L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 gennaio 2021

Siria invasa e difesa da truppe straniere

Più di 20mila i militari e miliziani stranieri in Siria

8 gennaio 2021 


Più di 20mila tra militari e combattenti di eserciti regolari di cinque Paesi e di milizie provenienti da almeno tre altri Paesi sono le forze militari straniere che si trovano in Siria, paese in guerra da dieci anni. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato oggi, con numerose carte geografiche, dal centro di studi strategici siriano Jusoor (“Ponti”), dedicato alla presenza di forze straniere sul suolo siriano.


Dall’ultima relazione di Jusoor emerge una lista aggiornata delle basi militari e postazioni armate, sparse in tutto il territorio siriano, degli eserciti russo, turco, statunitense, iraniano, e quelli delle milizie scite filo-iraniane provenienti dal Libano (Hezbollah), Iraq, Afghanistan. Nel dettaglio, nella Siria ancora segnata dal conflitto intestino e regionale, si contano 479 basi e postazioni militari straniere.

Di queste, 131 appartengono alle forze armate iraniane e alle milizie filo-Teheran alleate di Damasco e presenti nel nord, nel centro, nel sud e nell’est mentre 116 installazioni sono degli Hezbollah libanesi sostenuti dall’Iran e concentrati attorno al confine col Libano, nel nord e nella zona a ridosso delle alture contese del Golan vicino a Israele.

La Turchia ha 114 postazioni e basi militari in Siria, per lo più nel nord-ovest e nel nord-est dove ha influenza su territori controllati da milizie siriane, cooptate da Ankara e in funzione anti-curda.

La Russia, che conta la presenza militare più strutturata in base all’alleanza con Damasco, conta 83 basi e postazioni nella parte costiera, centrale, meridionale, orientale e settentrionale del paese.

Gli Stati Uniti sono presenti nel nord-est e nell’est, e in piccola parte nel centro-sud, nelle regioni confinanti con l’Iraq.

(con fonte Ansa)

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