dai Paesi d’Oriente, la disoccupazione si placa e il riscatto economico è compiuto.
Potrei dire che in mezzo alla rabbia si è inserita la violenza, ma evito di incendiare gli animi di quanti si sentono penalizzati da una democrazia ingiusta in tutto il mondo; fateci caso, le persone che insorgono e gridano ‘fermate i rivoluzionari’ sono i garantiti, non c’è il ceto medio che urla scalmanato allo scandalo, ma quegli odiosi radical chic, primi della classe, veri promotori della protesta americana. Una protesta americana che, come è spesso successo, presto potrebbe arrivare anche in Italia, anche se per ragioni diverse.
Il mondo ha sempre avuto necessità di un capro espiatorio per giustificare ogni nefandezza, in questo caso si voleva la testa di Donald Trump sin dal giorno della suo insediamento alla Casa Bianca. Poi, i successi economici hanno raffreddato le bollenti pulsioni di impeachment ciclostilate sulla testa del Presidente americano che, diciamo la verità, ci ha politicamente giocato per preparare il suo secondo mandato presidenziale; una campagna elettorale, però, che ha trovato sulla strada il Coronavirus e soprattutto l’incapacità dello stesso Presidente, non solo di contrastarlo, ma di deriderne il pericolo con battute da “bullo”.
Ma ormai il povero Biden aveva già vinto quelle primarie DEM che, in quel momento, lo immolavano come perdente nello scontro elettorale contro un Presidente in carica che stava cercando di modellare una democrazia tutta sua.
D’altronde che le democrazie d’Occidente siano in difficoltà non è un segreto, così come non è un segreto che gli osservatori più acuti guardano con interesse, o stanno studiando, quelle di Erdogan o di Putin.
Ora, come successe dopo il drammatico episodio delle Torri Gemelle, utilizzato per frenare la libertà di movimento nel mondo in nome della sicurezza, per gli stessi motivi, quello che è successo nel Campidoglio di Washington , tempio sacro e simbolo della democrazia mondiale, sarà utilizzato perché le classi dirigenti del pianeta un po’ oligarchiche, si chiudano con i loro servi nei Palazzi, e dai palazzi imporranno regole ancora più restrittive per vivere in Occidente, magari guardando sul serio a Putin e a Erdogan. Grillo e Di Maio li escluderei, anche se volevano aprire il Parlamento italiano come una scatoletta di tonno…ma non si può mai dire!

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