L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 gennaio 2021

Regalare miliardi per far accettare il Monte dei Paschi di Siena. Mentre al'Italia serve una banca pubblica

Preoccupazioni per la prevista fusione bancaria in Italia – Südtirol News


I rappresentanti avvertono di conflitti di interesse e costi elevati del tesoro pubblico


Il movimento Cinque Stelle, il partito al governo più potente in Italia, sta resistendo ai piani per fondere la banca nazionalizzata del Monte dei Paschi di Siena con UniCredit, società madre della Banca d’Austria. I rappresentanti a cinque stelle della Commissione Finanze della Camera dei Rappresentanti hanno chiamato in un comunicato stampa che il dibattito sulla possibile fusione delle due banche dovrebbe svolgersi pubblicamente in Parlamento a Roma.

I parlamentari a cinque stelle hanno avvertito del rischio di conflitti di interesse. Il consiglio di amministrazione di UniCredit designato è l’ex ministro dell’Economia Pier Paolo Padoan, che ha nazionalizzato MPS nel 2017. I delegati a cinque stelle hanno anche avvertito degli alti costi per la fusione delle due banche in casse pubbliche. Il governo non dovrebbe considerare UniCredit l’unico candidato per un’acquisizione di MPS. Bisogna anche fare attenzione alle altre parti interessate.

Il quotidiano rumeno Il Messaggero ha riferito venerdì che lo stato italiano ha voluto aiutare UniCredit con miliardi di somme per acquisire l’MPS. La società di soccorso statale Amco può ottenere più di 22,7 miliardi di euro di prestiti a rischio da UniCredit, quindi l’integrazione di Monte Paschi è più facile. Finora sono circolate informazioni privilegiate sulla disponibilità del Paese a ricevere oltre 14 miliardi di euro di prestiti a rischio di UniCredit. Oltre a contrarre sofferenze, il Paese vuole ridurre i rischi legali per circa 10 miliardi di euro.

I media italiani hanno riferito questa settimana che anche i massimi azionisti italiani stanno resistendo a una fusione con MBS. Secondo i media, i fondatori di Cariverona e CRT nel nord Italia, nonché Delfin, la società finanziaria del grande imprenditore Leonardo Del Vecchio, titolare di Essilux, produttore di occhiali italo-francese, si oppongono al progetto di fusione.

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