L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 6 febbraio 2021

Arriva lo stregone maledetto e il cerchio sembra chiudersi dopo Euroimbecilandia, i giornaloni e giornalisti, la Banca d'Italia, la Corte dei Conti le nostre case sono prese d'assedio dalle tasse. Le case acquistate con soldi già tassati, i risparmi, verranno ri-e-ritassate

La differenza tra patrimoniale e prelievo forzoso

5 Febbraio 2021 - 23:45

Con l’arrivo del Governo Draghi, che dovrà occuparsi dell’alto debito pubblico italiano, si è tornato a parlare di patrimoniale. Cosa distingue imposta patrimoniale e prelievo forzoso.


Qual è la differenza fra patrimoniale e prelievo forzoso? Sono ancora in corso le consultazioni per la formazione del Governo Draghi, e già si discute delle misure che l’ex numero uno della BCE vorrà attivare per risolvere una crisi che, oltre che sanitaria, è anche sociale ed economica (all’ombra di un debito pubblico sempre più alto).

Ad ogni crisi, patrimoniale e prelievo forzoso sono termini che riecheggiano nelle aule del potere e nelle case degli italiani. Ma si tratta di due misure diverse l’una dall’altra, e in questo articolo vedremo in cosa consistono e perché è importante distinguerle.

Cosa è l’imposta patrimoniale

La patrimoniale, come indica lo stesso termine, è un’imposta che viene calcolata sulla base della ricchezza. In realtà, ha dichiarato qualche anno fa la Cgia di Mestre, sono già una quindicina le imposte patrimoniali in Italia, il cui gettito complessivo è di circa 45 miliardi di euro: fra di esse ci sono diritti catastali, Imu, tassa di successione, imposte sulle transazioni finanziarie e sul patrimonio netto delle imprese.

L’imposta patrimoniale colpisce il patrimonio (non il reddito), che consiste in beni mobili (conto corrente, obbligazioni, azioni, titoli di stato, ETF, ETC, certificates, etc) e beni immobili (case, negozi, magazzini), che siano di persone fisiche o giuridiche.
Perché aumentano le probabilità di una patrimoniale

In tempi di lotta alla pandemia, con il Governo che è stato costretto ad aumentare a dismisura la spesa pubblica, si torna a parlare di un’imposta sul patrimonio, un contributo di solidarietà dai più ricchi verso i più poveri.

Chi è contrario afferma che la ricchezza è già soggetta a tasse e imposte, di conseguenza la patrimoniale sarebbe un secondo prelievo fiscale che potrebbe far scappare gli imprenditori all’estero. Chi è a favore parla di uno strumento di giustizia sociale e ricorda che in tempi di crisi la forbice fra redditi alti e bassi si allarga, com’è effettivamente successo in Italia già prima della pandemia.

Qualche tempo fa, è stato presentato un emendamento alla Manovra firmato da Nicola Fratoianni (SI-LeU) e Matteo Orfini (PD) che prevedeva la sostituzione dell’Imu e dell’imposta di bollo sui conti correnti e di deposito titoli con un’imposta variabile sui grandi patrimoni (si andava da uno 0,2% da 500mila euro al 2% su oltre i 50 milioni di euro, più il 3% solo per il 2021 per i paperoni).

L’emendamento è stato bocciato anche per l’avversione dello stesso Partito Democratico, ma si ritiene che un governo più forte potrebbe far passare, eventualmente, la misura. Mario Draghi, comunque, non sembra orientato in tal senso.

Differenza fra patrimoniale e prelievo forzoso

Il prelievo forzoso è, sostanzialmente, un tipo particolare di imposta patrimoniale. Si tratta di un prelievo immediato dai conti correnti dei cittadini, e il suo scopo - a differenza della patrimoniale - non è direttamente quello redistributivo, quanto il reperimento istantaneo di risorse economiche per far fronte a un’emergenza.

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