L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 febbraio 2021

6 - Lotta di classe - Gramsci e il partito


Antonio Gramsci. Scritti sul partito


a cura di Ruggero Giacomini


( (MarxVentuno Edizioni, ISBN 978-88-944721-3-4, pp. 296, € 18,00)

Il libro può essere acquistato on line dal sito https://www.marx21books.com

Oppure dal sito della distribuzione DIEST: https://www.diestlibri.com

Per acquistarne più copie a prezzo scontato scrivere a: edizioni.marx21@gmail.com


Per il centenario della nascita del Partito Comunista d’Italia è appena uscito per le edizioni

MarxVentuno il libro Antonio Gramsci. Scritti sul partito, a cura di Ruggero Giacomini).

Il libro intende dare un contributo alla conoscenza di un aspetto fondamentale dell’opera del

dirigente comunista generalmente poco considerato: la sua elaborazione sul partito comunista,

condizione essenziale della lotta per il socialismo. Il partito comunista è concepito da Gramsci

quale organismo vivente che sviluppa attraverso l’esperienza il suo processo di apprendimento. La

lotta per il socialismo percorre come un filo rosso tutta la battaglia culturale e politica del

rivoluzionario sardo.

Il volume, introdotto da un’utile e ampia introduzione del curatore, riporta, preceduti da una nota

esplicativa essenziale per inquadrarli nel contesto storico-politico, i più significativi testi di Gramsci

dalla fondazione del partito nel 1921 al suo arresto, scritti che, dopo il 1966 (Socialismo e fascismo.

L’Ordine Nuovo. 1921-1922, Einaudi) e il 1971 (La costruzione del Partito comunista 1923-1926,

Einaudi, Torin) non sono più stati pubblicati organicamente, quando, dopo lo scioglimento del PCI

nel , piano dell’edizione critica Einaudi degli scritti precarcerari di Gramsci è stato interrotto e non

hanno più visto la luce gli attesi tre volumi del periodo 1921-1926.

Una sezione di questo libro è dedicata a un’antologia di testi sul partito tratti dai Quaderni del

carcere.

Il volume è stato pensato per fornire, in particolare ai giovani compagni, testi fondamentali per lo

studio della concezione del partito comunista che Gramsci, militante e dirigente politico a tempo

pieno, elaborava nel fuoco della lotta, a stretto contatto con l’Internazionale comunista. Note bio-

bibliografiche e cronologia essenziale completano un libro che non dovrebbe mancare nello scaffale

di ogni comunista.

Oltre a documentare l’azione e la riflessione sviluppate nel tempo, questi testi delineano nel loro

svolgersi i capisaldi di una teoria dell’organizzazione, caratterizzata dall’innesto creativo del

marxismo e del leninismo nella realtà di un paese capitalistico occidentale con le sue specificità.

Essi sono una bussola essenziale anche per chi oggi voglia contribuire al compito, tanto necessario

quanto complesso e difficile, della ricostruzione comunista.


Ruggero Giacomini è storico, comunista, studioso di Gramsci da lungo tempo. Curatore con

Domenico Losurdo e Michele Martelli del volume Gramsci e l’Italia (1994), ha smontato la

fantasiosa costruzione scandalistica di Franco lo Piparo sul “quaderno mancante” (cf. “Storia e

problemi contemporanei”, n. 62/2013 e InchiestasuGramsci_Il_quaderno_ritrovato.pdf). In Gramsci

e il giudice (2017), ha ricostruito l’azione provocatoria del giudice istruttore del tribunale speciale,

da cui i sospetti infondati di Gramsci sulla lettera di Grieco del 1928 e, a seguire, tanta letteratura

congetturale sui “tradimenti” di Togliatti e del partito comunista.


https://www.sinistrainrete.info/pdf/PRESENTAZIONE_libro_Gramsci.pdf

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