L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 18 febbraio 2021

Gli Stati Uniti non vogliono trattare ma umiliare. La risposta dell'Iran è esemplare, con dignità e onore

IRAN. AL VIA L’ESERCITAZIONE NAVALE CONGIUNTA CON LA RUSSIA NELL’OCEANO INDIANO

17 Febbraio 2021


di Alberto Galvi –

Iran e Russia hanno intrapreso un’esercitazione navale congiunta nella parte settentrionale dell’Oceano Indiano per rafforzare la sicurezza del commercio marittimo internazionale, contrastare la pirateria marittima, il terrorismo e scambiare informazioni d’intelligence.
L’esercitazione denominata Maritime Security Belt copre un’area di circa 17mila chilometri quadrati e includerà unità della Marina iraniana, della IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps) e della Marina russa.
Questa è la seconda esercitazione navale congiunta russo-iraniana dal dicembre 2019, quando i due Paesi più la Cina hanno tenuto un’esercitazione nell’Oceano Indiano e nel Golfo di Oman.
In mezzo alle tensioni regionali con gli Usa Teheran ha cercato di intensificare la cooperazione militare con Pechino e Mosca, aumentando anche le visite in Iran di rappresentanti navali russi e cinesi.
Inoltre l’Iran ha implementato negli ultimi mesi le esercitazioni militari, facendo pressione sul presidente degli Usa Joe Biden sull’accordo nucleare JCPOA (Joint Comprehensive Plan of Action). L’Iran e la Cina hanno partecipato alle esercitazioni militari tenutesi in Russia nel settembre 2020.
Teheran sta cercando di fare pressione su Washington per riavviare l’accordo nucleare del 2015 tra l’Iran e i Paesi del “5+1”, che sono i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza (Russia, Cina, Usa, Francia e Regno Unito) + la Germania – Ue.
La scorsa settimana l’IRGC ha condotto un’esercitazione delle forze di terra nel sud-ovest dell’Iran, vicino al confine iracheno.
Trump ha ritirato gli Usa dal patto nucleare nel 2018 e ha reimpostato sanzioni schiaccianti contro l’Iran. In base all’accordo Teheran aveva accettato di limitare il suo arricchimento di uranio in cambio della revoca delle sanzioni economiche.
Quando l’amministrazione Trump ha successivamente imposto severe sanzioni a Teheran, l’Iran In risposta alle crescenti tensioni con gli Usa e suoi alleati, ha gradualmente abbandonato i limiti dell’accordo sul suo sviluppo nucleare.
L’amministrazione Biden ha espresso la volontà di tornare a rispettare l’accordo se l’Iran lo farà, e poi lavorare a un accordo con alleati e partner statunitensi su questioni come il programma missilistico iraniano e il suo sostegno alle forze regionali.
I funzionari iraniani insistono sul fatto che gli Usa dovrebbero fare la prima mossa tornando all’accordo che alleggeriva le sanzioni internazionali in cambio di un contenimento al controverso programma nucleare di Teheran. Invece sono fuori dal tavolo delle trattative il programma missilistico del Paese e le politiche regionali.

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