L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 6 febbraio 2021

Giustizia malata&massonica - come da tradizione la 'ndrangheta aggiusta i processi con complicità palese od occulta di certa magistratura

‘Ndrangheta: motivazioni in ritardo, revocata misura a boss del Vibonese
Di redazione 
6 Febbraio 2021

La Corte di Appello di Catanzaro, in accoglimento di un’istanza proposta dagli avvocati della difesa, ha revocato il divieto di dimora in Calabria nei confronti del 64enne


Nell’estate dello scorso anno era stato scarcerato per scadenza dei termini di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione “Costa Pulita”; adesso gli è stata revocata anche la misura del divieto di far rientro in Calabria. Antonino Accorinti, ritenuto il boss di Briatico, è quindi un uomo libero. La vicenda trae spunto dal ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza dell’abbreviato del procedimento penale “Costa Pulita” avvenuto dopo oltre un anno.

La Corte di Appello di Catanzaro, in accoglimento di un’istanza proposta dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Salvatore Staiano, ha revocato il divieto di dimora in Calabria nei confronti del 64enne, arrestato nell’aprile del 2016 perché accusato di essere il promotore dell’associazione mafiosa operante nel paese costiero del Vibonese. In primo grado, con l’abbreviato, il Gup di Catanzaro lo aveva condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione per associazione mafiosa, estorsione ed altro, ma il ritardo nel deposito della motivazione della sentenza aveva portato alla scarcerazione, nell’estate scorsa, di Accorinti. Il giudice aveva applicato il divieto di dimora in Calabria, ritenendo sussistenti profili di pericolosità sociale. In appello, i suoi difensori hanno sostenuto l’insussistenza delle esigenze cautelari in ragione della risalenza temporale dai fatti e dall’applicazione della misura.

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