L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 11 febbraio 2021

Guerra illimitata - L'Iran segue gli insegnamenti della Cina e si blinda imparando da Mosca per avere un INTERNET SOVRANO

IRAN. Teheran copia Mosca: vuole il suo Internet Sovrano
10 Febbraio, 2021


La Russia e l’Iran hanno siglato un accordo a gennaio sulla sicurezza delle informazioni, un termine che nella dottrina strategica russa comprende non solo il cyber, ma la tecnologia dell’informazione e della comunicazione più in generale. Secondo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, l’accordo permetterà alla Russia e all’Iran «di coordinare le loro attività data la crescente importanza delle questioni informatiche e il loro crescente impatto sia sulle relazioni internazionali che nelle situazioni createsi in vari paesi. L’accordo prevede un’ampia cooperazione sulla sicurezza informatica, compreso il coordinamento delle azioni, lo scambio di tecnologie, la formazione di specialisti, e il coordinamento presso le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali.

Il ministero degli Esteri iraniano ha detto che l’accordo prevede «la cooperazione internazionale tra cui il rilevamento di intrusioni informatiche e il coordinamento (…) per garantire la sicurezza nazionale e internazionale». Questa dichiarazione, riporta C4isrnet, suggerisce che Mosca e Teheran possono condividere l’intelligence sulle operazioni informatiche degli Stati Uniti, ponendo nuove sfide per il Cyber Command degli Stati Uniti; inoltre, difese iraniane più forti possono complicare la capacità Usa di utilizzare le operazioni informatiche per rispondere all'aggressione iraniana.

Questo accordo segue un accordo preliminare russo-iraniano sul cyber nel 2015, che l’organizzazione della difesa civile iraniana ha detto necessario perché i due paesi affrontano nemici comuni nel cyberspazio. Nel 2017, Mosca e Teheran avevano firmato un memorandum d’intesa per la cooperazione su questioni relative alle Itc, tra cui «la governance di Internet, la sicurezza della rete» e «la connessione internazionale a Internet».

Secondo il nuovo accordo, ha dichiarato Teheran, i due paesi coopereranno contro i «crimini commessi con l’uso delle’Itc», che, per entrambi i paesi, comprende il dissenso politico. Come per la cooperazione Teheran-Pechino sull’internet nazionale iraniano, Teheran probabilmente cercherà di imparare dagli sforzi di Mosca per sviluppare lo stato di sorveglianza russo e il cosiddetto “internet sovrano”, progettato per espandere le capacità di censura e monitoraggio di Mosca e consentirle di “staccare” le connessioni a internet globale, che il presidente russo Vladimir Putin ha definito “un progetto della CIA”.

Durante le riunioni del gruppo di lavoro 2019 e 2020 sulla cooperazione ICT, ad esempio, Mosca si è offerta di aiutare l’Iran a emulare il progetto Smart City della Russia, che consente alle autorità di tracciare i cittadini attraverso tecnologie come il riconoscimento facciale – qualcosa che Mosca ha specificamente offerto di fornire all’Iran.

Il nuovo accordo si basa anche sulla collaborazione esistente nella sfera dell’informazione. Nel 2018, su iniziativa di Teheran, le due parti hanno istituito un comitato bilaterale sulla cooperazione dei media, volto a combattere il “terrorismo mediatico” occidentale.

Secondi l’Institute for the Study of War, Mosca usa questi accordi per espandere le sue reti umane e istituzionali, coltivare l’immagine della Russia come un partner affidabile per la sicurezza informatica, e promuovere sbocchi favorevoli al Cremlino, narrazioni e norme di sicurezza informatica globale, mentre contrasta il percepito “neocolonialismo digitale” occidentale e la destabilizzazione.

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