L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 26 febbraio 2021

Con una disoccupazione al 10% che spinge la DOMANDA verso l'in giù come si può avere paura dell'inflazione a fronte di un'OFFERTA sempre eccessiva?

Brainard (Fed): disoccupazione reale al 10%

L'accento sulla ripresa, definita non uniforme e "a forma di K". La disoccupazione reale resta elevata rispetto ai dati presentati e pesa il calo della partecipazione delle donne al mercato del lavoro. La politica monetaria resta accomodante, ma l'economia reale è lontana dai target

di Marco Vignali24/02/2021 17:40


Powell-day, parte seconda. Il giorno dopo le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve, il numero uno dell’istituto è stato nuovamente chiamato a commentare quanto già espresso ieri, ribadendo di fatto i medesimi concetti. In particolar modo, il leader della Fed ha sottolineato che, sebbene l’inflazione sia salita e potrà muoversi a sprazzi nel breve termine, per raggiungere il target di inflazione potrebbero volerci tre anni.

A far eco alle dichiarazioni di ieri ci ha pensato poi Lael Brainard, governatrice dell'istituto, che ha sottolineato: “L'economia degli Stati Uniti rimane lontano dagli obiettivi della Federal Reserve per l'occupazione e l'inflazione e la politica monetaria continuerà a fornire sostegno fino a ulteriori progressi saranno fatti, poiché ci vorrà del tempo per raggiungere ulteriori progressi sostanziali".

Brainard ha poi fatto notare che la ripresa si sta articolando in modo non uniforme e a seconda dei diversi gruppi di lavoratori, settori e parti del Paese, e che questo porterà ad una ripresa "a forma di K", ribadendo inoltre i concetti già espressi da Powell in tema di inflazione, stimoli e politica monetaria. Quest’ultima, in particolar modo, “continuerà a supportare la crescita”, anche se prima di aggiungere ulteriori manovre bisognerà attendere nuovi input significativi. 

"Se prendiamo in considerazione gli oltre 4 milioni di lavoratori che hanno lasciato la forza lavoro dall'inizio della pandemia, così come l'errata classificazione, il tasso di disoccupazione e' attualmente vicino al 10%, molto più alto del 6,3% fotografato dalle statistiche" degli ultimi dati sull'occupazione, ha detto Brainard. Un fattore chiave in ciò che sta accadendo nel mercato del lavoro è che "i lavoratori usciti dalla forza lavoro a causa della pandemia di coronavirus", ha evidenziato la funzionaria della Fed. "Un calo della partecipazione delle donne in età primaria è un importante contributo al declino della partecipazione complessiva", ha sottolineato Brainard, aggiungendo che "se non si invertirà presto, il declino del tasso di partecipazione delle donne in età primaria potrebbe avere un termine più lungo implicazioni per i redditi delle famiglie e la crescita potenziale".

Brainard ha affermato che "l'economia rimane lontana dai nostri obiettivi in termini di occupazione e inflazione e ci vorrà del tempo per ottenere ulteriori progressi sostanziali", aggiungendo di attendere "con ansia il momento in cui vi sarà una ripresa ampia e inclusiva e quando le vaccinazioni saranno diffuse, sperando che questo serva al settore dei servizi per ritornare definitivamente in vita".

L'esperta ha poi sottolineato che gli aiuti del governo sono molto importanti per l'economia e ha aggiunto che "la politica monetaria continuerà a fornire sostegno mantenendo bassi i costi di finanziamento per famiglie e imprese". Inoltre, proprio Brainard ha richiamato ancora una volta l’attenzione sul pacchetto di stimoli fiscali di cui si discute ormai da mesi, definendolo come fondamentale e vitale per la buona ripresa dell’economia statunitense.

“Il rimbalzo evidenziato nei dati di gennaio sulla spesa al consumo è incoraggiante e suggerisce che la domanda interna si sta riprendendo con vigore, dopo i dati più deboli alla fine dello scorso anno, quando l'impatto delle misure di stimolo stava diminuendo per la diffusione più aggressiva del virus, scoraggiando la spesa”, ha evidenziato Gero Jung, chief economist di Mirabaud Asset Management. “Con le vendite al dettaglio in crescita di oltre il 5% il mese scorso, l'importanza degli assegni di stimolo è fondamentale, dato che i 600 dollari del Response and Relief Act sono stati erogati all'inizio di gennaio”, ha proseguito l’analista, “ed è importante notare come le vendite di prodotti di consumo discrezionali sono state più positive dei consumi di base”. 

Per quanto riguarda l'inflazione, uno dei principali risultati emerso dai dati economici di questa settimana è l'aumento delle pressioni sui prezzi, come dimostrato dall'incremento dei prezzi dei fattori produttivi segnalato dalle indagini pmi. Questo aspetto, secondo Jung, suggerisce che i prossimi dati evidenzieranno probabilmente un aumento dell'inflazione, mentre la Fed manterrà una politica accomodante, confermata peraltro anche dagli ultimi verbali del Fomc. (riproduzione riservata)

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