L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 5 febbraio 2021

Con l'aiuto dei missili degli ebrei sionisti i mercenari tagliagola terroristi rialzano la testa

Siria, Isis rialza la testa a Deir Ezzor e nell’Est attaccando il SAA
5 Febbraio 2021 


Isis rialza la testa a Deir Ezzor e nell’Est attaccando il SAA: raids IS a Al-Taym e Hama. Gli scontri sono terminati solo grazie all’intervento della Russia

Isis ha ripreso la campagna di attacchi contro l’esercito siriano (SAA) a Badia. In particolare, i jihadisti hanno preso di mira postazioni del SAA a sud di Deir Ezzor, vicino agli impianti petroliferi di Al-Taym. I miliziani dello Stato Islamico hanno cercato di assumere il controllo dell’infrastruttura. L’offensiva è stata sventata, ma solo dopo ore di scontri e grazie all’intervento della componente aerea russa. Il giorno precedente, invece, erano state attaccate postazioni dei soldati a est di Hama. Anche in quel caso, la situazione si è risolta grazie ai caccia di Mosca, che hanno disperso gli aggressori. Le truppe di Damasco, infatti, non riescono da sole di contrastare il nemico. L’offensiva nel deserto non sta portando ai risultati sperati, nonostante sia in piedi ormai da diverse settimane. Inoltre, la Federazione ha recentemente inviato un contingente sul terreno, ma questo si occupa prevalentemente di proteggere gli alleati.
Intanto, le SDF intensificano la lotta al contrabbando pro-Stato Islamico via Eufrate e si proteggono contro i tentativi di infiltrazione delle milizie pro-Iran

Più a est a Deir Ezzor, le SDF hanno intensificato le operazioni per smantellare le cellule di contrabbandieri che sostengono Isis e per fermare i gruppi di killer IS. Nelle scorse ore è stato imposto il coprifuoco alle motociclette a Shahil e a Jadidat Bakara. Inoltre, sono stati schierati numerosi elementi delle forze curde lungo l’Eufrate. Questi controllano i traghetti che attraversano il fiume e pattugliano l’area capillarmente. Obiettivo: fermare il flusso di armi, equipaggiamenti e uomini, destinati ai gruppi dello Stato Islamico nella regione siriana. Parallelamente, sono state anche scavate trincee ed erette barriere a Salehiyah, vicino alle postazioni della prima linea delle milizie pro-Iran, alleate di Damasco. Le SDF vogliono scoraggiare possibili tentativi di infiltrazione o spionaggio da parte di attori ostili.

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