L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 28 febbraio 2021

Distruggere il tessuto economico delle piccole medie aziende questo è il programma della gestione dell'influenza covid in Italia, difficile che lo stregone maledetto inverta la tendenza

Ecco come la Germania s’ingozza di aiuti alle imprese col via libera di Bruxelles

28 febbraio 2021


Mentre Gualtieri si trastullava con i decreti ristori, la Germania (e non solo) è subito partita con la nuova tipologia di aiuti. L’approfondimento di Giuseppe Liturri

Blitzkrieg (guerra lampo) è una parola tedesca passata alla storia per gli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Essa descrive una tattica militare in cui potenza e rapidità dei mezzi utilizzati per raggiungere l’obiettivo si combinano alla perfezione.

Oggi sono questi i tratti distintivi che stanno consentendo alla Germania una poderosa e tempestiva risposta ai danni causati all’economia dalle misure di contenimento decise per mitigare l’epidemia da Covid.

L’azione dei tedeschi su questo fronte è stata fulminea. E gli aiuti approvati pochi due giorni fa ne sono la dimostrazione.

Il 13 ottobre la Commissione ha approvato la quarta modifica al Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato, autorizzando gli Stati membri a concedere contributi a fondo perduto alle imprese parametrati ai costi fissi non coperti da ricavi?

Il 17 novembre è partita una notifica da Berlino per sussidi pari a ben 30 miliardi ed il 20 novembre la Commissione ha autorizzato. il 28 gennaio la Commissione ha approvato la quinta modifica al Quadro Temporaneo?

Il 2 febbraio, alla velocità della luce, la Germania ha notificato l’estensione di tutti quei benefici agli aiuti già in essere (estensione fino al 31/12/2021, aumento del tetto da €800.000 a €1.600.000, indennizzo dei costi fissi fino a €10 milioni per impresa, possibilità di conversione dei prestiti in sussidi).

Il 12 febbraio la Commissione ha autorizzato l’intero pacchetto, pubblicandolo il 23.

Nell’intervallo, per non annoiarsi, l’8 gennaio i tedeschi hanno notificato un’altra norma che dispone sussidi per ulteriori 12 miliardi, che si aggiungono ai 30 di novembre, proprio per indennizzare le imprese costrette alla chiusura tra novembre e dicembre.

Il 21 gennaio la DG Competition, guidata dalla danese Margrethe Vestager, ha autorizzato il tutto senza battere ciglio. Con l’aggiunta che quest’ultima misura è stata concessa utilizzando la causale dell’evento eccezionale e quindi non soggetta ai limiti del Quadro Temporaneo.

Le imprese tedesche costrette alla chiusura potranno ricevere il 75% del fatturato conseguito nell’ultimo bimestre 2019 o l’intera perdita di profitto riscontrata nel 2020 rispetto al 2019.

Mi chiudi? Mi paghi. Ora, non tra 6 mesi.

Ricordate la “potenza di fuoco” annunciata da Giuseppe Conte ad inizio aprile 2020? Bene, in Germania l’hanno vista per davvero.

In Italia cosa è accaduto e, soprattutto, cosa accadrà? La nostra reazione è stata simile allo scatto di un bradipo.

Il 18 dicembre una legge ha disposto uno sgravio contributivo per miseri 64 milioni? L’abbiamo notificato il 13 febbraio e ricevuto l’approvazione il 23. Lo sgravio contributivo per le imprese del Sud disposto dalla legge di bilancio è stato notificato il 13 ed autorizzato il 18 febbraio. Tempi biblici.

Entro la fine di questa settimana vedrà probabilmente la luce un decreto legge che dovrebbe utilizzare i 32 miliardi di indebitamento netto autorizzati dal Parlamento a metà gennaio e rimasti in attesa, a causa della crisi di governo, di una norma che ne disponesse l’utilizzo. E già pare che la coperta cominci ad essere corta.

Se si volesse coprire in sicurezza la cassa integrazione e corrispondere indennizzi non simbolici – la parola “ristori” preferiamo consegnarla al passato perché qui si tratta di un compenso per un danno subìto e per il sacrificio di un diritto – il fabbisogno potrebbe essere più alto.

Ora spetterà al ministro Daniele Franco spendere al meglio una somma che porterà il deficit/PIL previsto per il 2021 intorno al 9%, dal 7% previsto con l’ultima legge di bilancio. Pare che tra Palazzo Chigi e via XX settembre sia in corso un febbrile lavoro dei tecnici per disegnare su misura l’abito degli aiuti per le imprese che hanno subito il secondo arresto di attività in pochi mesi a partire da fine ottobre.

Quando il dossier era nelle mani del precedente ministro Roberto Gualtieri, le veline fatte filtrare dal Mef parlavano di difficoltà di calcolo a cui si fa fatica a credere.

Infatti dobbiamo ricordare che siamo l’unica grande economia della UE ad utilizzare la fattura elettronica.

Al Mef conoscono in tempo reale chi, cosa e quanto fattura. Quello che viene presentato come un parto difficilissimo dai tecnici del Tesoro, è un aiuto autorizzato dalla Commissione già da ottobre e consente ai rispettivi governi nazionali l’erogazione, sempre previa autorizzazione della Vestager, di sussidi variabili dal 75% al 90% dei costi fissi non coperti da ricavi (sostanzialmente della perdita di conto economico) per le imprese che hanno subito un calo di fatturato superiore al 30% in un periodo a scelta tra il 1 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2021.

Mentre Gualtieri si trastullava con insignificanti decreti “ristori”, Olanda, Germania, Polonia, Slovenia, Austria, Danimarca, Svezia sono subito partiti con la nuova tipologia di aiuti ammessi dalla Commissione o potenziando altre tipologie di aiuti già autorizzate.

I tecnici del Tesoro possono prendere come riferimento la Decisione SA.59289 della Commissione adottata per la Germania il 20 novembre scorso. I sussidi vengono erogati alle imprese in base ad un bilancio infrannuale provvisorio asseverato da un commercialista e poi a consuntivo c’è un eventuale conguaglio.

Il primo vero cambio di passo del governo del Presidente Mario Draghi sarà misurato dalla incisività e rapidità di queste misure. Il Paese non può più attendere.

(articolo pubblicato sul quotidiano La Verità)

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