L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 4 febbraio 2021

I 30 miliardi l'anno per sei anni sono niente rispetto alla possibilità di richiederlo al libero mercato che vuole i nostri Btp con interessi davvero bassi, MA no dobbiamo chiedere il Recovery Fund che altro non è il VINCOLO ESTERNO. Lo stregone maledetto ha anche questo compito


Il governo Draghi indebiterà le prossime generazioni? L’analisi di Marco Rizzo


3 Febbraio 2021 - 17:55

Il governo Draghi sarà l’artefice dell’indebitamento delle prossime generazioni? Ecco qual è l’analisi di marco Rizzo sulle future possibili mosse.

Mario Draghi ha accettato l’incarico conferito dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di formare il nuovo governo. Al momento ancora non ci sono certezze, ma solo ipotesi sia sui nomi dei nuovi ministri che su quella che sarà la linea di governo, anche se la scelta dell’ex presidente della BCE è piaciuta ai mercati.

Tuttavia, secondo Marco Rizzo, il segretario generale del Partito Comunista, nei prossimi anni il governo Draghi sarà ricordato per aver indebitato le nuove generazioni accettando il Recovery Fund, infatti questa manovra, spiega, “è un piano impegnativo per il Paese e per tutti i cittadini”.

Il governo Draghi indebiterà le prossime generazioni?

Secondo Marco Rizzo gli effetti del Recovery Fund si continueranno a sentire per molti anni, portando come esempio le accise sulla benzina:

“Vi ricordate quando nelle battute dicevamo che paghiamo ancora sulle accise della benzina la guerra di Libia. I nostri figli e i nostri nipoti pagheranno per le firme che saranno messe in questo frangente”.

Quello che lascia senza parole il Segretario Generale del Partito Comunista è “la fiducia su quello che è il controllo del mercato mondiale di un Paese, che è legata ai tassi di interesse dei titoli di Stato”, dal momento che tu metti sul mercato questi titoli di Stato. Rizzo tuttavia precisa che l’Italia non ha un debito che va in scadenza tutto insieme: “Ci sono delle trance, e poche settimane fa, un mese fa, sono stati emessi una barca di titoli per una cospicua dotazione di miliardi di euro”.

A questo punto Rizzo si chiede quali siano i tassi di interesse che sono stati pagati “per questi pagherò”. Il politico precisa che sono tassi di interesse inferiori, addirittura a rendimento, “sotto lo zero, e quindi perché abbiamo bisogno di ricevere soldi dall’Unione Europea, che non solo avranno un tasso d’interesse” seppur basso, ma avranno anche delle precise condizionalità. In definitiva Rizzo ribadisce il fatto che sarà proprio l’Unione europea a decidere i “grandi numeri e i grandi indirizzi”.

In sostanza, conclude il politico, “noi ci stiamo impiccando, e chiaramente c’è un governo che deve firmare le cambiali per le prossime generazioni e quello farà, questa è la prima cosa enorme che farà il governo Draghi”.

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