L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 22 febbraio 2021

Destra/sinistra le due facce della medesima medaglia si sono saldamente unite a Roma mentre in Calabria lottano contro Tansi/De Magistris, Il Sistema mafioso massonico politico istituzionalizzato si arrocca per mantenere lo status quo

OPINIONI | Regionali, il Pd è un circo Barnum che punta alla conservazione dello status quo
20 Febbraio 2021


di Francesco Di Lieto*

Ma il PD è davvero un partito di “sinistra”? Certo, bisognerebbe prima mettersi d’accordo sulla definizione di “sinistra” e già questo la dice lunga sulla confusione in cui viviamo, ma cosa dire di un partito che esultava per aver scalato una banca (Monte Paschi); che, ancor oggi, rivendica il merito di aver sancito la libertà di licenziare (Jobs Act), creando una generazione di precari (rectius, schiavi) a vita; che si è dato un bel po’ da fare per affossare le speranze dei risparmiatori truffati dalla finanza “creativa” (Bail in, che, guarda caso, ha esordito lasciando con le pezze al sedere tanti calabresi clienti della BPPC); che ha consegnato un bene essenziale, come l’acqua, ad una multinazionale, con la scusa che il privato avrebbe apportato ingenti risorse economiche… salvo poi arrivare al paradosso di erogare un corposo prestito a quello stesso privato e scaricare sulle tasche di tutti noi i costi di un carrozzone imbarazzante. Carrozzone che continua, nel silenzio generale, a pretendere il pagamento di tariffe illegittime.

Potrei continuare ma, avendo votato per anni a “sinistra”, sono già profondamente disgustato.
Ma al peggio non c’è mai fine. Infatti in questi mesi hanno messo in piedi una sorta di Circo Barnum che ha come unico obiettivo la conservazione dello status quo. Tomasi di Lampedusa in confronto impallidirebbe.

E così, senza accorgersi che a Roma è entusiasticamente alleato con la “destra” dei Berlusconi, Salvini,
Draghi, il PD calabrese sta conducendo una crociata, non certo contro i fior di delinquenti che affollano la vita politica calabrese, ma contro Carlo Tansi e Luigi De Magistris.
Sarà forse la paura di perdere quella via di mezzo tra una mangiatoia ed un ufficio di collocamento che ha sede a Germaneto?

*vicepresidente nazionale del Codacons

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