L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 gennaio 2021

Sputnik V il vaccino tradizionale NON con modificazioni genetiche continua a fare proseliti

Sputnik V non è più soltanto il vaccino dei non allineati. Accordi con Bolivia e Serbia, trattativa con Berlino

Christian Meier
-10/01/2021

A witchdoctor participates in a Movement to Socialism (MAS) party campaign rally of presidential candidate Luis Arce (not pictured) for the general elections scheduled for October 18, in El Alto, on the outskirts of La Paz, Bolivia September 9, 2020. REUTERS/David Mercado - RC2EVI9KY90C

“La registrazione dello Sputnik V in Bolivia aiuterà a salvare molte vite e a prevenire la diffusione del coronovirus”, afferma il Ceo di RDIF Kirill Dmitriev, che osserva: “apprezziamo la partnership con le autorità di Sucre, ci auguriamo che ulteriori paesi in America Latina registrino Sputnik V attraverso la procedura per l’utilizzo di emergenza”.
Proseguono dunque le trattative tra il fondo sovrano russo e la Bolivia, dove Il 30 dicembre 2020 Rdif e il centro di approvvigionamento sanitario (Central de Abastecimiento y Suministros de Salud, CEASS) hanno annunciato l’accordo per fornire al paese 5,2 milioni di dosi di Sputnik V, sufficienti per vaccinare 2,6 milioni di persone. Si appronde inoltre che le forniture alla Bolivia saranno facilitate da partnership internazionali grazie alla cooperazione con Cina e Corea del Sud, l ‘accordo consentirà a oltre il 20 per cento della popolazione boliviana di accedere al vaccino.

Intanto è di poche ore la notizia che anche la Serbia (paese che attende di entrare nella UE ed è attualmente sotto esame) si avvarrà dell’antidoto anticovid brevettato dal Gamaleya Institute.
L’accordo tra Rdif e governo serbo consentirà la vaccinazione di 1 milione di persone. Le forniture aiuteranno la Serbia a garantire un portafoglio diversificato di vaccini.
“La Serbia è un partner di lunga data della Russia e sosteniamo la decisione del governo del paese di utilizzare lo Sputnik V come strumento efficiente nella lotta contro il coronavirus”, ha commentato Kirill Dmitriev.

Nella geopolica dei vaccini emerge quanto Sputnik V continui ad acquisire proseliti. Non solo diplomazie non allineate si rivolgono a Mosca, ma anche potenze economiche occidentali come la Germania, riconoscono i meriti scientifici maturati negli ultimi mesi dagli istituti di ricerca russi.
Come riporta Ria Novosti, ad agosto Berlino esprimeva dei dubbi sull’efficacia, ma oggi, probabilmente spinta dalle logiche della necessità, avanza la prospettiva del rafforzamento di un dialogo scientifico tra le due comunità, in nome di un pragmatico spirito di ‘realpolitik’, che potrebbe spingere ad una produzione comune di un vaccino congiunto ‘made in Euroasia’.
Nelle prossime settimane si attendono ulteriori segnali in tal senso. La lotta alla pandemia rafforza la cooperazione internazionale ed il multilateralismo, determinando un nuovo ordine internazionale, dal quale scaturiranno inediti rapporti di forza tra Oriente ed Occidente.

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